La guerra civile spagnola

Le condizioni economiche e sociali della Spagna di inizio ‘900 erano caratterizzate da un pesante sottosviluppo e da una forte influenza della Chiesa cattolica.

Nel 1923 vi fu il cinquantesimo colpo di stato (a partire dal 1814) attuato da Miguel Primo de Rivera che si avvalse dell’appoggio del re e del clero. La dittatura di de Rivera durò fino al 1930 quando fu costretto ad abbandonare il Paese e si tennero nuove elezioni che videro la vittoria della sinistra (repubblicani e socialisti) grazie al determinante appoggio degli anarchici e dei radicali borghesi. Fu proclamata la Repubblica e il neopresidente, il moderato Zamora, affidò la guida del governo al leader repubblicano Azana (Ministro del Lavoro fu il socialista Largo Caballero).

Il nuovo governo attuò una serie di riforme laiche e progressiste tendenti a modernizzare il Paese e a ridurre l’influenza del clero e dei proprietari terrieri nella vita della nuova Spagna repubblicana.

Queste riforme alienarono le simpatie dei radicali (per i quali erano troppo avanzate) e degli anarchici (per cui erano, invece, troppo moderate) e il governo venne sconfitto alle Cortes (Parlamento) nel 1933. Il 19 novembre dello stesso anno si tennero le elezioni legislative che videro la vittoria della destra moderata guidata da Lerruox che fu a capo di un governo di centro-destra che godeva dell’appoggio della “Falange”, un gruppo fascisteggiante fondato da Josè Antonio de Rivera, figlio di Miguel Primo.

Nel 1935 il governo conservatore entrò in crisi per le fratture insanabili tra la destra moderata e quella estremista. Il Presidente della Repubblica Zamora scioglie nuovamente le Cortes ed indice nuove elezioni a cui la sinistra, anche in sintonia con la nuova linea del Komintern elaborata da Dimitrov, si presenta unita nella forma del Fronte popolare: sull’esperienza francese, un'alleanza tra radicali, repubblicani, socialisti, comunisti, anarchici e alcuni cattolici progressisti. Il 7 gennaio il Fronte popolare vince le elezioni: ottiene il 48% dei voti (46% alla destra, 6% al centro) e, in virtù della legge elettorale maggioritaria, la maggioranza assoluta dei seggi alle Cortes.

Azana diviene Presidente della Repubblica e il repubblicano Quiroga forma il governo che attua riforme molto radicali ed incisive. Il 17 e il 18 luglio 1936 le truppe guidate dal generale Francisco Franco pronunciano l’ennesimo alzamiento, un colpo di stato, contro il governo legittimo.

     

Inizia una sanguinosa guerra civile in cui i franchisti hanno l’appoggio di Mussolini e di Hitler, mentre i repubblicani solo quello dell’Urss di Stalin e del Messico, poiché le grandi democrazie europee (Gran Bretagna e Francia in testa) mantengono una posizione ambigua e di sostanziale neutralità che finisce per favorire i fascisti di Franco.

Lo sdegno per quanto avviene in terra iberica è, invece, ben presente nelle popolazioni (sia proletaria, sia borghese) del mondo democratico: migliaia di volontari accorrono da tutto il mondo per dare vita alle Brigate internazionali per difendere la Repubblica spagnola: “Oggi a Madrid domani a Roma, siamo antifascisti poiché non misuriamo la patria a cannoni e a frontiere, la nostra patria corrisponde con quella di tutti gli uomini liberi.” (Carlo Rosselli).


Manifestano apertamente il proprio appoggio alla Repubblica, o si uniscono alle Brigate Internazionali, numerosi intellettuali (come Thomas Mann, Ernest Hemingway, George Orwell, André Malraux, Pablo Neruda, Bertolt Brecht) e dirigenti politici di primo piano (per l’Italia basti ricordare P. Togliatti, P. Nenni, G. Di Vittorio, i fratelli Carlo e Nello Rosselli, Leo Valiani, tutti membri della Brigata Internazionale Garibaldi guidata dal segretario del PRI Randolfo Pacciardi).


Icona della guerra civile è la celebre fotografia di Robert Capa: un miliziano repubblicano che cade sotto i colpi dei fascisti: è il simbolo grafico di ciò che disse Dolores Ibàrruri: “meglio morire in piedi che vivere in ginocchio.” Le barbarie attuate dai franchisti e dai loro alleati italo-tedeschi, in particolare i bombardamenti ai danni dei civili, sono rappresentati da quel capolavoro della pittura che è Guernica.

 

CRONOLOGIA

1936

18 luglio
La rivolta inizia con alcune ore di anticipo rispetto al previsto nelle città del Marocco e grazie all'appoggio determinante del "Tercio" gli insorti hanno ragione dei militari lealisti e dei militanti delle organizzazioni di sinistra. Nel frattempo, Franco prende il controllo delle Canarie e lancia un proclama alla nazione: "L'esercito si è assunto il glorioso compito di salvare la Spagna dalla sovversione e dall'anarchia"; quindi vola in Marocco e assume il comando dell'Esercito d'Africa.
Nella calda mattinata radio Ceuta trasmette la frase in codice "Su tutta la Spagna il cielo è senza nubi": è il segnale dell'"Alzamiento" nelle guarnigioni della penisola. Il 95% degli ufficiali fa causa comune con i sediziosi trascinando con sé l'80% dei soldati. La Guardia Civil nella sua quasi totalità e il 50% delle "Guardias de Asalto" si uniscono ai rivoltosi. Nella proporzione dal 75 al 90% gli alti funzionari dei ministeri, delle amministrazioni locali, delle imprese industriali, fanno altrettanto.
Il governo tenta di bloccare la sollevazione facendo ricorso alle procedure consentite dalla Costituzione e ordina alle navi da guerra (la flotta era rimasta fedele in quanto gli equipaggi avevano sopraffatto gli ufficiali che volevano aderire alla rivolta) di presidiare lo stretto di Gibilterra, così da contenere la ribellione in Marocco e nelle Canarie. In ogni caso non autorizza la distribuzione di armi al popolo come pretendono le organizzazioni di sinistra.
La rivolta ha successo in Galizia, Léon, Vecchia Castiglia, Navarra, nord dell'Estremadura e parte dell'Aragona, per cui i ribelli controllano i centri di La Coruña, Valladolid, Salamanca, Burgos, Pamplona, Caceres, Saragozza e Huesca. Occupano inoltre le principali città dell'Andalusia: Cadice, Siviglia, Granada e Cordoba, di vitale importanza per il prosieguo delle operazioni in quanto le loro forze più efficienti sono concentrate in Marocco.

