Gruppo Bilderberg

Si è parlato a lungo (ma, casualmente?, con poca risonanza mediatica) del Gruppo Bilderberg: cupola mondiale del capitalismo? Potente braccio finanziario della massoneria? Club elitario di tecnocrati?

Gruppo Bilderberg

Cos’è il Gruppo Bilderberg. Perchè è così esclusivo. Quali decisioni prende e perchè nessuno ne parla. Intrecci e misteri dell'élite che fa tremare l’occidente.

Immaginate centotrenta persone, le più influenti - non necessariamente le più conosciute - sulla faccia della Terra. Immaginatele riunite nella stessa stanza, al riparo da occhi indiscreti, sorvegliate da forze armate disposte sul perimetro. Potrebbe essere lo scenario di un libro di spionaggio. Invece è reale. Ha un nome, il Gruppo Bilderberg, e la settimana scorsa si è riunito a St. Moritz, in Svizzera.
Il Gruppo prende il nome dall’Hotel de Bilderberg, nella cittadina olandese di Oosterbeek, dove nel maggio 1954 si tenne il primo meeting. Da cinquant’anni riunisce i politici, gli imprenditori, i banchieri e i giornalisti più influenti di Nord America ed Europa. Fu fondato da Joseph Retinger, Paul Van Zeeland e dal principe Bernhard. Tra i soci fondatori spicca il nome del Generale Walter Bedell Smith, allora Direttore della CIA. L’agenzia statunitense fu il principale finanziatore del primo meeting del gruppo.

Come osserva Richard J. Aldrich nel libro “The American Committee on United Europe”, fin dagli anni ’50 il Gruppo influenzò una serie di decisioni chiave nello scenario internazionale, a partire dal Trattato di Roma del 1957 di cui fu il primo sostenitore. Giovanni Agnelli, per anni membro dello Steering Committee al fianco di David Rockefeller ed Henry Kissinger, una volta disse: "L’integrazione europea è il nostro scopo finale e dove i governi hanno fallito, noi industriali speriamo di avere successo."

Il Gruppo Bilderberg si riunisce una volta all’anno in hotel completamente svuotati di ospiti e residenti e circondati da soldati, guardie armate, servizi segreti e forze dell’ordine nazionali e locali. Impossibile entrare, ne sa qualcosa Borghezio.

Cosa si discuta e quali decisioni vengano prese all’interno di quelle mura, quindi, rimane un mistero. Tuttavia, è possibile fare delle ipotesi e confrontarle con quanto accaduto nel corso degli anni. Il giornalista e studioso statunitense James Tucker da anni sostiene che il Gruppo usi il proprio potere e la propria influenza per favorire l’ascesa di politici vicini agli interessi di poche, grandi multinazionali.

È interessante notare in questo senso come sia a Bill Clinton che a Tony Blair venne data la possibilità di partecipare e tenere un discorso al meeting del Gruppo Bilderberg esattamente un anno prima delle elezioni che li riguardavano. Entrambi, dodici mesi dopo, vennero puntualmente eletti Presidente degli Stati Uniti e Primo Ministro britannico.

Allo stesso modo si ritiene che il Gruppo sia responsabile della caduta o, talvolta, persino dell’uccisione di leader invisi all’elite occidentale, all’FMI o alla Banca Mondiale. Un banchiere svizzero, membro negli anni ’80 del Gruppo Bilderberg racconta (intervista originale disponibile qui):
"Fui designato come uno dei direttori di una delle più grandi banche svizzere. Durante il mio lavoro venni coinvolto nel pagamento di un assassino. Mi vennero inviate istruzioni su ordine di un servizio segreto straniero, scritte a mano, con le disposizioni di pagare una certa somma ad una persona che aveva ucciso un leader di un paese del Terzo Mondo. Ero presente alla riunione in cui venne presa questa decisione."
Secondo quanto racconta questa fonte, che ha preferito rimanere anonima, le lettere più importanti vengono scritte a mano. Una volta decifrate, contengono l’ordine di pagare una certa somma di denaro da conti per l’assassinio di persone, il finanziamento di rivoluzioni, il finanziamento di attentati e per il finanziamento di partiti. La maggior parte di queste operazioni avviene al di fuori del bilancio. Non sono sottoposte a verifica e non prevedono tasse.

Persone all’interno del gruppo Bilderberg hanno dato l’ordine di uccidere. Cercano il potere e distruggono interi paesi, come Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda. Una persona come Josef Ackermann, che è un cittadino svizzero, è l’uomo di punta di una banca tedesca e usa il suo potere per avidità e non rispetta la gente comune. un Bilderberger e non si preoccupa della Svizzera o di qualsiasi altro paese. Distruggono la nostra industria e la ricostruiscono in Cina.”

