John Grisham Il legal thriller l'aveva già inventato Erle Stanley Gardner, e comunque di avvocati al centro di vicende poliziesche ce n'è quanti volete. Grisham, però, (e prima di lui Turow) ha riformato il genere: non semplicemente il bravo legale che indaga, difende e fa trionfare la Giustizia, ma la complessità dell'ambiente giudiziario, i legami spesso censurabili col mondo economico e politico, l'essenza stessa di cosa significa fare l'avvocato. Ma negli Stati Uniti è tutta un'altra cosa, e quindi le storie di Grisham a volte ci spiazzano. Intanto questi mastodontici studi legali, organizzati come vere e proprie grandi aziende, quando qui da noi siamo abituati a un avvocaticchio con segretaria part - time, o al massimo a qualche principe del foro. Le tariffe, perbacco: quelli ti chiedono 400 dollari l'ora, se va bene! La class action (introdotta solo da poco in Italia): quasi, appunto, un sostituto della lotta di classe: niente movimenti, scioperi, manifestazioni, una bella causa di massa e gli facciamo un culo così alle multinazionali. Vabbè, però... Il rapporto diretto, nelle cause civili, fra entità del risarcimento e compenso del legale, quando qui Azzeccagarbugli ti chiede comunque un tot, che si vinca o si perda. Un sistema con giudici e procuratori che vengono eletti, ovviamente sulla base della loro fede repubblicana o democratica. E anche qui vengono tutta una serie di brividi. Il fatto che negli USA non c'è un sistema giudiziario, ma tanti quanti sono gli Stati. (Parentesi: ma ci avete capito qualcosa nelle polizie americane? C'è quella cittadina, quella che fa capo alla Contea - con o senza sceriffo, quella dello Stato, e poi i Marshall, la polizia federale, e quella dei pompieri, e quella del Tesoro, e...), perchè ogni Stato ha le sue leggi, e l'FBI interviene, teoricamente, solo su determinati tipi di reati. E da buon avvocato Grisham presenta gli avvocati per quello che sono, o possono essere: esattamente come i medici, la maggior parte sono dei professionisti (del capitalismo) che hanno investito molto denaro nella propria formazione (i costi delle Università statunitensi sono pazzeschi: dai 15.000 dollari per quelle minori, ai 40.000 e oltre per le più prestigiose, ad esempio quelle della celebre Ivy League: Harvard, Yale, Princeton, Columbia, Cornell e un paio d'altre), col principale scopo di far fruttare al massimo questo investimento e fare una barca di quattrini. C'è un po' di etica, ma non troppa perchè qui si lavora e non si fa politica. Film tratti da suoi libri: |