19 luglio
Scontri di Barcellona. Le truppe ribelli uscite dalle caserme puntano verso la Plaza Cataluña, ma sono bloccate dai lavoratori, in prevalenza anarchici, e dalla Guardia Civil, rimasta fedele al governo - caso quasi unico in Spagna - e devono ritirarsi. Viene catturato il generale Goded, capo dei rivoltosi, che è obbligato a leggere alla radio un appello in cui invita i suoi a deporre le armi.
André Malraux racconterà ne L'Espoir la dinamica dei combattimenti, in cui muore l'esponente anarchico Francisco Ascaso.

20 luglio
Muore in un incidente aereo in Portogallo il generale Sanijurjo, capo designato della rivolta.
Josè Giral, nominato primo ministro, ordina di distribuire le armi al popolo, fatto che a Madrid consente ai lealisti di stroncare la rivolta con la conquista della caserma Montaña, centro operativo delle ribellione. Il poeta cileno Pablo Neruda, grande amico della Spagna, cantò l'epica vittoria delle forze popolari; e intorno alle vicende della Repubblica nacquero alcune delle più belle canzoni rivoluzionarie.

21 luglio
A Madrid il Partito socialista costituisce i battaglioni "Largo Caballero" e "Octubre", del quale è nominato comandante Fernando De Rosa. Vittorio Vidali organizza per il Partito comunista il Quinto Reggimento, unità di élite dell'esercito spagnolo, che formò alcuni dei capi più validi come Enrique Lister, un tempo cavapietre, e Juan Modesto, ex taglialegna.
A Barcellona gli anarchici costituiscono diverse colonne: Tierra y Libertad, Ascaso, Roya y Nigra, Durruti. Il POUM (Partido Obrero de Unificación Marxista) forma la colonna Lenin. Alcune colonne partono per l'Aragona per riprendere Saragozza e Huesca.
Il generale Queipo de Llano, che si era impadronito del centro di Siviglia alla testa di soli 130 uomini, con un colpo di mano riceve in rinforzo reparti del "Tercio" con i quali attacca i quartieri operai. Il massacro che ne segue è orribile, i legionari spingono per strada tutti gli uomini e poi li uccidono a colpi di baionetta. La parte bassa del quartiere di Traina viene rasa al suolo a cannonate. Dopo di che il generale inizia alla radio una serie di trasmissioni notturne piene di volgari e incoerenti smargiassate e minacce di sterminio contro le famiglie dei "rossi", e di goffe esaltazioni delle capacità sessuali dei legionari, che lo rendono famoso in tutta Europa. In risposta Rafael Alberti compone la poesia Radio Sevilla.

          

24 luglio
I franchisti costituiscono a Burgos la Giunta di Difesa Nazionale (JND). I governi di Roma e Berlino dichiarano la loro disponibilità a sostenere la rivolta.

31 luglio
Cade ad Aragona Agostino Sette, primo antifascista italiano morto per la libertà di Spagna. Muratore, anarchico, era nato a Montagnana (PD) nel 1902.

5 agosto
Inizia il ponte aereo per trasferire dal Marocco alla Spagna il grosso delle truppe ribelli, grazie a nove Savoia Marchetti e a una cinquantina di Junker 52 delle aviazioni italiana e tedesca. Giunge a Madrid Pietro Nenni. Ecco il suo ricordo: "... ci rechiamo alla prossima caserma della Moñtana, dove si svolse uno dei più drammatici episodi dell'insurrezione popolare. La caserma, in cui regna una confusione pittoresca, ci mostra il volto atroce della guerra civile... Qui il muro crivellato di palle, dove furono fucilati ventisei capi della rivolta. C'è ancora nell'aria il fetore della morte e la terra mostra le larghe chiazze del sangue. Quello fu ieri. Oggi, i giovani militi (ce n'è uno di dodici anni) fanno istruzione..."

6 agosto
Pastorale congiunta dei vescovi di Pamplona e Vitoria per condannare il sostegno dei cattolici baschi alla Repubblica. Ma il basso clero invita i capi politici a non tenerne conto e continua a collaborare con il governo legittimo.

8 agosto
Il governo francese decide unilateralmente di vietare ogni esportazione di armamenti e aerei alla Spagna repubblicana. Il ministro degli esteri giustifica così tale decisione: "Noi avremmo potuto fornire armi al governo spagnolo, governo legittimo di diritto e di fatto. Non l'abbiamo fatto anzitutto per dottrina e per umanità e per non offrire il pretesto a coloro che sarebbero tentati di fornirne ai ribelli".
Arriva in Spagna Simone Weil; si aggrega alla colonna di Buenaventura Durruti che opera in Aragona. Annoterà le sue esperienze in un diario o le riporterà nelle lettere. In una di queste scrive: "Impossibile raccontarti la quantità di cose interessanti che ci sarebbero da raccontare. Vale veramente la pena poter vedere Durruti proclamare la messa in comune delle grandi proprietà in questi miseri villaggi aragonesi. Vecchi contadini piangono d'emozione..."

9 agosto
Il governo repubblicano sospende le sezioni delle Cortés.

11 agosto
I nazionalisti occupano Merida.

13 agosto
Viene creato a Parigi il Comitato internazionale di Aiuto al Popolo Spagnolo. Mirò disegna il bozzetto del francobollo con la scritta "Aidez l'Espagne" che sarà venduto in tutta la Francia per un franco.
Di suo pugno l'artista scrive: "Nell'attuale lotta io vedo da parte fascista le forze superate, dall'altra il popolo le cui immense risorse creatrici daranno alla Spagna uno slancio che stupirà il mondo."

14 agosto
Il "Tercio" e i "Regulares" occupano Bajadoz vincendo l'accanita resistenza dei repubblicani. Si scatena una feroce repressione che conta 4.000 vittime. Jacques Berthet, corrispondente di Les Temps, entrato in città il giorno dopo la sua conquista, scrive: "I miliziani e i sospetti arrestati (basta avere la spalla destra della giacca lucida per lo sfregamento del fucile) sono passati per le armi. Circa 1.200 sono stati fucilati [finora]".

17 agosto
Viene costituita la "Colonna Italiana" che porta il nome di Francisco Ascaso con un atto firmato da Mario Angeloni, Carlo Rosselli, Umberto Calosso e Camillo Berneri. Conta circa centicinquanta antifascisti italiani di ogni fede politica e viene impiegata sul fronte d'Aragona agli ordini di Carlo Rosselli.

18 agosto
Viene assassinato dai falangisti a Granada Federico Garcia Lorca: Antonio Machado, il più grande poeta spagnolo contemporaneo, piangerà l'amico con la poesia Il delitto fu a Granada.

26 agosto
Nella zona repubblicana vengono creati i Tribunali Popolari per porre un freno alle esecuzioni sommarie perpetrate specie dagli anarchici: eccessi e violenze che consentirono ai fascisti di alimentare - durante e dopo la guerra civile - la leggenda dei "rossi" che passavano per le armi sacerdoti e stupravano suore.

