Cornell Woolrich
Chiunque abbia letto Woolrich (1903 - 1968, alias William Irish) sa quanto tetre e angosciose siano le sue storie, e c'è il sospetto che l'uomo abbia avuto i suoi problemi. Ed è proprio così: subì da piccolo una separazione dei genitori particolarmente tormentata ed in seguito fu sempre succube della madre; alla cui scomparsa, nel 1957, Woolrich reagì con alcool e depressione.

La leggenda dice che, ancora bambino, Cornell fu portato dal nonno alla rappresentazione di Madama Butterfly, e che l'opera gli svelò crudamente la realtà della morte, tema che lo ossessionerà per tutta la vita.
Aveva cominciato la sua carriera di scrittore con alcuni romanzi sentimentali, che ebbero anche un certo successo, ma non era quella la sua strada, e infatti fu più volte sul punto di abbandonare; un suo racconto poliziesco del 1933 ebbe un ottimo riscontro e, anche su consiglio del suo unico amico, Frederic Dannay (che insieme a Manfred B. Lee formava Ellery Queen), continuò quel tipo di narrativa.
Scriveva in modo asciutto, teso, e fin dalle prime pagine il lettore si sentiva avvolto da un'atmosfera insana, che non prometteva nulla di buono (dal punto di vista dell'happy end), e non era certo questo lo stile preferito dall'americano medio; eppure la forza evocativa di Woolrich, la sua capacità di costruire storie avvincenti, il sapore di suspense che animava le vicende, fecero superare la diffidenza verso storie così oscure, ed il successo fu enorme.
Si può senz'altro dire che Woolrich abbia creato un particolare genere di poliziesco, che per le sue tinte cupe fu detto noir: e a lui si ispirarono i numerosi scrittori che scelsero questo particolare tipo di narrazione (Goodis fu tra i migliori).
La critica lo premiò subito, spesso mettendolo sullo stesso piano di Poe, e Hollywood lo corteggiò non poco: tuttavia il suo rapporto con l'industria cinematografica non fu dei migliori, anche se da un suo racconto (It Had to be Murder, 1942, scritto con lo pseudonimo di William Irish) nel 1954 fu tratto Rear Window (La finestra sul cortile), uno dei film più celebri di Hitchcock.
Altri film dai suoi libri:
La donna fantasma, (Phantom Lady, USA, 1944), di Robert Siodmak, con Franchot Tone, Ella Raines, Elisha Cook, Alan Curtis
La sposa in nero (La mariée était en noir, 1968) di François Truffaut, con una bravissima Jeanne Moreau: meglio di chiunque altro Truffaut riuscì a rendere tutti i colori del nero creati dallo scrittore americano
La mia droga si chiama Julie (La sirène du Mississippi, 1969, da Waltz into Darkness), di François Truffaut, con Jean-Paul Belmondo, Catherine Deneuve, Nelly Borgeaud, Martine Ferrière
Original Sin (id., 2001, da Waltz into Darkness), di Michael Cristofer, con Antonio Banderas, Angelina Jolie
Cover Charge, 1926
Children of the Ritz, 1927
Times Square, 1929
A Young Man's Heart, 1930
The Time of Her Life, 1931
Manhattan Love Song (Manhattan Love Song, 1932), Interno Giallo, 1989
I Love You, Paris, 1933
La sposa era in nero (The Bride Wore Black, 1940), Mondadori
Sipario nero (The Black Curtain, 1941), Mondadori; Fanucci, 2005
L'alibi nero (Black Alibi, 1942), Mondadori
L'angelo nero (The Black Angel, 1943), Mondadori; Fanucci, 2005
L'incubo nero (The Black Path of Fear, 1944), Mondadori
La notte ha mille occhi (Night Has a Thousand Eyes, 1945), Mondadori
Appuntamenti in nero (Rendezvous in Black, 1948), Mondadori
Frontiera sconosciuta (Savage Bride, 1950), Mondadori
Vortice di paura (Fright, 1950), Mondadori
Hotel Room
La morte danza con me (Death Is My Dancing Partner, 1959), Mondadori
La pietra maledetta, (The Doom Stone, 1960), Mondadori
Dentro la notte (Into the Night, 1987) (con Lawrence Block), Mondadori
Romanzi firmati William Irish: La donna fantasma (Phantom Lady, 1942), Mondadori
Si parte alle sei (Deadline at Dawn, 1944), Mondadori
Vertigine senza fine (Waltz into Darkness, 1947), Mondadori
Ho sposato un'ombra (I Married a Dead Man, 1950), Mondadori
Dinastia di morti (Strangler's Serenade, 1951), Mondadori
       
   
       
  

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