Richard Austin Freeman
Nato e vissuto nel quartiere di Soho, Freeman si laurea in medicina ed esercita la professione prima in Inghilterra e poi in Africa. Lì si ammala gravemente e ciò lo costringe ad abbandonare la sua attività (1904) per ritirarsi nelle campagne del Kent, dove si dedicherà alla narrativa. Il primo romanzo è del 1902, ma solo cinque anni dopo raggiunge il successo e il grande pubblico con L’impronta scarlatta (The red thumb mark). È qui che compare John Thorndyke, professore di medicina legale, il primo investigatore scientifico letterario, protagonista di tutti i libri di Freeman. E qui troviamo (quasi) tutti gli elementi che saranno poi alla base di qualsiasi investigazione moderna, sia essa condotta basandosi più sul fattore umano che sulle prove strettamente tecniche (Maigret), o sia incentrata proprio soprattutto su quanto rilevato sulla scena del crimine (l'ottimo CSI). Certo, c'era già stato S. H. (si vedano le opere da lui scritte su vari argomenti, dalle categorie di cenere alla conformazione delle orecchie, dalla rilevazione delle impronte ai vari tipi di calligrafia), e a buon diritto Conan Doyle va considerato l'inventore dell'indagine basata sull'osservazione, ma con Freeman tutto questo assume un rilievo assolutamente centrale: non solo le impronte digitali o le tracce di tabacco, dunque, diventano oggetto di esame approfondito, ma tutto quanto è presente (o assente) sul luogo del delitto va a costituire il quadro dell'indagine: medicina, chimica, fisica, insomma, per esaminare i cadaveri, analizzare sostanze, rintracciare residui organici e non, compiere rilievi balistici, ecc.. In The singing bone (1912, tit. americano: The Adventures of Dr Thorndyke) Freeman inventa anche un altro tipo di racconto poliziesco, la cosiddetta inverted story, in cui cioè si fa vedere subito chi è il colpevole e si punta alla ricostruzione dei fatti da parte dell'investigatore (il tipo di plot che sarà l'ossatura dei casi risolti dal tenente Colombo). |