28 agosto
La JND sospende i piani della Riforma agraria.
Nel primo combattimento della Colonna Italiana vicino a Monte Pelato cade Mario Angeloni: noto avvocato repubblicano di 40 anni, difensore in Italia degli attivisti delle organizzazioni operaie e per questo arrestato e condannato.

29 agosto
Arriva a Madrid Luigi Longo. Aveva scritto sul Grido del Popolo: "...diamo, noi emigrati, espressione diretta e sincera dei sentimenti del nostro popolo, tutto l'aiuto che possiamo ai fratelli spagnoli. Creiamo i primi e solidi legami che devono fare dei due popoli un solo blocco, eretto contro tutte le forze di reazione e guerra."

3 settembre
I ribelli occupano Talavera de la Reina a 70 chilometri da Madrid.
Si costituisce a Barcellona la "Colonna Gastone Sozzi", composta da 86 antifascisti italiani, 29 polacchi, 10 francesi, alcuni belgi e un danese. Viene aggregata alla Colonna "Libertad" delle milizie popolari della Catalogna.

4 settembre
Largo Caballero presiede un nuovo governo formato da tutti i partiti del Frente Popular. È la prima volta che rappresentanti del Partito Comunista fanno parte di un governo di coalizione democratica.
I franchisti, con la conquista di Irun, bloccano la frontiera con la Francia dalla parte occidentale dei Pirenei.

5 settembre
Le truppe ribelli risalenti da sud si congiungono con quelle provenienti da Nord ad Arenas de San Pedro.

9 settembre
Si riunisce per la prima volta a Londra il "Comitato di non-intervento". Ne fanno parte 24 nazioni europee; non vi partecipano Svizzera e Portogallo.

16 settembre
Muore nella Sierra di Guadarrama Fernando De Rosa: socialista, nel 1929 aveva attentato a Bruxelles alla vita di Umberto di Savoia; uscito dal carcere, aveva raggiunto la Spagna e partecipato alla rivolta delle Asturie.

21 settembre
Maurice Thoréz, segretario del Partito Comunista francese, propone la costituzione delle Brigate Internazionali.

26 settembre
Nuovo governo della Generalitat della Catalogna con la partecipazione degli anarchici.

27 settembre
I nazionalisti raggiungono Toledo e pongono fine all'assedio dell'Alcazar.

30 settembre
Decreto di militarizzazione delle milizie repubblicane.

1 ottobre
Franco viene nominato capo dello Stato spagnolo e Generalissimo degli eserciti di terra, di mare e dell'aria.

3 ottobre
Franco nomina la Giunta Tecnica di Stato.

5 ottobre
Varca la frontiera dei Pirenei il primo contingente delle Brigate Internazionali: circa 900 volontari, tra cui 150 italiani.

7 ottobre
Formazione del primo governo delle Province Basche.
Il governo Caballero vara il decreto di espropriazione delle terre e di nazionalizzazione delle imprese.

10 ottobre
I primi volontari delle B.I. giungono ad Albacete, città scelta come base di addestramento.

12 ottobre
La nave "Ciudad de Barcelona" sbarca ad Alicante un secondo contingente di volontari stranieri.
Scontro tra Unamuno, rettore dell'Università di Salamanca, e il generale Millán Astray, comandante del "Tercio". In risposta a un violento attacco di quest'ultimo ai catalani e ai baschi concluso con il grido "Viva la muerte", il filosofo della generazione del '98 afferma: "Questo è il tempio dell'intelletto. E io ne sono il sommo sacerdote. Siete voi che profanate il sacro recinto. Voi vincerete perché avete la forza bruta. Ma non convincerete, perché per convincere dovrete persuadere. E per persuadere occorre proprio quello che a voi manca: ragione e diritto nella lotta."

15 ottobre
Ad Albacete André Marty, Luigi Longo e Giuseppe Di Vittorio organizzano le prime compagnie di volontari stranieri.

24 ottobre
La Giunta di Burgos crea l'Alto tribunale di giustizia.

27 ottobre
Il governo spagnolo approva la costituzione delle Brigate Internazionali.

28 ottobre
La Germania costituisce la "Legione Condor", formata da 6.500 uomini, rinnovati a rotazione affinché facciano esperienza sui fronti di guerra. Comprende: 2 gruppi d 4 squadriglie di caccia Messerschmitt 109; 2 gruppi di 2 squadriglie di Heinkel 51; 1 gruppo di 3 squadriglie di Heinkel e Dornier 17 da ricognizione; 4 gruppi di 3 squadriglie di bombardieri Heinkel III e Junkers 52, per un totale di 93 aerei; 1 corpo carri armati di 4 battaglioni, formati ognuno da 3 compagnie di 15 carri leggeri per 180 mezzi; 30 compagnie anticarro dotate di 6 pezzi da 37 millimetri, per un totale di 180 bocche da fuoco.
Verranno a rotazione in Spagna, compresi gli istruttori civili, circa 16.000 uomini, di cui 300 cadranno.

1 novembre
Viene costituita la XI Brigata internazionale composta dai battaglioni:
- Edgar André (tedesco);
- La Commune de Paris (franco-belga);
- Dombrowski (polacco).
È nominato comandante il generale Kleber, commissario politico Giuseppe Di Vittorio. Da un suo discorso ai volontari italiani: "Voi sapete che non vi battete soltanto per il sentimento di solidarietà che ci unisce al popolo eroico e fratello della Spagna. Sapete che lo schiacciamento del fascismo spagnolo sarà l'inizio dell'abbattimento della dittatura fascista in Italia, in Germania e negli altri paesi. Vi battete anche per liberare l'Italia, perché i nostri figli non abbiano anch'essi a soffrire gli orrori, la miserie e la vergogna dell'oppressione fascista; perché il popolo italiano sia reso finalmente libero e felice. Non vi può essere felicità, non vi può essere gioia di vivere laddove non vi è libertà. L'oppressione e la schiavitù tendono a offendere la dignità umana, isteriliscono e umiliano la vita. Volontari italiani, voi siete il fiore, la speranza e l'orgoglio del nostro popolo."

3 novembre
I volontari italiani, della Repubblica di San Marino e del Canton Ticino sono inquadrati nel battaglione "Garibaldi", agli ordini di Randolfo Pacciardi, con Antonio Roasio e Amedeo Azzi commissari politici.
Le quattro compagnie prendono i nomi di: Louis de Bosis, Mario Angeloni, Gastone Sozzi e Fernando De Rosa.

4 novembre
Rimpasto nel governo Caballero con l'ingresso di quattro ministri anarchici. Mobilitazione generale a Madrid per l'approssimarsi delle colonne dei nazionalisti.


