spionaggio
Giallo, secondo le regole, vorrebbe dire: delitto, indagine, scoperta del colpevole.
Ma che senso ha racchiudere il mistero in un ambito così angusto e letterario? Ormai da decenni i generi non esistono praticamente più, e non solo perchè in qualche modo si va esaurendo la materia stessa delle possibili varianti dell'investigazione criminale, ma, soprattutto, perchè è la realtà che non fa distinzioni e che intreccia implacabilmente situazioni e avvenimenti.
Del resto ci avevano già pensato autorevolissimi maestri del giallo classico (Conan Doyle, Christie, Simenon, Stout, Hitchcock) o grandi tessitori di trame spionistiche (Orczy, Greene, Le Carré), oltre che scrittori non di genere (Kipling, Conrad, Maugham): troppe volte un delitto è parte integrante di una vicenda che ha a che vedere con lo spionaggio, e, specularmente, molto spesso un intrigo internazionale ha risvolti inevitabilmente polizieschi.
Certo, Deighton versus Fleming, le vere spie non si muovono negli scenari brillanti e avventurosi tipici di certo cinema anche divertente ma irreale, tuttavia segreti, nascondigli, dissimulazioni, codici, ecc., sono davvero la sostanza dello spionaggio, e dunque mescoliamo allegramente le carte.
Ma partendo da fatti reali, e nella fattispecie dalle spie rosse, o, più in generale, dal mondo dei condor.
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