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Il
partito della Sinistra Europea |
Per avere qualche elemento in più sulle caratteristiche
del Partito della Sinistra Europea, fortemente voluto da Bertinotti,
riproduciamo un'ntervista con Hassan Charfo, responsabile del
Dipartimento Relazioni Internazionali del Partito Comunista
di Boemia e Moravia (KSCM).
Potrebbe presentarci sinteticamente il Partito della sinistra
europea?
Il Partito della sinistra europea (SE) è stato fondato
lo scorso anno a Roma in un congresso che si è svolto
l' 8 e 9 maggio. Organizzatore del congresso fondativo è
stato il Partito della rifondazione comunista, il cui segretario
nazionale Fausto Bertinotti è stato eletto presidente
della SE. La delegazione del KSCM partecipante al congresso
aveva il mandato di far sì che il nostro partito diventasse
membro fondativo, qualora fossero state accolte alcune nostre
proposte circa il carattere pan-europeo del partito e nel merito
dei documenti fondamentali del congresso, cosa che però
non è avvenuta.
Come è andata a finire?
Il KSCM si è collocato nella posizione di osservatore
attivo e in questa veste prendiamo parte alle attività
della SE.
Cosa comporta essere osservatore attivo?
I rappresentati del KSCM si esprimono, nelle riunioni del Comitato
esecutivo e dei presidenti della SE, come osservatori, sulla
maggior parte degli argomenti in discussione. Hanno sostenuto
tutte quelle risoluzioni che erano in sintonia con i nostri
orientamenti su questioni di attualità, tra cui la problematica
del Trattato sulla Costituzione europea, il conflitto israelo-palestinese,
ecc.
Quanti e quali sono di fatto i membri della SE?
I partiti fondatori sono 14 (e per lo più si tratta di
partiti molto piccoli o insignificanti). Sono: il Partito del
socialismo democratico della Repubblica ceca, il Partito socialdemocratico
del lavoro di Estonia, Rifondazione comunista di S. Marino,
il PC austriaco, il Partito dell'alleanza socialista della Romania,
il Partito operaio ungherese, il Synaspismos greco, il Partito
svizzero del lavoro, il Partito del socialismo democratico della
Germania, il cui nuovo nome dopo il congresso straordinario
è Partito della sinistra, Rifondazione comunista, il
PC francese, la Izquierda Unida spagnola, il PC di Spagna e
la Sinistra unita alternativa di Catalogna. Queste ultime due
formazioni fanno parte di Izquierda unida, ma sono rappresentate
nel Comitato esecutivo della SE come entità autonome.
Nel giugno di quest'anno il Consiglio dei presidenti dei partiti
membri ha approvato l'ingresso del Blocco di sinistra portoghese.
Vi sono altri osservatori oltre al KSCM?
Oltre al KSCM, vi sono il PC slovacco, il Partito dei comunisti
italiani, l'Akel di Cipro, il Partito comunista tedesco (DKP),
il Partito della libertà e della solidarietà della
Turchia, la Coalizione rosso-verde danese e il PC finlandese.
A quali condizioni l'Unione europea riconosce il Partito
della sinistra europea?
Per il riconoscimento da parte della Ue è necessario
che almeno sette membri del nuovo partito siano rappresentati
nei parlamenti nazionali, o nel Parlamento europeo, o eventualmente,
sulla base di norme statutarie Ue, nei parlamenti regionali.
Si tratta di condizioni che allo stato attuale la SE non può
adempiere senza l'apporto del KSCM.
Secondo questi criteri, sono partiti membri solo Rifondazione,
il Synaspismos, la Pds tedesca (oggi Partito della sinistra),
il PC francese, Isquierda unida spagnola e il Blocco di sinistra
portoghese, quindi solo sei membri. Questa circostanza offre
al KSCM una opportunità rilevante per poter sostenere
la sua proposta di unità della sinistra di tutta l'Europa,
su basi positive. Hanno bisogno di noi come il sale ed è
quindi necessario far valere opportunamente questa chance, non
dissiparla.
Qual è su questo insieme di questioni il punto di
vista del PC greco (KKE)?
