Claudia Cernigoi

Operazione Foibe - Cap. 4


LE INCHIESTE SULLE “FOIBE”



Sulle inchieste in corso per i fatti delle cosiddette “foibe” non c’è molta chiarezza, difatti l'inchiesta più “famosa”, cioè quella condotta dal P.M. romano Pititto riguarda, per competenza territoriale, solo i fatti avvenuti in Istria, cioè in territori che non fanno più parte dello Stato italiano, e non concerne minimamente le indagini relative alla zona di Trieste, per la quale è competente la magistratura triestina. Sono state aperte, da quanto ci consta, più inchieste sulle “foibe” triestine (in linea di massima riguardanti il pozzo della miniera di Basovizza, perché, è bene ricordarlo, per i morti nelle altre foibe triestine i processi sono già stati a suo tempo celebrati e coloro che furono ritenuti i responsabili giudicati e condannati, con grande impiego di “propaganda” già a quel tempo). Ma queste inchieste sono state riunite nella più recente, iniziata dal P.M. triestino Giorgio Nicoli nel 1995 su denuncia dell’esponente dell’Unione degli Istriani Paolo Sardos Albertini; di essa si hanno solo notizie spezzettate e saltuarie (anche perché, trattandosi di inchiesta in corso è logico che non se ne parli troppo, al contrario di quanto fa Pititto), per cui non siamo in grado di sapere a che punto si trovino gli inquirenti. Sarebbe comunque auspicabile che dopo un periodo così lungo di indagini si giunga a tirare almeno in parte le fila delle ricerche e l’inchiesta si chiuda ufficialmente con un processo od un’archiviazione.
L’inchiesta di Pititto, invece, è tutt'altra cosa. Partita da una denuncia dell’avvocato Sinagra (noto alla cronaca per essere stato il legale di fiducia di Licio Gelli e asserito membro della loggia P2), si distinse subito perché il P.M., ancora prima di avere raccolto un numero consistente di indizi e testimonianze, partì subito in quarta preannunciando incriminazioni per “genocidio” contro un’ottantina di persone (facendo diversi nomi di possibili indagati, ai quali, peraltro, non vennero inviati i rituali avvisi di garanzia).
In effetti, più che un’inchiesta, quella di Pititto sembra una campagna stampa. Invece di condurre indagini riservate, come sarebbe d’uso, se ne esce di tanto in tanto con dichiarazioni tra il trionfalistico ed il truculento, fa pubblicare appelli sui giornali in cui chiede ai testimoni di farsi vivi, definisce «prove decisive» i testi di Papo e di Pirina e testimonianze come quella di padre Flaminio Rocchi (un francescano fanatico e militarista che dice di se stesso «sono strambo ed approfitto del saio che porto» ), il quale ha il coraggio di affermare: «Dopo l’8 settembre del 1943, le truppe jugoslave occuparono l’Istria, comprese le città di Trieste, Gorizia e Monfalcone. (...) Ebbe inizio una dura pulizia etnica contro gli italiani considerati come delle impurità etniche (...). In questo clima scomparvero dai 10 ai 12 mila civili italiani, uomini e donne, uccisi dai partigiani titini, molti dei quali infoibati, per il semplice fatto di essere italiani...» Cose, queste, che solo un completo ignorante in fatto di storia, può dare per buone, dato che dovrebbe appartenere alla cultura generale il fatto che in certe zone, dopo l’8 settembre 1943 ci fu sì un'invasione militare, ma non certo di jugoslavi quanto di tedeschi. Quanto alle dodicimila persone scomparse all’epoca: può essere una cifra realistica, ma chi le fece scomparire furono i nazifascisti e non i “titini”.
L’inchiesta di Pititto, condotta come una campagna stampa, fa seguito ad un’altra campagna stampa, quella iniziata più o meno nel 1992 da Marco Pirina con l’uscita del suo primo libro di revisionismo storico. Pirina venne allora avallato come “ricercatore storico” dalla stampa locale, si arrivò persino a definirlo il “Wiesenthal italiano” (paragone che ci fa orrore, sia sul piano storico e culturale che su quello umano).
