i dirigenti del PCI/ Angelo Tasca

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Angelo Tasca (1892 - 1960)

Giovane dirigente della Federazione Giovanile Socialista e quindi della Federazione del PSI di Torino negli anni dieci, si unì poi ad Antonio Gramsci, Umberto Terracini e Palmiro Togliatti, coi quali fondò il settimanale "L'Ordine Nuovo" (1919-1920).
Negli stessi anni fu eletto segretario della Camera del Lavoro di Torino; nel 1921 a Livorno fu tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia. Fu tra i 15 membri de Comitato Centrale del partito e nel 1926 entrò nella segreteria del partito. Tasca ebbe frequenti contrasti con Gramsci e Togliatti, tanto da venir considerato come il punto di riferimento della destra del PCd'I, dato che propugnava una fusione con la sinistra del PSI e una messa in discussione di alcuni nodi importanti della linea del partito.Durante il fascismo fu arrestato due volte, nel 1923 e nel 1926. In quell'anno, però, riuscì a rifugiarsi in Francia, di cui prese la nazionalità nel 1936.
Partecipò al presidium dell'Internazionale Comunista nel 1928-1929, dove si avvicinò alle posizioni di Bucharin. Nel settembre 1929 fu espulso dal partito per il suo dichiarato antistalinismo.
Tra il 1930 e il 1933 divenne redattore-capo del settimanale Monde (1928-1935), fondato e diretto da Henri Barbusse. Nel 1935 rientrò nel PSI su posizioni nettamente anticomuniste e contrarie all'unità d'azione con il PCI che si ebbe tra il 1934 e il 1939.
Durante la guerra civile spagnola sostenne il POUM in opposizione al Partito Comunista di Spagna. Negli stessi anni (1934-1940) Léon Blum gli affidò gli articoli di politica estera del quotidiano del Partito Socialista Francese, la SFIO, Le Populaire.
Nell'agosto 1939 la firma del Patto Molotov-Ribbentrop provocò sconcerto tra un certo numero di comunisti e le posizioni di Tasca ne uscirono rafforzate; assunse la carica di Segretario del PSI dopo le dimissioni di Pietro Nenni.
Nell'estate 1940 fu tra i socialisti che aderirono al regime collaborazionista del maresciallo Pétain: una scelta, naturalmente, che non gli fu mai perdonata dalla sinistra, anche se Tasca si difese sostenendo di aver nel contempo aiutato segretamente un gruppo della resistenza belga. Tra il 1941 e il 1944 diresse il centro studi del Ministero della Propaganda di Paul Marion.
Alla liberazione della Francia, nel settembre 1944, fu arrestato con l'accusa di collaborazionismo ma rilasciato dopo un mese grazie alle credenziali fornite dal governo belga.
Alla fine della guerra rimase a Parigi, dove si era creato una nuova famiglia. Continuò a partecipare al dibattito politico da posizioni socialdemocratiche, collaborando a varie testate giornalistiche (Il Mondo, Critica Sociale, Le Figaro).
Tra il 1948 e il 1954 fu consulente della Nato su questioni inerenti il movimento operaio ed i partiti comunisti.
Nascita e avvento del fascismo, pubblicato in Francia nel 1938, è la sua opera più importante.