Breve storia d’Italia

Politica e società negli ultimi sessant’anni

Un qualsiasi vocabolario della lingua italiana potrebbe dare di storia più o meno questa definizione: il complesso degli avvenimenti legati all’uomo considerati nel loro svolgimento temporale. È dunque evidente che la prima, e fondamentale, componente della storia umana è l’insieme dei fatti, il loro intrecciarsi e influenzarsi reciprocamente, il loro svilupparsi il più delle volte in modo nient’affatto lineare, ma anzi spesso oscuro, contraddittorio.
E tuttavia per convenzione siamo abituati a periodizzare la storia, cioè a studiarla sulla base di date e di nomi che sono un po’ come le porte per uno sciatore di slalom: saltarne una significa perdere la gara, ovvero smarrire i punti di riferimento per comprendere lo svolgersi degli avvenimenti. Si tratta certamente di un modo molto riduttivo per cercare di avere consapevolezza dei complicati processi che orientano l’attività umana, ma il carattere divulgativo, e quindi necessariamente sintetico, di questa breve storia rende inevitabile ricorrere a tale strumento di semplificazione.
Un’esigenza, inoltre, che costringerà fatalmente a restringere il campo degli argomenti trattati, nel senso che saranno affrontate prevalentemente le questioni di tipo politico e sociale, riservando solo alcuni rapidi accenni ad altri avvenimenti che pure fanno parte integrante della storia di un paese e che quindi richiederebbero maggior attenzione. La cultura, in particolare, è sempre stata una componente fondamentale della nostra storia e ciò forse avrebbe consentito di ricostruirne l’intreccio permanente con gli altri aspetti della vita italiana: tuttavia, per non rendere troppo dispersiva la lettura di quello che rimane pur sempre un lavoro di divulgazione, si è preferito dedicare all’argomento un capitolo specifico che verrà pubblicato tra breve.
Le note a piè di pagina sono state necessariamente ricollocate nel corpo del testo, rendendolo purtroppo più pesante.

"La storia la si fa, e se occorre poi anche la si scrive, con gli uomini che ci sono e non con quelli che sarebbe bello che ci fossero" ( Ferdinando Mautino "Carlino")

© 2009 alberto burgos