Dorothy L. Sayers Ce ne occupiamo unicamente perché è fra le poche donne scrittrici che abbiano frequentato il poliziesco assiduamente. Purtroppo per i lettori, perchè Sayers (1893-1957) è stata per decenni salutata come una delle grandi, e invece era piccina picciò. Non trovò di meglio che creare l'ennesimo detective gentiluomo, Lord Peter Wimsey, senza però minimamente dargli il carattere definito, anche se organicamente odioso, di un Philo Vance, o quello problematico e accattivante di Thomas Lynley. L'unico dato di rilievo è l'ideuzza (ma fu sua? perché il romanzo in questione è firmato assieme a tal Robert Eustace) di inserire in Il dossier Harrison (The Documents in the Case, 1930), alcuni temi legati all'investigazione scientifica. In realtà ci aveva già pensato Richard Austin Freeman, a buon titolo considerato il padre del giallo scientifico in senso moderno, e Sayers prende uno striminzito 6- in questo compito copiato da un vero secchione. Il resto è noia, nella peggior tradizione del più tradizionale e insipido mistery all'inglese.
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