6 novembre
Il governo repubblicano si trasferisce a Valencia, il presidente della Repubblica Manuel Azaña a Barcellona. Viene formata la "Junta de defensa de Madrid" con a capo il generale Miaja.
Arriva a Siviglia il primo contingente della Legione Condor.

7 novembre
Inizia la battaglia di Madrid. Primi violenti scontri alla Casa de Campo.
Dolores Ibàrruri, la Pasionaria (che nel '39, in esilio, diventerà Segretaria del Partito Comunista Spagnolo), chiama i madrileni alla lotta. La parola d'ordine è: "No pasaran!". Rafael Alberti, il poeta del Quinto Reggimento, sprona la città alla difesa con la poesia "Difesa di Madrid".

        

8 novembre
Sfila lungo la Gran Via l'XI Brigata internazionale tra gli applausi e la commozione dei madrileni. Due battaglioni prendono posizione alla città universitaria, mentre l'"Edgard André" riconquista il Puente de los Franceses e rigetta il nemico oltre il Manzanarre.

9 novembre
Viene costituita la XII Brigata internazionale composta dai battaglioni:
- Thälmann (tedesco);
- Garibaldi (italiano);
- André Marty (franco-belga).
Al comando il generale Luckas, Luigi Longo commissario politico.
Mentre è in corso l'addestramento con le mitragliatrici, per il battaglione Garibaldi arriva l'ordine di partire per Madrid. Viene impiegato per un attacco al Cerro de los Angeles nel tentativo di alleggerire la pressione nemica sulla capitale.

11 novembre
Iniziano i bombardamenti aerei nazisti su Madrid; è la prima volta che viene attaccato massicciamente un centro abitato. Gravi danni e molte vittime civili. Pablo Neruda bollerà il massacro degli innocenti.

13 novembre
Nel pomeriggio il battaglione Garibaldi parte all'attacco del Cerro de los Angeles, un'altura di 659 metri, sulla cui sommità sorge un santuario fortificato dai ribelli. I garibaldini raggiungono il muro di cinta ma sono bloccati da un violento fuoco di mortai e mitragliatrici.

17 novembre
La XII Brigata internazionale viene trasferita a Madrid; fino al 9 dicembre partecipa ai combattimenti in difesa della città nel settore della città universitaria, in parte già occupata dai franchisti.

18 novembre
I governi di Roma e Berlino riconoscono la Giunta di Burgos.

20 novembre
Josè Antonio Primo de Rivera, fondatore della Falange, condannato a morte da un Tribunale Popolare, è fucilato ad Alicante.

21 novembre
Il battaglione Garibaldi partecipa al fallito tentativo di ricacciare il nemico da Palacete.
Muore alla città universitaria di Madrid Buenaventura Durruti. Ricardo Castro lo ricorda: "Era una cosa incredibile; non possedeva niente, assolutamente niente. Tutto ciò che aveva apparteneva a tutti. Quando morì, mi misi alla ricerca di qualche abito, col quale lo potessimo seppellire. Alla fine trovammo una vecchia giacca di cuoio, che era tutta consunta, un paio di calzoni color cachi e un paio di scarpe bucate. Insomma, era un uomo che dava via tutto; di suo non aveva neppure un bottone. Non aveva proprio niente."

          

23 novembre
Franco sospende gli attacchi alla capitale. I difensori hanno vinto. Per la prima volta le truppe venute dal Marocco sono bloccate.

2 dicembre
Arriva a Barcellona George Orwell, che si arruola nella milizia del POUM e combatte sul fronte di Saragozza. Scriverà uno dei libri più appassionanti sulla guerra di Spagna, Omaggio alla Catalogna, in cui evidenzierà le contraddizioni del periodo: "C'erano molte cose che non comprendevo; in un certo senso tutto ciò non mi piaceva, ma riconobbi nella situazione immediatamente uno stato di cose per il quale valeva la pena battersi".

12 dicembre
Luigi Longo è nominato ispettore generale delle Brigate Internazionali. Lo sostituisce quale commissario politico all'XI B.I. il tedesco Gustav Regler.

13 dicembre
La XII B.I. viene integrata da circa 500 volontari comandati da Guido Picelli.
Nuova offensiva franchista con l'obiettivo di conquistare Majahonda e Las Rozas per tagliare i collegamenti tra Madrid e la Sierra di Guadarrama. A prezzo di pesanti perdite conquista Boadilla del Monte. I combattimenti saranno descritti da Esmond Romilly, nipote di Churchill, nel libro Boadilla dedicato agli otto inglesi sui dieci appartenenti al battaglione Thälmann caduti negli scontri.

23 dicembre
Viene costituita la XIV Brigata internazionale agli ordini del generale Carlos Walter; capo di stato maggiore il capitano Aldo Morandi. Viene impiegata sul fronte di Cordoba.

28 dicembre
Nel corso di duri combattimenti per conquistare Quota 320 nei pressi di Lopera (Andalusia) muore il poeta inglese John Cornford, nipote di Charles Darwin, che aveva compiuto 21 anni il giorno prima.

1937

3 gennaio
Sbarca in Spagna il primo contingente del Corpo Truppe Volontarie (CTV) mandato da Mussolini a sostegno di Franco. È costituito da:
1a div. Camicie nere "Dio lo vuole";
2a div. "Fiamme nere";
3a div. "Penne Nere";
4a div. "Littorio";
Raggruppamento autonomo "XXIII Marzo";
Brigata "Frecce Nere";
Brigata "Frecce Azzurre".
Complessivamente gli effettivi italiani saranno 78.846 tra esercito, marina e aviazione, di cui 6.000 caduti e 15.000 feriti. Da una relazione segreta dell'Ufficio Spagna: "Scarso numero di giovani, alta percentuale di lavoratori agricoli, particolarmente delle regioni meridionali, numerosi pregiudicati".
Molto consistente l'apporto di armi, munizioni e mezzi di trasporto, determinante l'intervento dell'Aviazione e della Marina.

5 gennaio
Nel settore di Mirabueno, lungo la carrozzabile Guadalajara-Siguenza, muore Guido Picelli. Scrisse di lui Giacomo Calandrone: "Al nostro arrivo ad Albacete, sotto la pensilina della stazione, un uomo ci attende. Ha i capelli brizzolati, il volto energico, il gesto secco. Lo riconosciamo immediatamente. É Picelli. Guido Picelli, l'eroe di Parma. In una persona tutto un periodo di lotta rivoluzionaria, un periodo di eroismo, di fede, di volontà. Picelli, l'azione, l'energia fatta uomo, sarà Picelli che ci guiderà all'attacco contro i nuovi Unni. Siamo orgogliosi di averlo per capo."