Questo partito ha preso le distanze fin dall'inizio della formazione
della SE, a causa delle modalità selettive e non unitarie
con cui era impostato il processo fondativo (modalità
che danneggiano il movimento della sinistra radicale) e in considerazione
della dipendenza di questo processo dalle istituzioni dell'Unione
europea.
Cosa rappresenta il Blocco di sinistra portoghese?
Si tratta di una formazione che non ha nulla in comune col PC
portoghese (il cui posizionamento verso la SE è simile
a quella del PC greco). Il Blocco di sinistra è una sorta
di cocktail di trotzkismo e socialdemocrazia.
E il Partito socialdemocratico di Estonia?
Si tratta di un partito che non ha più di 300 aderenti.
Si distingue per le sue posizioni scioviniste nei confronti
della minoranza russa in Estonia. Ha chiesto sostegno finanziario
al parlamento europeo per l'apertura di un centro di propaganda
nei paesi baltici.
E il Synaspismos?
Questo partito è formato da ex membri del PC greco e
da alcuni gruppi ecologisti. É molto vicino al partito
socialdemocratico, il Pasok. Molti membri della sua direzione
sono già in più di un'occasione passati al Pasok.
L'anno scorso lo ha fatto addirittura la sua presidente.
Come andrà a finire con le proposte presentate dal
KSCM?
In sintesi si può dire che finora non ne è stata
accolta nemmeno una. Fausto Bertinotti, presidente della SE,
ci ha negato al congresso fondativo ogni possibilità
di modifica dello statuto; ha sostenuto che lo spazio principale
di azione politica della SE è nell'Unione europea e non
nell' Europa nel suo insieme. Alla richiesta di trasformare
la SE in partito di carattere pan-europeo, ha risposto in modo
arrogante: la SE esiste, chi vuole entrarci, entri; chi vuole
uscirne, esca; chi vuole restare come osservatore, resti come
osservatore.

Perché questo atteggiamento, cosa vuole impedire?
Abbiamo chiesto che fossero invitati altri 27 partiti comunisti
e radicali di sinistra di tutta Europa, tra i quali il PC della
Federazione russa, dell'Ucraina, della Bielorussia, della Moldavia,
dei paesi baltici, dei paesi dell'ex-Jugoslavia, della Turchia,
ma anche di Paesi dell'Unione europea - Gran Bretagna, Portogallo,
Grecia, ecc. - ad un incontro congiunto, per poter discutere
con essi delle problematiche riguardanti l'unità della
sinistra europea. I rappresentanti del PC francese, del Synaspismos
e di Izquierda Unida spagnola hanno definito i nostri sforzi
per l'unità della sinistra europea come un tentativo
di ripristinare l'Internazionale comunista.
Pensa che un'intesa non sia possibile?
Per quanto concerne il principio del consenso, la prassi ci
ha dimostrato che esso è nei fatti assolutamente ignorato.
In base allo statuto della SE, tutti i partiti hanno nel Comitato
esecutivo due membri (indipendentemente dalle dimensioni di
ogni partito - ndr). Se non si applica il principio previsto
delle decisioni prese col consenso di tutti, vi è il
rischio che nelle decisioni sulle questioni più importanti,
possa determinarsi uno scavalcamento di partiti come il KSCM,
vuoi a causa della direzione autoritaria della SE, vuoi per
mano di partiti la cui rappresentatività sul piano locale
ed europeo è quasi nulla, come ad esempio il Partito
del socialismo democratico della Repubblica ceca (0,1% di voti
alle elezioni - ndr). Tale contesto minaccia l'identità
comunista del KSCM e potrebbe favorire coloro che all'inizio
degli anni '90 cercarono nel nostro Paese, senza riuscirvi,
di cancellare questa identità.
In secondo luogo, se entrassimo come partito membro nella SE
rinunciando alle nostre condizioni, cosa cambierebbe? Assolutamente
nulla, poichè gli altri partiti comunisti importanti
che hanno le nostre stesse opinioni ne resterebbero fuori, e
quindi l'unità della sinistra europea non sarebbe con
questo assicurata.