Ma è anche interessante notare la differenza tra due articoli del “Piccolo” di Trieste relativi al terzo testo pubblicato da Pirina (“Scomparsi senza storia”), apparsi uno il 1° maggio 1994 e l’altro il 15 ottobre dello stesso anno. Nel primo di essi l’articolista (ma l’articolo non era firmato) relaziona della presentazione del libro presso la Lega Nazionale di Trieste e dice «...Pirina imposta il suo lavoro per suffragare una sua ben precisa convinzione politica, che non è sicuramente quella di chi in quegli anni fece una scelta di campo per i valori della libertà» Ed ancora: «Pirina usa tante piccole o grandi verità per assegnare le colpe solo ad una parte, quella “slavocomunista”, dimostrando di non tener conto della barbarie degli altri. Pirina trae quindi una visione tutt’altro che europeistica del presente».Un’analisi del libro del tutto condivisibile, dunque. Però sei mesi dopo troviamo un altro articolo, firmato da Silvio Maranzana (che si occuperà anche in seguito di questi argomenti, spesso, purtroppo, con scarsa serietà professionale). In questo secondo articolo dal titolo “Un libro che mira a svelare le ‘tane’ dei torturatori titini”, si parla della presentazione “in anteprima” a Milano (ma non era già stato presentato a Trieste sei mesi prima? n.d.a.), del libro “Scomparsi...” Il tono non è per nulla critico nei confronti di Pirina, come era stato l’articolo precedente, anzi. Dunque, in questi mesi qualcosa dev’essere successo, per far cambiare il tono: ma cosa? Niente paura, basta leggere avanti: «Nei loro confronti (dei «sospetti protagonisti di stragi ed esecuzioni», indicati da Pirina nel suo libro, n.d.a.) l’avvocato Augusto Sinagra avrebbe presentato alcuni mesi fa una denuncia alla procura di Roma in relazione al reato di strage. Si sarebbero resi responsabili di eccidi contro cittadini italiani nella zona di Fiume». Oh, ecco, qua si capisce tutto: in maggio la manovra non era ancora partita ed il “Piccolo” non sapeva ancora cosa stava bollendo in pentola.
All’inizio l’inchiesta di Roma fu assegnata al magistrato Gianfranco Mantelli, il quale dichiarò alla stampa che si sarebbe tenuto in contatto con il suo collega triestino Nicoli, il quale avrebbe dato disposizione alla DIGOS (come appare dallo stesso articolo) di trasmettere alla Procura della Repubblica di Roma copia degli atti riguardanti l'inchiesta da lui condotta. «Credo che lavoreremo insieme» affermò anche Mantelli. Il quale però operò anche una scelta che fu criticata all'epoca da diversi storici (di quelli veri, da Apih a Spazzali a Pirjevec: Pirina invece se ne dichiarò soddisfatto): decise di sequestrare i documenti relativi alle foibe conservati nell’archivio del Ministero degli Esteri. Asserì comunque Mantelli che «al momento non v'erano nomi di indagati».
Passò ancora un po’ di tempo e poi l’inchiesta passò nelle mani dell’allora sconosciuto P.M. Giuseppe Pititto: da quel momento la stampa diede notizie solo della sua inchiesta e non si parlò più di quella triestina di Nicoli. Anche l’atteggiamento di Pititto fu da subito diverso da quello di Mantelli: come s’è detto partì subito annunciando incriminazioni a destra e a manca.
Dal “Piccolo” del 24.11.1995, nel quale viene data la notizia che l’inchiesta sulle foibe è affidata ad un magistrato di Roma: «Pititto ha sulla propria scrivania il fascicolo relativo al dramma delle foibe solo da poche settimane. Lo ha ereditato dal collega Gianfrancesco Mantelli, trasferitosi al Ministero. E, per studiare come far procedere l’indagine, Pititto ha incontrato nei giorni scorsi l’avvocato Sinagra: tra l’altro il magistrato ha già annunciato di voler acquisire alcuni memoriali e di voler ascoltare padre Rocchi, uno dei personaggi più noti tra gli esuli». Ecco qua già le prime stranezze. Intanto non è poi proprio regolare che per «studiare come far procedere l’indagine» un magistrato si incontri con il denunciante: in teoria dovrebbe fare di testa propria usando collaboratori che non sono parte in causa. E poi, la prima persona che gli viene in mente di “ascoltare” non è uno storico: è quel padre Rocchi di cui abbiamo parlato prima, di cui tutto si può dire tranne che sia un testimone imparziale degli avvenimenti storici.