12 gennaio
Contrattacco repubblicano nel settore di Majahonda-Villanueva del Pardillo, nel corso del quale cade Pietro Jacchia: nato a Trieste nel 1872, ebreo, docente all'Università, fondatore del fascio che lasciò aderendo al Partito socialista. Emigrò in Olanda, fu tra i primi ad accorrere in difesa della Repubblica spagnola, combattendo sul fronte di Huesca.

14 gennaio
Inizia l'offensiva nazionalista verso Malaga, con la conquista di Marbella e Alhama, rispettivamente a sud e a nord della città.

6 febbraio
Inizia la battaglia del Jarama: scopo dell'offensiva nazionalista tagliare la strada Madrid-Valencia. Sei potenti colonne sostenute dall'aviazione, da carri armati e artiglieria, attaccano in più punti le fragili linee repubblicane. Vengono occupate la Marañosa, cima di 697 metri, e la città di Ciempozuelos.

7 febbraio
Gli attaccanti raggiungono la confluenza tra il Manzanarre e il Jarama; la strada Madrid-Valencia è sotto il tiro dei loro cannoni.

8 febbraio
Cade Malaga. A fianco degli spagnoli sono entrati in azione nove battaglioni motorizzati di Camicie nere italiane. Nella città semidistrutta inizia la più feroce caccia all'uomo che la Spagna avesse conosciuto dalla conquista di Badajoz: 4.000 fucilati. Migliaia di profughi fuggono verso Almeria mitragliati dagli aerei italiani.
Ciano, ministro degli esteri di Mussolini, preoccupato perché il suo rappresentante a Malaga telegrafa che le repressioni effettuate dai nazionalisti erano tuttora impressionanti; che lo stato d'animo della popolazione era preoccupato e che, con vivo rammarico, vedeva ricadere sui nostri volontari l'ombra di gravi responsabilità. Ciano ordina all'ambasciatore Cantalupo di fare un'inchiesta, ma Franco la sconsiglia perché avrebbe avuto effetti peggio che negativi. Egli stesso agiva con molto tatto, i locali cercavano rabbiosamente il loro sfogo e guai ad andarli a irritare.

          

9 febbraio
Le difese repubblicane sul Jarama vengono riorganizzate: la Giunta di difesa vi trasferisce le Brigate di Lister e di El Campesino e l'XI e XII Brigate Internazionali.

11 febbraio
I nazionalisti costituiscono una testa di ponte oltre il fiume conquistando il ponte di Pindoque. Viene ingaggiata la più imponente battaglia, per numero di uomini e mezzi, dall'inizio della guerra di Spagna.
Il battaglione Garibaldi, posto a difesa del ponte di Arganda, resiste agli assalti della cavalleria mora che, falciata dalle mitragliatrici, deve ritirarsi lasciando sul terreno più di metà degli uomini.

12 febbraio
Nuovo tentativo di sfondamento dei franchisti che si spingono fino al Pingarron, una quota di 620 metri, che i repubblicani difendono a costo di gravi perdite. Entrano in azione aerei da caccia forniti dall'Urss che abbattono numerosi velivoli avversari.

13 febbraio
La battaglia raggiunge il suo culmine. Vi partecipano più di 30.000 nazionalisti contro 16 brigate repubblicane, di cui 4 internazionali: l'XI, la XII, la XIV e la XV. Quest'ultima, appena formata, è composta dai battaglioni:

- Dimitrov (jugoslavo, una compagnia italiana);
- Inglese, con scozzesi, gallesi e irlandesi;
- Lincoln (nordamericano);
- 6 febbraio (franco-belga).

Dei 600 uomini del battaglione inglese che difendeva la cosiddetta Collina del Suicidio alla sera ne restavano 225.

15 febbraio
Il generale Miaja assume il comando di tutte le forze lealiste.

17 febbraio
I repubblicani passano al contrattacco.

23 febbraio
La XV B.I. attacca fra il Pingarron e San Martin de la Vega. I nazionalisti, favoriti dal terreno, resistono infliggendo gravi perdite agli americani del battaglione Abramo Lincoln, che su 450 uomini ha 120 morti e 175 feriti.

27 febbraio
I repubblicani riconquistano quasi tutto il terreno perso. La strada Madrid-Valencia resta aperta, fallisce il tentativo di isolare la capitale.

8 marzo
I fascisti italiani, euforici per la conquista di Malaga, attaccano le posizioni conquistate dai repubblicani nei primi giorni dell'anno nell'Alcarria. È l'ennesimo tentativo di isolare Madrid, questa volta da nord lungo la direttrice Guadalajara-Alcalà de Henares.
Il CTV agli ordini del generale Roatta conta 50.000 uomini, appoggiati da 250 carri armati, 230 pezzi di artiglieria mobile, una compagnia di carri lanciafiamme, 50 aerei da caccia e 12 ricognitori e un parco di oltre 4.000 automezzi di ogni tipo. Lo affianca una divisione spagnola forte di 20.000 soldati.
A fronteggiare questa possente massa di manovra vi sono 6/7.000 miliziani del Levante di cui la metà in linea, armati di fucili e poche mitragliatrici. Si trovano nella zona per addestramento dei carri armati sovietici.
Alle 7, dopo un intenso fuoco di artiglieria, gli italiani avanzano e travolgono le difese repubblicane. Il generale Roatta proclama: "Domani saremo a Guadalajara, dopodomani ad Alcalà de Henares e tra tre giorni a Madrid".

9 marzo
I miliziani si riorganizzano e facendo saltare diversi ponti tentano di rallentare l'avanzata nemica per consentire l'arrivo di rinforzi. I fascisti avanzano con difficoltà sotto una pioggia insistente che però non impedisce agli aerei repubblicani di attaccare le colonne nemiche lungo la strada di Francia.
Verso sera arrivano in linea l'XI e la XII B.I. e l'11a divisione di Lister.

10 marzo
I fascisti, occupata Brihuega, proseguono fino al fiume Tajuña: sono a 26 chilometri da Guadalajara.
L'azione combinata di carri armati e aerei lealisti infligge gravi perdite agli attaccanti e mentre il battaglione Garibaldi prende contatto con il nemico, il battaglione Thaelmann perde la posizione strategica del Palacio de Ibarra.

11 marzo
I fascisti, sotto la neve, tentano di rompere le linee repubblicane lungo la strada d'Aragona, mentre il battaglione "Commune de Paris", dopo gravi perdite, è costretto a ripiegare scoprendo il fianco dei garibaldini. Questi devono arretrare fino al km. 78.500, ultima linea di difesa di Guadalajara. L'aviazione repubblicana si è assicurata il dominio dei cieli e bombarda incessantemente il nemico.

12 marzo
Fallisce un nuovo attacco lungo la strada di Brihuega. Lister, con un violento contrattacco, annienta la 3a divisione "Penne Nere" del generale Nuvoloni. L'iniziativa passa ai repubblicani.
I garibaldini utilizzano l'"Altovoz del Frente" per fare opera di propaganda verso i soldati italiani ormai stremati da quattro giorni di scontri.

