All'XI Congresso del PCI, nel 1966, rivendica il "diritto al dissenso". Nel 1968 è eletto presidente del gruppo parlamentare comunista della Camera dei Deputati. Nel '75 è nominato presidente del CRS (Centro di Studi e Iniziative per la Riforma dello Stato). Il 5 luglio 1976 è eletto Presidente della Camera dei Deputati. Resterà in carica fino al '79. Nell'88, al XIX Congresso del PCI, chiede di non essere rieletto nella Direzione nazionale. Vi rientrerà due anni dopo. Nell'89 si oppone alla svolta di Achille Occhetto che trasformerà il PCI in PDS. Ma è contrario ad ogni ipotesi di scissione. Nel 1991 aderisce al PDS come leader dell'area dei Comunisti Democratici. Nel '93, in polemica con il PDS abbandona il partito. Nel 1998 fonda con Rossana Rossanda, Luigi Pintor, Valentino Parlato, Fausto Bertinotti e Lucio Magri La rivista del Manifesto. Nel 2005 aderisce al PRC.
Scritti politici Masse e Potere, Ed. Riuniti, 1977 Crisi e terza via, Ed. Riuniti, 1979 Tradizione e progetto, De Donato, 1982 Interventi sul campo, CUEN, 1990 Le cose impossibili, autobiografia in collaborazione con Nicola Tranfaglia, Ed. Riuniti, 1990 Volevo la luna, Einaudi, 2006 La pratica del dubbio, Manni, 2007 Tra i libri che parlano di lui: Pietro Ingrao, a cura di Antonio Galdo, Sperling & Kupfer Raccolte di poesia Il dubbio dei vincitori, Mondadori, 1986 L'alta febbre del fare, Mondadori, 1994 Sul calar della sera, 2000 |