Queste immagini sono ricavate da un Calendario che il PCI diffuse all'inizio degli anni '50.
Si tratta di un'iconografia molto datata, in cui prevale un'impostazione decisamente legata al "realismo socialista", cioè quella corrente artistica che nell'URSS tendeva ad uniformare le varie espressioni artistiche - figurative e non - alla propaganda politica.
Con risultati deleteri dal punto di vista della libertà di pensiero e il più delle volte pessimi sotto il profilo culturale: dominavano intrepide donne e muscolosi giovani impegnati in gloriose lotte proletarie, e il tema di fondo era appunto il trionfo dell'energia rivoluzionaria.
Un'arte al servizio del regime, insomma, che oltre a tutto rappresentava un colossale passo indietro rispetto alle formidabili innovazioni introdotte dalle avanguardie.
Anche il PCI, naturalmente, subì questa influenza, e le immagini qui riprodotte ne sono una testimonianza.
Va osservato, tuttavia, che il comunismo italiano era - fortunatamente - troppo contaminato dalla tradizione di un paese che per secoli era stato il centro della cultura europea, e gran parte degli intellettuali vicini alla sinistra si guardò bene dal seguire il catechismo elaborato da Stalin e da Zdanov.
É dunque nella propaganda che più si fece sentire questa rigidità dottrinaria, ma - come si può rilevare anche osservando i manifesti e le tessere - senza gli eccessi e la povertà intellettuale di stampo sovietico.
In ogni caso ciò che riproduciamo è un interessante documento di come si svolgeva la comunicazione politica in quel periodo.