13 marzo
Il comando repubblicano ordina il contrattacco generale lungo il fronte di Trijueque. I legionari fascisti dapprima resistono ma per l'intervento dei carri armati, che rompono le loro linee di difesa in più punti, volgono in fuga. È una rotta disordinata; viene abbandonato molto materiale bellico e molti sono fatti prigionieri.

14 marzo
La XII B.I. riceve l'ordine di riconquistare il Palacio de Ibarra, posizione fortificata dai fascisti da dove una postazione di artiglieria spara in continuazione sulle truppe repubblicane. Per l'attacco frontale viene scelto il battaglione Garibaldi, mentre compagnie dell'"André Marty" e del "Dombrowski" lo sostengono ai lati. Dapprima i garibaldini si portano sotto il muro di cinta costringendo i legionari a ritirarsi all'interno. Respingono quindi un tentativo di rompere l'accerchiamento; poi, attraverso una breccia nel muro, penetrano nel complesso e ingaggiano una violenta lotta corpo a corpo. Alla fine i fascisti, circondati e senza via di fuga, si arrendono. Sono contati 262 prigionieri; consistente è il bottino di materiale bellico: trattori per artiglieria, tre cannoni, sei autocarri, mitragliatrici, motociclette, viveri e indumenti.

15 marzo
I repubblicani riconquistano Trijueque. I fascisti sostituiscono le loro truppe di linea, ormai sbandate e stremate, con due unità fresche, mentre Roatta chiede a Franco l'autorizzazione a sospendere i combattimenti e a porsi sulla difensiva per far riposare le truppe e riorganizzarle.

16 marzo
Giorno di tregua. Anche i repubblicani sono stanchi. Solo la loro aviazione non conosce pause continuando a martellare il nemico.

18 marzo
L'azione combinata di aerei, carri armati e artiglieria repubblicana getta il panico tra le fila fasciste. La XII B.I. riconquista Brihuega. Le divisioni fasciste appena arrivate in linea, già demoralizzate alla vista della ritirata disordinata dei loro camerati, sono a loro volta travolte e costrette alla fuga. Sono fatti 200 prigionieri e viene catturato moltissimo materiale bellico di ogni tipo.

19 marzo
Enciclica papale di Pio XI "Divini Redemptoris": "Anche là, nella nostra carissima Spagna, il flagello comunista si è scatenato purtroppo con violenza furibonda."

20 marzo
I repubblicani riprendono la controffensiva ma con scarsi risultati. Mancano riserve per sostituire uomini stremati da tanti giorni di scontri.

24 marzo
Un'unità di Lister raggiunge il km. 97 della strada di Francia, praticamente da dove erano partiti i fascisti l'8 marzo. I legionari sono rilevati da una brigata di navarresi; negli scontri hanno perso 1.500 uomini, 1.200 i prigionieri. La battaglia di Guadalajara è finita. Sarà ricordata come la "prima sconfitta del fascismo."

31 marzo
Il generale Mola lancia un'offensiva al nord lanciando un ultimatum: "Ho deciso di terminare rapidamente la guerra del nord; chi non si è macchiato di assassinii e chi getta le armi avrà salva la vita e le proprietà. Ma se la resa non sarà immediata, raderò al suolo tutta la Biscaglia".
Lo stesso giorno la Legione Condor bombarda il villaggio di Durango, nodo stradale e ferroviario tra Bilbao e il fronte, uccidendo 127 civili tra cui 16 religiosi. 121 feriti moriranno in seguito negli ospedali. I repubblicani lanciano un attacco diversivo contro Huesca.

26 aprile
La città di Guernica, simbolo dell'autonomia basca, viene rasa al suolo dalla Legione Condor. Il bombardamento causa 1.654 morti e 889 feriti. L'episodio diventa famoso nel mondo anche per il quadro di Pablo Picasso.

1 maggio
La XII B.I., che prenderà il nome di Garibaldi, viene riorganizzata; sarà composta in prevalenza da antifascisti italiani, i reduci del battaglione Garibaldi, i superstiti del battaglione Dimitrov (ex XV), della colonna Rosselli e della Gastone Sozzi. Gli altri effettivi sono reclute spagnole.

7 maggio
Nei drammatici scontri nelle file repubblicane a Barcellona muore all'età di 40 anni Camillo Berneri, uno dei massimi esponenti del movimento anarchico.

14 maggio
Largo Caballero si dimette dalla carica di primo ministro per dissensi con i rappresentanti comunisti.

17 maggio
Juan Negrin forma un nuovo governo con l'esclusione degli anarchici.

29 maggio
Nel corso di un bombardamento aereo al porto di Ibiza dell'aviazione repubblicana viene colpita la corazzata tedesca Deutschland.

31 maggio
Ritorsione tedesca al bombardamento del 29: un incrociatore e quattro cacciatorpedinieri bombardano la città di Almeria, indifesa e priva di obiettivi militari.

3 giugno
Muore in un incidente aereo il generale Mola, organizzatore dell'Alzamiento.

          

9 giugno
Assassinio dei fratelli Carlo e Nello Rosselli a Bagnoles de l'Orne da parte di elementi della Cagoule di Eugene Delonche, sovvenzionata dall'OVRA mussoliniana.

19 giugno
I ribelli occupano Bilbao.

1 luglio
Lettera collettiva dei vescovi spagnoli ai vescovi di tutto il mondo: "Malgrado il suo spirito di pace e il suo desiderio di evitare la guerra e di non prendervi parte, la Chiesa di Spagna non poteva assistere indifferente alla lotta... lo sforzo cosciente di chi combatteva per la conservazione del vecchio spirito spagnolo e cristiano."

2 luglio
Jacques Maritain, eminente scrittore cattolico francese, risponde con un articolo su La Nouvelle Revue Francaise: "Che si invochi pure, se lo si ritiene giusto, la giustizia della guerra che si fa. Ma che non si invochi la sua santità. Che si uccida, se si crede di dover uccidere in nome dell'ordine sociale o della nazione, questo è già abbastanza orribile. Ma che non si uccida in nome di Cristo re, che non è un capo di guerra, ma un re di grazia e carità, morto per tutti gli uomini, e il cui regno non è di questo mondo."

