inizio rosso e giallo

Arsène Lupin

Lupin III... Lo conoscono milioni di bambini e ragazzi, questo cartone animato giapponese. Diciamo la verità: un po' una schifezza.
Vabbè, ma se questo è Lupin III, avrà pure avuto un nonno, no?
E tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...

Come si sa, i giornali a cavallo tra '800 e '900 avevano in ultima o penultima pagina una sorta di prolungamento del giornale, un'appendice (feuilleton in francese), in cui pubblicavano romanzi, con lo scopo di attirare un maggior numero di lettori: in più, il fatto che questi supplementi letterari fossero a puntate mirava a "fidelizzare" il pubblico, cioè a indurlo a continuare l'acquisto del giornale per poter seguire lo svolgimento della storia.
Si trattava di romanzi a tinte forti, spettacolari, romantici, destinati a un pubblico "popolare", e ciò portò alla creazione di uno sterminato numero di nuovi personaggi: spesso si trattava di figure studiate appositamente per le lettrici, in ogni caso le vicende dovevano necessariamente essere a effetto, piene di avventure e colpi di scena.
Le memorie di Eugène-François Vidocq, il leggendario ladro divenuto capo della Sûreté, fin dalla metà del XIX secolo avevano creato la base per il proliferare di questi eroi avventurieri, in particolare sui quotidiani francesi, inglesi e americani: Rocambole, Sherlock Holmes, Raffles, Godahl l'Infallibile, Rouletabille, Lupo Solitario, Zigomar, Fantômas.
E, dalla penna del talentuoso Maurice Leblanc, Arsène (in Italia c'era l'abitudine di tradurre, quindi Arsenio) Lupin, naturalmente.
Gentleman-Cambrioleur, Ladro Gentiluomo. Per antonomasia.

Impeccabile aristocratico in frack, clochard dai panni sdruciti e puzzolenti, rubicondo curato di campagna, stizzoso ed esile vecchio: Lupin maestro del travestimento che anticipa (la sua prima avventura, L'arresto di Arsène Lupin, esce nel 1907 sul periodico Je sais tout, il primo romanzo di Allain e Souvestre nel 1911) i mille volti di quel Fantômas che - almeno nei libri - non vediamo mai nel suo vero aspetto.
Ma, a parte le ovvie caratteristiche che hanno tutti i fuorilegge dei romanzi - progettare colpi audacissimi, riuscire a evadere sempre, maneggiare superbamente ogni tipo di arma, farsi beffe della polizia, ecc. - tra Lupin e Fantômas non vi è altro in comune; anzi, si collocano su versanti diametralmente opposti: al raffinato ésprit del primo, che gode allegramente gli anni ruggenti della borghesia e manifesta liberamente la sua vocazione di tombeur de femmes, si contrappone il cupo nichilismo del secondo, spietato anche con le donne che gli sono vicino, compresa la figlia, eversore di ogni ordine che non sia il proprio.

il volto scanzonato dei bravi interpreti di due fortunate e divertenti serie televisive (Georges Descrières nei primi anni '70 e Jean Claude Brialy nel 1980 - poi François Dunoyer tra il 1989 e il 1996 non sarà ugualmente all'altezza) impersonano molto bene questa figura astuta ma tranquillizzante, dalla battuta pungente e tuttavia mai veramente dissacrante, anarchica, certo, eppure perfettamente inserita nell'ordine borghese.
Confidandosi col suo amico - biografo, ammette: "Ho l'animo di un conservatore, gli istinti di un piccolo possidente, e il rispetto di tutte le tradizioni e di tutte le autorità." ((Edith dal collo di cigno); e nelle ultime parole c'è solo un velo di ironia.

Se Fantômas era totalmente amorale, fedele solo a se stesso, Lupin è innocuamente immorale, ruba per sè, si capisce, ma sa essere generoso, gabba continuamente i poliziotti, eppure c'è un fondo di giustizia che lo anima e che spinge il lettore-spettatore a schierarsi con lui senza riserve, senza oscuri sensi di colpa.
E infatti i surrealisti furono tutti per Fantômas e poco si occuparono del bel ladro gentiluomo.

La Francia naturalmente si divise fra i due (la solita storia: Verdi o Wagner? Bartali o Coppi? Beatles o Rolling Stones?), e i lupiniani guadagnarono qualche lunghezza quando Leblanc ebbe un'idea geniale, accattivandosi pure le simpatie di non pochi fans di Fantômas, anticonformisti, sì, ma prima di tutto français: contrapporre il proprio eroe a quell'arrogante inglese di Baker Street: Arsène Lupin versus Herlock Sholmes (non è dato di sapere se la storpiatura sia stata compiuta per questioni di diritti d'autore o per un tocco di ulteriore sfregio; in un'altra versione il titolo è Arsène Lupin versus Holmlock Shears).
Leblanc barò, si capisce, presentando l'investigatore in una luce davvero odiosa, nevroticamente simile a Javert, l'implacabile e perfido poliziotto dei Miserabili (quell'Herlock Sholmes sembrava Lupin stesso parodisticamente travestito) e molti lettori che amavano sia S. H. che Lupin ne rimasero di molto contrariati.

Ma questo è il giallo, bellezza.

E infatti anche Lupin (come appunto S. Holmes) ebbe vari apocrifi: tra i più noti i libri (inediti in Italia, ci pare) scritti dalla celebre coppia Boileau & Narcejac.

i titoli in ordine cronologico (le copertine, però, si riferiscono a varie edizioni):












Bibliografia