inizio rosso e giallo


Augusto De Angelis


Uno dei padri del poliziesco italiano, ovvero di un genere che solo negli anni '60 ha trovato una propria robusta dignità in un panorama letterario dominato da giganti ma anche da snobismi smisurati nei confronti di chi "si abbassava" a scrivere gialli.

De Angelis (1888 - 1944) scrive negli anni dell'apoteosi del fascismo e riesce abilmente a disimpegnarsi dalla retorica che veniva imposta a tutta la produzione artistica autarchica. Fino a un certo punto, comunque, perché la censura lo colpì con decisione: non era bello che negli anni fascistissimi si raccontasse di ladri e puttane.
De Angelis fu anche arrestato, nel 1943, perchè aveva chiaramente manifestato opinioni contrarie al regime, e i mesi trascorsi in prigione minarono la sua salute, tanto che morì qualche mese dopo essere tornato in libertà.

Il suo commissario De Vincenzi (poi interpretato dal solito bravissimo Paolo Stoppa in due serie realizzate dalla RAI a metà anni '70, con un ottimo cast) si muove a fatica tra le ortodossie burocratiche e i trionfi patriottici, ma è abbastanza scaltro (a vederlo, però, non si direbbe) per evitare le trappole che continuamente vengono preparate da qualche funzionario ambizioso o da profittatori di vario genere.
Un "Maigret italiano", dunque?
Ci fa proprio inquietare questo continuo ricorrere a Maigret (cosa che comunque è significativa: evidentemente Simenon impone ovunque la propria formidabile autorità) non appena ci si trova di fronte a un poliziotto che invece di sparare e tirare cazzotti cerca di capire, ma forse in questo caso si può fare un'eccezione.
In realtà fra i due commissari c'è un abisso (fisico, ambientale, familiare), ma li accomunano senz'altro una pazienza fatta di tenacia, un riservato senso dell'umorismo e buona memoria.


Nel dopoguerra il Giallo Mondadori ha dato un contributo eccezionale alla diffusione del poliziesco in Italia, ma forse i lettori si sono affezionati troppo in fretta a un genere che tendevano a collegare immediatamente solo al mistery inglese o al romanzo d'azione americano: se non sbagliamo, ci sono voluti Feltrinelli e Garzanti, negli anni '60 - '70, per vedere ripubblicati alcuni lavori di De Angelis.

Quindi, ancora lodi per Sellerio, che nella sua mai troppo celebrata collana La memoria ha ristampato varie opere.

  • Robin agente segreto, Le Grandi Firme, 1930
  • Il banchiere assassinato, Aurora, 1935; Garzanti, 1975; Sellerio, 2009; Mondadori, 2015; LIT, 2015; o Le undici meno una, Sonzogno, 1940
  • Sei donne e un libro, STEM, 1935; Sellerio, 2010; Mondadori, 2015
  • Giobbe Tuama & C, STEM, 1936; Fondazione Rosellini, 2000; Sellerio, 2006, Mondadori, 2015
  • Il canotto insanguinato, STEM, 1936; Sellerio, 2014
  • La barchetta di cristallo, STEM, 1936; Sonzogno, 1974; Sellerio, 2004
  • Il candeliere a sette fiamme, STEM, 1936; Garzanti, 1973; Feltrinelli, 1989; Sellerio, 2005
  • Il mistero delle tre orchidee (1936), Mondadori, 1942; Garzanti, 1972; Sellerio, 2001; Elliot, 2016
  • Il Do tragico, STEM, 1937; Sonzogno 1976; Falsopiano, 2016
  • L'albergo delle Tre Rose, Mondadori, 1936; Garzanti, 1972; Sellerio, 2002
  • Il mistero della vergine, Ariete, 1938
  • La gondola della morte, Ariete, 1938; Sonzogno, 1942
  • La notte fatale, Romanzi del Cigno, 1940
  • L'Impronta del gatto (1940), Sonzogno, 1943; Sellerio, 2007; Mondadori, 2015
  • Il mistero di Cinecittà, Mondadori, 1941; Sonzogno, 1974; Sellerio, 2003
  • Le sette picche doppiate, Sonzogno, 1940
  • L'isola dei brillanti, Astra, 1943; Palomar 1995
  • Allucinazione, Editrice Milanese, 1943
  • Curti Bò e la piccola tigre bionda, Sonzogno, 1943
  • Le inchieste del commissario De Vincenzi: Il banchiere assassinato, Il candeliere a sette fiamme, L'Albergo delle Tre Rose, Il mistero delle tre orchidee, Castelvecchi, 2014
  • Le nuove inchieste del commissario De Vincenzi: La barchetta di cristallo, Il mistero di Cinecittà, Castelvecchi, 2014



L'ultima copertina riprodotta (nell'illustrazione T. E. Lawrence) si riferisce ad un'opera del 1936: un saggio divulgativo sul mondo dello spionaggio, e in particolare di quello britannico, con cui De Angelis cercava una sorta di compromesso col regime fascista che l'aveva messo in ombra.