4 luglio
Si apre a Valencia il II Congresso internazionale per la difesa della cultura, che in fasi successive si sarebbe tenuto a Madrid e Barcellona, per poi concludersi a Parigi il giorno 17. È una netta scelta di campo degli scrittori di tutto il mondo. Accanto agli spagnoli Machado, Alberti e Bergamin siedono Hemingway, Spender, Malraux, Neruda, Tzara, Aragon e Heinrich Mann.
Bertolt Brecht interviene alla chiusura del congresso a Parigi con un breve discorso in cui, reagendo ai tanti interventi che si erano limitati a perorare genericamente la difesa della cultura dalla barbarie fascista, afferma: "La cultura che a lungo, troppo a lungo, è stata difesa solo con le armi spirituali, ma attaccata con armi materiali, questa cultura è essa stessa una faccenda non solo spirituale ma anche, e anzi prima di tutto, una faccenda materiale, che deve essere difesa con armi materiali".
Dichiarano il loro sostegno alla Repubblica intellettuali, personaggi dello spettacolo e scienziati di tutto il mondo: Maritain, Mauriac, Gide, Faulkner, Caldwell, Bromfield, Auden, Steinbeck, Upton Sinclair, Camus, Einstein, Joliot-Curie, Huxley.

6 luglio
Due corpi d'armata repubblicani, il V agli ordini di Modesto e il XVIII di Jurado, muovendo dal settore dell'Escorial lungo la direttrice del fiume Guadarrama, tentano una manovra di accerchiamento delle forze nazionaliste che tengono il settore ovest di Madrid.

13 luglio
L'offensiva repubblicana, dopo un'avanzata di 12 km, si va esaurendo. La resistenza dei nazionalisti a Boadilla blocca il tentativo di accerchiamento. Sono stati occupati dai lealisti i centri di Brunete, Villanueva del Pardillo e Villafranca del Castillo.

25 luglio
I ribelli lanciano una controffensiva e riconquistano Brunete. La battaglia può dirsi conclusa, ma a prezzo di gravissime perdite da ambedue le parti. I battaglioni Lincoln e Washington della XV B.I. perdono metà dei loro effettivi e vengono fusi in uno solo. Tra i caduti Oliver Law, comandante del Lincoln, primo nero americano al vertice di un'unità statunitense formata da bianchi e neri.


Alcuni comandanti delle Brigate Internazionali: Oliver Law (USA),
Fort (Francia), Fred Copeman (UK), Johnson (USA ) e Josip Tito (Jugoslavia)

11 agosto
Viene sciolto il Consiglio d'Aragona creato dagli anarchici.

14 agosto
Offensiva nazionalista per completare la conquista delle province basche. Partecipano all'operazione i ricostituiti reparti fascisti del CTV.

24 agosto
Per alleggerire la pressione su Santander i repubblicani lanciano a loro volta un'offensiva nell'Aragona. Rompono le linee nemiche in otto punti ma incontrano una feroce resistenza. Soprattutto Belchite, fortificata dai franchisti, resiste, per cui i progressi sono limitati. Il caldo canicolare crea gravi disagi ai due eserciti.

26 agosto
I ribelli occupano Santander.

1 settembre
Inizio dell'offensiva franchista contro le Asturie.

6 settembre
La XV B.I. espugna Belchite dopo un cruento combattimento casa per casa. La città è completamente distrutta e non sarà mai ricostruita. Le sue macerie resteranno come muta testimonianza della violenza della guerra. Franco farà costruire nelle vicinanze una città nuova.

1 ottobre
Mons. Antoniutti è nominato dalla Santa Sede delegato apostolico presso il governo di Burgos.

21 ottobre
I nazionalisti occupano Gijon Aviles. Fine della guerra al nord.

31 ottobre
Il governo repubblicano si trasferisce da Valencia a Barcellona.

16 novembre
I franchisti fucilano 16 ecclesiastici baschi. Altri 283 preti e 131 religiosi vengono incarcerati e condannati a pesanti pene.

15 dicembre
Inizia la battaglia di Teruel. Mentre nevica, Lister accerchia la città e occupa il ponte "Muela de Teruel". Si combatte duramente casa per casa in un freddo polare.

29 dicembre
Franco muove le sue truppe, sostenute dalla Legione Condor, per rompere l'assedio. Ma il grande gelo - la temperatura scende a 18 gradi sotto zero - e la neve, alta più di un metro, impediscono gli spostamenti di soldati e i rifornimenti delle due parti.

1938

7 gennaio
I repubblicani conquistano Teruel dopo sanguinosi combattimenti casa per casa. È la prima capitale di provincia occupata dai nazionalisti dell'Alzamiento che viene ripresa.
"Ai miei compagni delle battaglia di Teruel" André Malraux dedicherà "L'Espoir".

28 gennaio
Violento bombardamento aereo di Barcellona da parte di aerei fascisti decollati da Maiorca. Ciano annoterà sui suoi diari: "Non ho mai letto un documento così realisticamente terrorizzante: eppure erano soltanto 9 S.79 e tutto il raid è durato un minuto e mezzo. Palazzi polverizzati, traffico interrotto, panico che diventa follia: 500 morti e 1.500 feriti."

30 gennaio
Franco forma il suo primo governo.

10 febbraio
George Bernanos scrive: "Ho trovato il titolo... Les grandes cimitières sous la lune... Mi piace questa immagine di pace e di riconciliazione funebre..."
Il libro sarà ultimato a Tolone nell'aprile del '38 e costituirà un'impressionante denuncia delle stragi compiute a Maiorca dai falangisti agli ordini del generale della MVSN Arconovaldo Bonaccorsi e benedette dal vescovo di Palma Miralles Sbert: "Ho visto laggiù, a Maiorca, passare sulla Rambla autocarri carichi di uomini. Rotolavano con un rombo di tuono, sfiorando terrazze multicolori, lavate di fresco, roride, con il loro gaio mormorio di festa paesana. Gli autocarri erano grigi per la polvere delle strade, grigi anche gli uomini seduti in fila per quattro, con i berretti grigi di traverso, le mani allungate sui calzoni di rigatino molto modestamente... Li arraffavano ogni sera nei villaggi sperduti, nell'ora in cui tornavano dai campi; e così partivano per l'ultimo viaggio, con la camicia incollata alle spalle per il sudore e le braccia ancora appesantite dal lavoro della giornata, lasciando la zuppa pronta sulla tavola e una donna che arriva troppo tardi alla soglia del giardino, tutta trafelata con il fagottino di panni stretto nel tovagliolo nuovo: A Dios! Recuerdos!... A dicembre i fossati intorno ai cimiteri ebbero la loro messe di malpensanti. Una volta che fu quasi finita l'epurazione sommaria (in città e villaggi) bisognò occuparsi delle prigioni. Erano piene, ci pensate! Pieni anche i campi di concentramento. E piene allo stesso modo le chiatte in disarmo...
Allora cominciò la seconda fase, quella dell'epurazione delle prigioni. Infatti un gran numero di questi sospetti, uomini e donne, sfuggiva alla legge marziale, in mancanza del più insignificante reato suscettibile di condanna da parte di un consiglio di guerra. Si cominciò allora a rilasciarli a gruppi, secondo il loro luogo d'origine. A metà strada si vuotava il carico nel fossato. Quanti morti? Cinquanta? Cento? Cinquecento? La cifra che vi darò è stata fornita da uno dei capi della repressione palmisana. La valutazione popolare è ben diversa. Non importa: al principio del marzo 1937, dopo sette mesi di guerra civile, si contavano tremila di questi assassinii..." (I grandi cimiteri sotto la luna, p. 112, Net, 2004)

22 febbraio
I nazionalisti riconquistano Teruel.

