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Alfio Bernabei
Poliziotto e gay
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È il più celebre poliziotto gay di Scotland Yard
e di tutto il Regno Unito. Più gradi gli danno più
fa sentire la sua voce. Brian Paddick è inarrestabile.
L'altro ieri, a capo di un piccolo esercito dì agenti
di polizia gay da tutta Europa, ha aperto la parata del Pride
londinese. Dopo l'ultima promozione come assistente capo commissario
di Scotland Yard tutti s'aspettano che prima o poi diventerà commissario
capo della principale forza di polizia a sud della Scozia.
Paddick ha 49 anni, ed è nato in un quartiere working
class londinese. Aveva diciott'anni quando si arruolò
nella polizia: «Ho sempre avuto l'istinto di aiutare
altra gente, dice; e per essere sincero ci provo anche piacere».
All'epoca a Scotland Yard nessuno osava identicarsi pubblicamente
come gay. Paddick si sposò. Il matrimonio durò cinque
anni. Cominciò a pensare al suo coming out quando
un giorno venne chiamato ad investigare su un incidente che era
avvenuto in un appartamento. Un uomo era stato pestato da un altro
che si era dileguato. La vittima era un poliziotto che pregò
Paddick di non dire niente a nessuno per timore di dover rivelare
di essere gay e magari perdere il posto.
Paddick dice: «A quel punto decisi che dovevo farmi
sentire. Ero stato promosso Ispettore. Giudicai importante far
sapere ad altri colleghi gay e lesbiche nella polizia che potevano
avere in me un punto di incoraggiamento e di riferimento».
Il suo coming out avvenne alcuni anni fa in maniera talmente
strana che l' episodìo diventò celebre anche come
curiosità mediatica.
A Londra c'è un famoso website radicale che si
chiama Urban75. Il forum del sito cominciò a ricevere dei
messaggi da un certo «Colin the coppef» (copper
è slang per agente di polizia). Head Honcho, il webmaster,
gli intimò: «Se sei veramente un poliziotto rivelati,
altrimenti non ti mando più online.»
Colin si dileguò, ma al suo posto entrò nel sito
un certo «Brian the Commander». Le sue prime
parole: «WelI, welI, welI, or should I say hello hello
hello, di cosa stavamo parlando?».
Head Honcho volle chiarire le cose una volta per tutte: «Se
sei davvero della polizia mandami una e mail da un indirizzo di
Scotland Yard. Aspetto.»
La risposta àrrivò subito, da Scotland Yard. «Ehi,
ragazzi, sono l'ispettore Brian Paddick e sono qui.»
Alla fine della conversazione via mail Paddick scrisse: «Devo
scappare a casa, c'è il mio uomo che m'aspetta.»
E aggiunse: «Non me ne importa un fico secco della promozione.
Spero solo di conservare il lavoro perché mi piace. Il
mio obiettivo è di cercare di migliorare le cose. Wow.».
In un batter d'occhio i media si impadronirono di lui e si trovò
catapultato sulle prime pagine come il volto gay di Scotland Yard.
È vero che alI'intemo della polizia londinese molto lavoro
era già stato fatto dai gay, ma Paddick con la sua uscita
e i successivi impegni ha fatto «Bingo». Ha rivoluzionato
le cose al punto che adesso Scotland Yard mette annunci sulla
stampa gay per reclutare personale. L'altro ieri la Gay Police
Association britannica (GPA) ha festeggiato il suo quindicesimo
cornpleanno.
Lo ha fatto alla grande, organizzando un convegno di due giorni
a Londra aperto ad agenti gay e lesbiche di tutte le polizie d'Europa.
E a dare il benvenuto è stato Sir lan Blair, Commissario
capo di Scotland Yard.

Com'è noto fu a New York, nel 1969, che cominciarono molte
cose: numerosi poliziotti picchiarono selvaggiamente alcuni gay,
e in risposta a questa ennesima violenza nacque l'idea di manifestare
per il gay pride.

la manifestazione del 1970 a New York
Beh, nel 2005, al Pride di New York City c'erano anche
alcuni di quegli agenti, ormai in pensione, a testimoniare solidarietà:
una presa di coscienza lenta, ma estremamente significativa. |