Nel 2009 i Bilderbergers si riunirono in Grecia, nel 2010 in Spagna. Quest’anno è stata la volta della Svizzera. Non un bel segnale per i suoi cittadini visto quello che sta succedendo agli altri due paesi.

Vogliono distruggere ciò che questa terra rappresenta. È un ostacolo per loro, non essendo nella UE o nell’Euro, non del tutto controllata da Bruxelles e così via. La Svizzera è l’unico posto in cui vige ancora la democrazia diretta. Se avessero la sensazione che stanno per perdere il controllo, come nelle rivolte in Grecia e in Spagna, con l’Italia che probabilmente sarà la prossima, allora faranno un altro Gladio. Ero vicino alla rete Gladio. Istigarono il terrorismo pagandolo con soldi americani per controllare il sistema politico in Italia e in altri paesi europei.”

E in tutto questo, cosa dicono i media? Tutto tace. Sul perchè, ecco alcuni indizi. Nomi e cognomi. Peter Jennings, ABC. Joseph Harsch, NBC. Bill Moyers, PBS. William F. Buckley e Robert Bartley, The Wall Street Journal. William Kristol e Thomas Friedman, The New York Times. Katharine Graham e Leslie Stahl, CBS. Sono solo alcuni dei giornalisti che negli anni sono diventati dei Bilderbergers.

Ed esattamente come tutti gli altri, hanno l’obbligo di mantenere il silenzio su tutto ciò che viene discusso a porte chiuse. La conferma arriva da Rockefeller in persona: “Siamo grati al Washington Post, al New York Times, al Time e ad altre grandi testate i cui editori hanno partecipato ai nostri meeting rispettando il loro impegno di discrezione per quasi 40 anni. Sarebbe stato impossibile per il Gruppo Bilderberg sviluppare il proprio piano per il mondo se fosse stato soggetto alle luci dei media in questi anni.”

Quando si dice, la gratitudine…

Leggi la lista dei partecipanti al meeting del Gruppo Bilderberg a St. Moritz. I partecipanti italiani: Giulio Tremonti, Paolo Scaroni, Mario Monti, John Elkann.

grazie a: http://www.articolo10.com/ (22.06.2011)

Gruppo Bilderberg

su Wikipedia

Emanuele Minietti

Monti, i Bilderberg e la Trilaterale

Da quando il presidente Napolitano ha annunciato, prima in maniera implicita, poi esplicitamente e in maniera formale, di voler affidare a Mario Monti la creazione di un nuovo governo, sono iniziate a circolare molte voci sulla carriera e gli incarichi assunti negli anni dall’economista. I detrattori accusano Monti di far parte di grandi banche di investimenti come Goldman Sachs e di essere parte attiva in alcune associazioni - specialmente il gruppo Bilderberg e la Commissione Trilaterale. Queste organizzazioni vengono spesso accusate di essere al lavoro per costruire una grande cospirazione, un “nuovo ordine mondiale”, per favorire banche, multinazionali, i poteri forti e le grandi potenze mondiali. Allora abbiamo messo insieme le cose che si sanno su queste organizzazioni e sul ruolo del potenziale futuro presidente del Consiglio al loro interno.

Gruppo Bilderberg

È un gruppo che si riunisce una volta all’anno e i cui incontri riservati furono organizzati per la prima volta a fine maggio del 1954 presso l’Hotel de Bilderberg (Oosterbeek, Paesi Bassi), luogo che diede anche il nome all’iniziativa. L’associazione nacque con lo scopo di contrastare l’antiamericanismo nell’Europa occidentale e per incentivare maggiore collaborazione tra Stati Uniti e paesi europei sia sul fronte politico che su quello finanziario. Il gruppo organizza di norma una sola riunione all’anno cui sono invitati meno di 150 partecipanti, solitamente personaggi influenti dal mondo delle imprese, della finanza, delle università e della politica. Gli incontri durano pochi giorni e sono preclusi ai giornalisti, che non possono nemmeno avvicinarsi alle aree in cui si tiene il summit. La zona degli incontri è sorvegliata di solito da società di sicurezza private, a volte con il sostegno delle forze dell’ordine. Chi si avvicina o prova a ottenere informazioni viene rapidamente allontanato (quest’anno Mario Borghezio della Lega Nord fu arrestato dalla polizia e successivamente bandito dal Cantone dei Grigioni per tutta la durata del summit).
Proprio a causa dell’estrema riservatezza, nel corso degli anni il gruppo Bilderberg è stato accusato di ordire oscure cospirazioni da parte di attivisti e organizzazioni politiche, che paragonano spesso gli incontri dei partecipanti a quelli della massoneria intenta a creare un “nuovo ordine mondiale”, per quanto non ci sia alcuna prova che durante i convegni si siano mai fatte discussioni o prese decisioni di questo genere (non si capisce nemmeno quali dovrebbero essere, queste decisioni). Le opinioni sul tipo di cospirazioni cambiano molto a seconda dei detrattori e così anche le ipotesi sui risultati raggiunti da oltre mezzo secolo. Gli organizzatori degli incontri difendono la scelta di svolgere tutto senza far trapelare informazioni: i partecipanti ai convegni si sentono così liberi di dire davvero che cosa pensano senza temere la diffusione delle loro dichiarazioni da parte della stampa.