3 marzo
Il governo nazionalista annulla la legge del matrimonio civile e del divorzio del 1932.

10 marzo
Inizia l'offensiva franchista sul fronte dell'Aragona con la riconquista della città di Belchite.

17 marzo
Il gabinetto francese presieduto da Léon Blum riapre la frontiera.

18 marzo
Nuovi violenti bombardamenti aerei di Barcellona. Proteste internazionali.

3 aprile
I nazionalisti avanzando in Aragona occupano Lerida.

5 aprile
Il governo nazionalista dichiara abolito lo statuto speciale della Catalogna.
Crisi del governo Negrin; Indalecio Prieto lascia il ministero della difesa.

9 aprile
Viene fucilato dai franchisti Carrasco y Formiguera, politico cattolico.

14 aprile
I nazionalisti raggiungono il Mediterraneo a Vinaroz; il territorio repubblicano è diviso in due.

21 aprile
Inizia l'offensiva franchista in direzione di Valencia.

1 maggio
Negrin lancia un piano di pace in 13 punti.

23-26 maggio
Bombardamenti aerei di Barcellona, Valencia e Alicante.

12 giugno
La Francia, su pressione dell'Inghilterra, chiude nuovamente la frontiera.

24 giugno
Scambio di ambasciatori fra il Vaticano e il governo di Burgos. Monsignor Cicognani è il primo nunzio apostolico, mentre Yanguas Messias presenta le credenziali a Roma.

5 luglio
Il governo nazionalista ripristina la legge sulla pena di morte.
Il Comitato per il non-intervento approva il piano per il ritiro dei volontari stranieri.

18 luglio
Discorso di Manuel Azaña a Barcellona nel secondo anniversario della guerra: "Pace, pietà, perdono".

23 luglio
I repubblicani bloccano definitivamente a Viver l'avanzata franchista verso Valencia.

25 luglio
Inizia l'offensiva dell'Ebro. I repubblicani agli ordini di Modesto passano il fiume e riescono a costituire due teste di ponte a Gandesa e Mequinenza. I nazionalisti sono obbligati a richiamare le truppe impegnate nell'offensiva verso sud.

7 agosto
Controffensiva repubblicana in Estremadura che blocca l'avanzata delle truppe di Queipo de Llano verso Almadén.

20 agosto
I nazionalisti, favoriti dal totale dominio del cielo e da una schiacciante superiorità di artiglieria, riprendono l'iniziativa sul fronte dell'Ebro.

21 settembre
Negrin presenta alla Società delle Nazioni il piano per il ritiro delle Brigate Internazionali.

30 settembre
Patto di Monaco: Francia e Inghilterra lasciano via libera a Hitler in Cecoslovacchia.

28 ottobre
I soldati delle Brigate Internazionali si preparano a lasciare la Spagna, sfilano lungo la Diagonale tra le acclamazioni della folla, salutati da un memorabile discorso di Dolores Ibàrruri. I volontari delle Brigate Internazionali, provenienti da 52 paesi dei cinque continenti, furono circa 40.000 e la metà morì in combattimento, fu dispersa o ferita. Altri 5.000 uomini combatterono in unità dell'esercito repubblicano e almeno altri 20.000 lavorarono nei servizi sanitari o ausiliari.

1 novembre
La Germania decide di rafforzare il potenziale della Legione Condor.

16 novembre
Finisce la battaglia dell'Ebro. Le ultime truppe repubblicane riattraversano il fiume ripiegando sulle posizioni di partenza.

8 dicembre
Il generale Miaja boccia il piano del generale Rojo per un'offensiva in Andalusia.

23 dicembre
I franchisti passano l'Ebro: ha inizio l'occupazione della Catalogna.

1939

4 gennaio
Avanzata repubblicana in Estremadura. Solo nella prima settimana di febbraio i nazionalisti riusciranno a bloccarla.

13 gennaio
Mobilitazione generale per la difesa della Catalogna.

15 gennaio
I ribelli occupano Terragona. Inizia la "Retirada": decine di migliaia di civili si avviano verso la frontiera francese sotto i mitragliamenti dell'aviazione fascista.

26 gennaio
Cade Barcellona.

27 gennaio
Nella notte il governo francese consente l'entrata in Francia dei profughi civili: "Le donne, i bambini e i vecchi possono essere accolti. I feriti verranno curati. Gli uomini in età di portare le armi devono essere respinti". Saranno accolti 240.000 civili e 10.000 feriti.

1 febbraio
Ultima riunione delle Cortés repubblicane al castello di Figueras. Mentre viene votata la resistenza a oltranza il colonnello Casado a Madrid inizia contatti segreti con Franco.

5 febbraio
Circa 250.000 soldati repubblicani ottengono il permesso di entrare in Francia. Sono avviati ai campi di internamento improvvisati sulle spiagge del Roussillon.

9 febbraio
Il primo ministro Negrin passa la frontiera catalana. Raggiungerà in aereo la Spagna repubblicana del centro.

11 febbraio
I nazionalisti completano l'occupazione della Catalogna.

13 febbraio
Il governo nazionalista promulga la "legge sulle responsabilità politiche" che istituisce i tribunali speciali per giudicare "tutti gli atti di sovversione compiuti dal I ottobre 1934 (rivolta delle Asturie) e i delitti di ribellione contro il Movimento del 18 luglio 1936."

23 febbraio
Muore a Colliure (Francia) il poeta Antonio Machado giunto esule dalla Spagna.

27 febbraio
Francia e Inghilterra riconoscono il governo nazionalista.

5 marzo
Il colonnello Casado, assecondato da Julián Besteiro e Cirpiano Mera, costituisce il Consiglio Nazionale di Difesa.

6 marzo
Negrin, isolato a Elda, lascia definitivamente la Spagna. Scontri a Madrid tra favorevoli e contrari ai negoziati con Franco.

28 marzo
Le truppe nazionaliste entrano nella capitale.

31 marzo
Spagnoli e italiani occupano Alicante, ultima città repubblicana.

1 aprile
Radio Burgos diffonde l'ultimo bollettino di guerra: "Oggi, dopo aver fatto prigioniero l'esercito rosso e averlo disarmato, le truppe hanno raggiunto i loro obiettivi militari. La guerra è terminata."