Mentre noi perderemmo la faccia, il rispetto e le nostre posizioni
nell'ambito della sinistra radicale.
Perchè non vengono accolte le proposte avanzate dal
KSCM?
Dal comportamento dei partiti membri decisivi - Rifondazione,
Izquierda unida, PC francese, Synaspismos- risulta che non vi
è la volontà politica per il cambiamento della
SE in partito con una ampiezza effettivamente pan-europea, ma
solo l'intenzione di uniformarsi alle condizioni dell'Ue, la
quale richiede il raggruppamento di almeno 7 partiti operanti
nell'ambito Ue. In altri termini, a loro non importa il problema
dell'unità di tutta la sinistra europea. Infatti, nella
sua forma attuale la SE non solo non unisce la sinistra radicale
europea, ma lascia in disparte tutta una serie di partiti di
sinistra, innanzitutto i partiti comunisti dei paesi dell'ex
Urss, i partiti di sinistra dei Balcani e una gran parte di
partiti radicali scandinavi e persino europeo-occidentali.
Questa dinamica ha disgregato la sinistra europea e complica
i rapporti al suo interno.
Secondo l'opinione di Hans Modrow, presidente onorario della
ex-Pds tedesca, se le questioni poste dal KSCM fossero messe
veramente in discussione nel prossimo congresso della SE, vi
sarebbe persino il rischio di una sua disintegrazione.
Dunque il KSCM porrebbe una questione di barriera geografica?
Secondo l'opinione di Walter Baier, presidente del PC austriaco,
gli sforzi del KSCM per il cambiamento della SE in partito di
tipo effettivamente paneuropeo si basano su presupposti anche
ideologici, non solo geografici. Il che è come dire:
la SE non vuole l'ingresso di alcuni partiti comunisti dell'ex-Unione
sovietica, ma anche dell' Ue, per motivi ideologici. Baier inoltre
ha affermato che il problema della non attuazione del principio
del consenso riflette insufficienze strutturali della SE e fa
risaltare la prevalenza di uno stile da trattative di corridoio
al posto del metodo del lavoro collettivo e dell'assunzione
delle decisioni nell'ambito degli organi collegiali della SE.
La direzione del KSCM ha proposto una qualche via d'uscita?
Lo scorso dicembre l'Esecutivo del Comitato centrale del KSCM
ha incaricato Vaclav Exner (vice-presidente del partito - ndr)
di intraprendere con i partiti osservatori della SE, ed eventualmente
con altri partiti interessati, una consultazione sugli ulteriori
atteggiamenti da tenere nei rapporti con la SE e la sua attività.
Noi siamo parte attiva della collaborazione all'interno dell'ampio
spettro della sinistra radicale europea e vogliamo proseguire
su questa via. Il raggiungimento della più vasta unità
della sinistra europea resta un problema aperto. Gli incontri
bilaterali e multilaterali, comprese le annuali conferenze praghesi
sin dall'anno 2000, dimostrano che è possibile una tale
collaborazione nel rispetto delle differenti posizioni su alcune
questioni fondamentali, senza alcuna discriminazione preventiva.
Esistono altri problemi?
Non è ancora risolto il problema del finanziamento della
SE. In base alla comunicazione del suo tesoriere, Pedro Marset,
il partito dovrebbe ottenere per quest'anno dal parlamento europeo
500 mila euro, e ciò anche grazie alla firma apposta
dagli europarlamentari del KSCM alla richiesta di finanziamento
della SE. Marset ha proposto di prendere in considerazione due
modalità di finanziamento della SE: attraverso i contributi
versati dai partiti membri, non dagli osservatori, e ciò
o sulla base del numero degli iscritti dei singoli partiti,
oppure sulla base del numero degli iscritti e dei voti ottenuti.
Quale modalità è stato scelta?
In una successiva riunione del Comitato esecutivo (5 giugno
2005), è stata avanzata anche un'altra proposta: dividere
i partiti membri in 4 categorie. Nella prima vi sarebbero i
partiti più piccoli, che pagherebbero 500euro l'anno.
Nella seconda i partiti un po' più grandi, che pagherebbero
1500-2000 euro, nella terza categoria i partititi ancora più
grandi, che pagherebbero 5000 euro, mentre i partiti più
ricchi verserebbero 20 mila euro l'anno. Se il KSCM fosse partito
membro, dovrebbe, secondo questa proposta, versare 600mila corone
l'anno, essendo inserito nella quarta categoria. Rifondazione
preferirebbe contributi in base al numero degli iscritti, per
il valore di un euro per iscritto ogni anno. Secondo questa
proposta, il KSCM dovrebbe versare 3 milioni di corone l'anno.
Per l'ottenimento della suddetta somma di 500 mila euro da parte
del Parlamento europeo, la SE dovrebbe però dimostrare
di avere propri introiti nella misura del 25% di questa somma,
cioè 125 mila euro.
Tutti questi introiti tuttavia non basterebbero per la copertura
delle necessità del partito.
Perchè non basterebbero?
Uno dei motivi è la decisione di stabilire la sede centrale
con i funzionari della SE a Bruxelles, che è una delle
città più care d'Europa.
In che modo la SE valuta l'esperienza storica del movimento
comunista?
Purtroppo assai negativamente. Nel preambolo dello statuto della
SE l'utilizzo della nozione di "stalinismo" dà
origine a una quantità di diverse possibili interpretazioni
e reminiscenze riguardanti il passato.
La nozione di "stalinismo" non è affatto comunemente
e univocamente accettata. Si tratta di una nozione di cui tra
l'altro si è abusato per attaccare tutta la storia del
socialismo in Europa.
Peraltro la nozione di "stalinismo" non è neppure
comprensiva di tutte le pratiche non democratiche e di tutti
i delitti, che lo stesso movimento comunista ha già per
parte sua condannato, distanziandosene, e che considera anche
per il futuro inaccettabili.
Oggi sono soprattutto gli avversari politici che definiscono
alcuni partiti come "stalinisti".
Abbiamo proposto di sostituire l'espressione di "pratiche
e crimini stalinisti", con termini più estensivi,
come ad esempio "tutte le pratiche e i crimini antidemocratici".
Nell'incontro del luglio scorso con i rappresentanti della Pds
tedesca abbiamo, come possibile compromesso, proposto un eventuale
aggiunta: "compresi quelli a cui ha preso parte Stalin",
oppure la cancellazione del testo oggetto della controversia.
Per questo non capisco coloro i quali nei media usano demagogicamente
questa questione contro il KSCM.
Come definirebbe l'attuale rapporto del KSCM col Partito
della sinistra europea?
Il KSCM si è sempre sforzato per la cooperazione e il
coordinamento della sinistra europea. Il raggiungimento dell'unità
d'azione della sinistra europea non si può però
ottenere con l'esclusione di una parte importante del movimento
di sinistra radicale europeo. Le esperienze derivanti dalla
partecipazione alle riunioni del Comitato esecutivo della SE,
dalle discussioni e dalla corrispondenza con altri partiti,
dimostrano che le nostre obiezioni sono giustificate ed hanno
il sostegno diretto o indiretto di altri partiti. La prassi
dimostra la loro giustezza, ma non c'è la volontà
politica da parte della direzione della SE di metterle in pratica.
Il Comitato centrale del KSCM nel giugno dello scorso anno decise
che saremmo stati un partito attivo all'interno della SE con
lo status di osservatori. A mio parere, dalle esperienze fin
qui compiute ne deriva che non è necessario cambiare
quella decisione, dato che non è avvenuto nulla di nuovo
che richieda un eventuale cambiamento. D'altra parte, essere
presenti come osservatori non significa, come alcuni ingenuamente
credono, solo "osservare" e non prendere parte attiva
alle trattative e discussioni. Al contrario. L'unica sostanziale
differenza tra il partito membro e quello osservatore, come
è dimostrato dalla prassi, consiste nel fatto che il
partito membro deve pagare i contributi.
(intervista pubblicata su Halò noviny, quotidiano
del KSCM, il 19 agosto 2005)
Traduzione di Mark Bernardini:
www.bernardini.com, http://it.groups.yahoo.com/group/noberluska)<
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