Mario Monti è membro del Consiglio direttivo del gruppo Bilderberg dallo scorso anno. Il Consiglio viene eletto ogni quattro anni e non ci sono limiti al numero dei mandati per i singoli consiglieri: si occupa di organizzare l’incontro annuale e di selezionarne i partecipanti. Monti risulta tra gli invitati dell’incontro dello scorso giugno a Saint Moritz (Svizzera), ma non è l’unico italiano ad avervi partecipato. Nella lista compaiono anche il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, Franco Bernabè (Telecom), John Elkann (FIAT), e Paolo Scaroni (ENI). I temi affrontati durante l’incontro sono stati molteplici: dal ruolo delle economie emergenti all’innovazione tecnologica nelle economie occidentali, passando per le sfide per l’economia europea. Proprio per le ragioni di riservatezza con cui sono organizzati gli incontri, non sappiamo che cosa abbia fatto o detto Monti durante il summit (a cui di recente hanno preso parte anche, tra gli altri, Barroso e Van Rompuy). In veste di presidente della Bocconi, Monti ha partecipato agli incontri del gruppo Bilderberg anche nel 2010 e nel 2009.

Commissione Trilaterale

È una organizzazione non governativa fondata nel 1973 dal magnate statunitense David Rockefeller per favorire la cooperazione tra Europa, Stati Uniti e Giappone. L’obiettivo all’epoca era quello di superare le distanze e i disaccordi tra queste tre parti del mondo, cercando di aprire il dialogo e il confronto su temi di natura politica ed economica. Il Nord America è rappresentato da 120 membri, l’Europa da 170 e l’Asia da 85 membri (nel corso degli anni l’organizzazione si è aperta ad altri paesi orientali oltre il Giappone). La Commissione Trilaterale è stata criticata da organizzazioni politiche e di attivisti con motivazioni simili a quelle usate per il gruppo Bilderberg. L’accusa è quella di voler creare un sistema sovranazionale per gestire il potere senza alcuna legittimazione democratica.
Mario Monti è direttamente impegnato nell’organizzazione come presidente del gruppo europeo dal 2010, affiancato da un presidente per il gruppo americano e da uno per l’area asiatica. Tra i membri italiani della Trilaterale ci sono anche Enrico Letta (PD), Carlo Pesenti (Italcementi), Luigi Ramponi (PdL, ex Comandante della Guardia di Finanza ed ex direttore del SISMI), Maurizio Sella (Banca Sella) e Marco Tronchetti Provera (Pirelli). Monti ha il compito di coordinare il lavoro del nucleo europeo dell’organizzazione. Nel corso degli incontri globali, in genere uno l’anno, e di quelli in Europa, la Commissione Trilaterale si occupa di questioni economiche e produce analisi e previsioni sull’andamento dei mercati, sulle opportunità per imprese e altre organizzazioni di collaborazione. I risultati degli incontri e degli studi vengono pubblicati regolarmente e pubblicamente, evitando le chiusure e la segretezza del gruppo Bilderberg.

Goldman Sachs

È una delle più grandi e importanti banche di affari dels mondo. Ha sede legale negli Stati Uniti ed è quotata alla borsa di New York. Offre consulenze a migliaia di società, che la utilizzano per gestire i loro investimenti, per ristrutturarsi e per effettuare nuove acquisizioni. La banca si occupa anche degli investimenti a rischio e sui derivati, e amministra fondi previdenziali. Considerata la sua enorme influenza, è stata spesso criticata per aver condizionato l’andamento dei mercati o aver favorito speculazioni spregiudicate, che hanno contribuito alla progressiva crisi finanziaria di questi ultimi anni.
Mario Monti è diventato nel 2005 consulente internazionale di Goldman Sachs International. Da allora si è occupato di politica internazionale e mercati di capitali, offrendo la propria consulenza per il Goldman Sachs Global Markets Institute. Ha realizzato rapporti e analisi sostenendo le proprie teorie economiche in materia di stabilità dei conti pubblici e liberalizzazioni. Monti non ha alcun ruolo esecutivo o dirigenziale all’interno della banca.

da ilpost.it (14.11.11)


 

e di questo libro non sappiamo quanto sia attendibile: