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Nacque a Muggia (Trieste) il 27 novembre 1900.
Nel 1917 entrò nella Federazione giovanile
del partito socialista triestino e, dopo l'annessione di Trieste all'Italia, si dedicò interamente
all'attività politica. Nel gennaio 1921 si iscrisse al Pcd'I, divenendo membro dell'esecutivo della
federazione triestina e dirigente della Fgcd'I. Attivissimo nelle lotte proletarie contro il
fascismo, fu tra i fondatori degli Arditi rossi a Trieste. Arrestato e rilasciato la prima volta nel
febbraio 1921 per aver preso parte all'occupazione del cantiere San Marco, venne nuovamente
arrestato il 12 maggio, trattenuto in carcere e torturato. Condannato a 4 mesi di reclusione nel
processo "dei bombardieri" rimase però a piede libero e decise di espatriare clandestinamente.
Visse senza coperture legali in Austria, in Cecoslovacchia, in Germania, dove venne arrestato e
successivamente espulso. Rientrato in Italia, riprese la lotta politica antifascista e venne
gravemente ferito dai fascisti ad Alessandria. Nuovamente arrestato dopo la marcia su Roma,
nel febbraio 1923 lasciò l'Italia e, dopo una sosta ad Algeri, nel settembre dello stesso anno
entrò clandestinamente negli USA. Qui, con il nome di Enea Sormenti, continuò l'attività
politica come segretario della sezione italiana del PCUSA e collaborò alla
stampa antifascista italiana, impegnandosi attivamente nella campagna organizzata per
salvare Sacco e Vanzetti. Arrestato il 17 ottobre 1926 in seguito ad un comizio antifascista,
all'inizio del marzo 1927 ottenne la libertà provvisoria e il 24 dello stesso mese fu espulso
dalle autorità statunitensi evitando così l'estradizione richiesta dalle autorità italiane.
Attraverso il Messico raggiunse l'Unione Sovietica dove rimase fino all'ottobre 1927.
Dall'ottobre 1927 al febbraio 1930 soggiornò nuovamente in Messico dove conobbe Tina
Modotti che fu la sua compagna fino al 1942.
All'inizio del 1930, tornato in Unione Sovietica e
assunto il nome di Carlos Contreras, cominciò a lavorare nel Soccorso Rosso a fianco di Elena Stassova,
occupandosi della sezione latino-americana. Come ispettore del Soccorso Rosso compì
frequenti viaggi in Europa e dal dicembre 1934 si fermò in Spagna per organizzare gli aiuti ai perseguitati politici della rivolta delle Asturie.
Al momento della rivolta dei
generali filofascisti fu tra i fondatori del 5° Regimiento del quale, con il nome di Carlos J.
Contreras, divenne comandante e commissario politico e nel quale operò fino al gennaio
1937, quando questa unità venne sciolta e fatta confluire nelle forze militari regolari. Dal
novembre 1936 fu uno dei protagonisti della difesa di Madrid e nel marzo 1937 della battaglia
di Guadalajara.
Durante il conflitto spagnolo fu capo della Sezione organizzazione dello Stato
maggiore di Madrid, Commissario di guerra della XI divisione, Commissario ispettore del fronte
di Guadalajara, Commissario ispettore del servizio di propaganda nelle file nemiche,Ddirigente
del commissariato di recupero nella fase finale della difesa della Catalogna, Vicecapo della
commissione militare del PCE.
Ferito gravemente a Madrid nel novembre 1938, ricominciò a
combattere fino alla disfatta della Catalogna nel febbraio 1939 quando, dopo un inutile
viaggio a Parigi compiuto nel tentativo di trovare aiuti per la Repubblica, lasciò definitivamente
la Spagna.
In Francia evitò l'internamento e la prigionia, e nel maggio 1939 ottenne l'asilo
politico in Messico; qui riprese sia l'attività politica nell'Alleanza antifascista Giuseppe Garibaldi, che quella giornalistica, redigendo dal febbraio 1939 al maggio 1946, la rubrica "La settimana
del mondo" su El Popular organo della Confederazione Generale dei Lavoratori, diretto da
Vicente Lombardo Toledano.
Coinvolto nelle lotte intestine del PCM, dopo l'uccisione di
Trotzky venne accusato di essere uno dei mandanti e degli organizzatori dell'assassinio. Nel
quadro di questi sospetti, nel marzo 1941 venne arrestato e rilasciato dalla polizia messicana.
Con un'analoga accusa si tentò di coinvolgerlo anche nell'assassinio di Carlo Tresca.
Nel 1942 morì la sua compagna, Tina Modotti, e solo un deciso intervento di Pablo Neruda mise a tacere le calunnie
subito sorte intorno alla figura e alla morte della rivoluzionaria italiana. Nel 1943 Vidali venne
espulso dal PCM, partito al quale peraltro non era mai stato iscritto; nel febbraio 1947 lasciò
definitivamente il Messico e dopo un viaggio avventuroso e non poche difficoltà burocratiche
riuscì a tornare a Trieste.
Nel maggio 1947 rientrò nel PCI e fu nominato Segretario generale
autonomo del Partito Comunista del Territorio Libero di Trieste. Dopo l'8 ottobre 1954, cioè il passaggio definitivo di trieste all'Italia, fu eletto Segretario della Federazione autonoma triestina del
PCI.
Nel 1956 fu membro della delegazione invitata al XX Congresso del PCUS.
Consigliere comunale a Trieste dal 1953 al
1963, venne eletto deputato nel 1958, e senatore nel 1963 per il collegio di Trieste. Dal 1956 fece parte del Comitato Centrale del PCI.
Nel 1971
e nel 1980 fu oggetto di attentati fascisti.
Morì a Trieste il 9 novembre 1983.

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