Ma nello stesso articolo troviamo questa affermazione di Pititto: «Il problema che mi trovo ora ad affrontare è tradurre un fatto storico in un fatto giudiziario». Orbene: è «solo da poche settimane» che ha sulla scrivania il fascicolo relativo alle foibe e già ha tratto le proprie conclusioni in merito? Non ha ancora sentito alcun testimone (difatti nello stesso articolo si riferisce che ha invitato «chiunque abbia ricordi precisi» a farsi avanti) e già ha capito tutta la «tragedia delle foibe», fatti sui quali neanche gli storici più seri sono ancora riusciti a fare chiarezza? Qua, o ci troviamo di fronte ad un magistrato particolarmente superficiale e per questo, quindi, non affidabile, o, peggio, abbiamo un magistrato che ha già le sue idee preconcette e non è quindi in grado di condurre un’inchiesta imparziale.
Il 17.2.1996 il “Piccolo” pubblica un’intervista (firmata da Pietro Spirito), a Pititto, il quale afferma (dopo tre soli mesi di indagini?!) di avere scoperto i colpevoli e di avere pronte le richieste di rinvio a giudizio. «E questi dovranno pagare» afferma «perche fatti simili non devono e non possono restare impuniti». Sì, però, ci chiediamo noi, quali fatti ? A domanda di Spirito: «Di quali fatti in particolare sono ritenute responsabili le persone che lei ha individuato?» Pititto risponde: «Tutti i fatti che attengono all’accusa di genocidio...» Genocidio? «Le vittime furono migliaia» asserisce poco dopo il magistrato. Quali documenti ha quindi studiato il nostro inquisitore? Non certo i testi che vi abbiamo indicato noi come fonti della nostra ricerca (nessuno storico serio parla di migliaia di infoibati); evidentemente le sue fonti sono altre, come vedremo in seguito seguendo le notizie stampa.
Nel maggio del 1996 il G.I.P. di Roma ha negato l’autorizzazione all’arresto di Ivan Motika e Oskar Piskulic, indicati da Pititto come «mandanti e carnefici degli infoibamenti». Come si vede, dall’ottantina di nomi di “infoibatori” preannunciati in febbraio s’è passati a due nomi soltanto.
Dalla requisitoria di Pititto pubblicata dal “Meridiano” sopra citato, troviamo anche i testimoni e le fonti su cui il magistrato si è basato per la sua inchiesta. A parte padre Rocchi troviamo delle altre nostre vecchie conoscenze: Luigi Papo, ad esempio, che parla di “400 italiani infoibati” (a Pisino, n.d.a.) ed afferma: «So che il responsabile dell’infoibamento di questi quattrocento italiani fu il Matika, per averlo sentito dire da amici e congiunti delle vittime». Oh, bene: una testimonianza “per sentito dire”; di solito non è che la magistratura tenga molto conto di questo tipo di testimonianze, soprattutto in caso di reati tanto gravi come l’uccisione di 400 persone...
[...]
Le altre testimonianze non è che siano molto diverse. Praticamente Pititto sostiene che visto che tutti dicevano che Motika era il capo allora il capo era Motika perche tutti dicevano che lo era. Perfetto. Il cerchio si chiude.
Però, al di là delle voci del villaggio, c’è invece un’altra testimonianza che ci pare inquietante, ovverossia il rapporto dalla DIGOS di Trieste datato 22 febbraio 1993 (cioè diversi anni prima che l’inchiesta approdasse a Roma): «È inconfutabile comunque che della repressione delle forze partigiane titine rimasero vittime anche cittadini italiani di ogni ceto sociale (operai, impiegati, possidenti, commercianti, militari, ecc.), il cui cotnvolgimento politico o di militanza con il passato regime appare per lo meno poco credibile. Le cronache dell’epoca parlano di eccidi di massa, di vittime seviziate o torturate, di donne violentate».
Ora, sarà forse retaggio della nostra formazione culturale marxista, però a noi sembra “poco credibile” non tanto che «possidenti, commercianti e militari» (tralasciando, se vogliamo, impiegati ed operai, per quanto, come abbiamo visto, anche tra questi ne abbiamo trovati molti ben più che coinvolti), siano stati coinvolti con il passato regime quanto che NON lo siano stati. Altrimenti, come i possidenti avrebbero potuto mantenere i loro possedimenti, i commercianti mantenere i loro esercizi, i militari rimanere nei ranghi del passato regime? E poi c’è quella frasetta finale che cita le “cronache dell'epoca”.
Già, ma chi le scrisse, le cronache dell’epoca? Non vennero forse fuori dalla propaganda congiunta servizi segreti nazisti e X Mas, come abbiamo spiegato precedentemente?

[...] Come già abbiamo detto, qua non si tratta tanto di una inchiesta quanto di una campagna stampa. Abbiamo assistito per mesi ad uno strombazzamento sui “crimini dei titini”, sulla “ferocia slava”, sulla “barbarie slavocomunista”, sull’”efferatezza dei partigiani che non è stata certo inferiore a quella dei nazisti”; abbiamo visto che il magistrato romano ha accreditato come prove del «genocidio di migliaia di italiani infoibati solo perche italiani» i testi di Papo e di Pirina. Dopo tutta questa canea, se anche il G.I.P. decidesse di non rinviare a giudizio nessuno, pensate che il “Piccolo” e giornali par suo titolerebbero a tutta pagina “Sgonfiata l’inchiesta sulle foibe. Le prove erano falsi storici inconsistenti”? Ci piacerebbe, ma non ci crediamo.
Scriveva lo scrittore cattolico Robert Merle: «Calunniare, insudiciare, ammazzare, è la tecnica del fascismo». Il processo al quale abbiamo assistito è proprio questo. Si sono calunniati ed insudiciati i componenti delle forze partigiane: s’è ammazzata la verità storica. Non è un caso, a parer nostro, che di tanto in tanto vengano alla luce degli strani personaggi, piccoli editori di provincia che hanno però grossi legami con finanziatori e coperture politiche che cercano di dare loro una parvenza di democrazia mentre le cose che pubblicano sono beceri testi di revisionismo storico. [...]
Abbiamo assistito difatti in questi ultimi mesi a continui interventi di riabilitazione e legittimazione del fascismo e dei combattenti della Repubblica Sociale Italiana, visti come “bravi ragazzi” che comunque hanno combattuto per la Patria. In questo contesto ben si inserisce la propaganda che parla dei «crimini dei partigiani titini», «assassini di italiani solo perche italiani», e che parifica ai crimini (reali) commessi dai nazifascisti i mai provati crimini dei partigiani italiani e jugoslavi. Non è un caso che dopo l’arresto ed il processo ad Erich Priebke le destre italiane abbiano iniziato a pretendere anche arresti e processi contro i presunti “infoibatori”; questo rientra in quel disegno di revisionismo storico tendente, a riabilitare i “vecchi” fascisti e legittimare quelli “nuovi”, quelli che non hanno mai fatto ammenda del loro passato né intendono farla; quelli che non hanno mai condannato l’ideologia razzista, xenofoba, nazionalista, imperialista, corporativista del fascismo; quelli che però si trovano oggi ad un passo dall’area di potere e sono ben intenzionati ad entrarci, ad ogni costo.
In questi mesi si sta discutendo di riformare la Costituzione italiana. Se si lascia passare il discorso di “pacificazione”, di riabilitazione del fascismo, vecchio o nuovo che sia (ed in questo, purtroppo, vediamo che una parte della sinistra italiana, in nome di un malinteso senso di democrazia, sta favorendo i disegni delle destre), la Costituzione italiana verrà riscritta togliendo da essa ogni discriminante antifascista e questo aprirà la strada a nuovi regimi di destra, anche estrema, con i rischi che ben possiamo immaginare.

APPENDICI *



ELENCO DEI DEPORTATI E SCOMPARSI.



1. ABBONDANZA Giusto, G.D.F., dep. 2.5.45, scomparso.
2. ACANFORA Giovanni, G.D.F., dep. 2.5.45, scomparso.
3. ACTIS Felice, G.D.F., dep. 2.5.45, scomparso.
4. ADDIS Ugo Indo, squadrista, dep. a Lubiana, forse fucilato 7.1.46.
5. AFFINI Enrico, militare, morto in ospedale a Skofja Loka.
6. ALERVI Giovanni, P.S., dep. 1.5.45.
7. ANDRIAN Dario, Ispettorato P.S., dep. 2.5.45.
8. ANTONIANI Amedeo, segretario provinciale P.N.F., dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
9. ANTONINI Gino, M.D.T., dep. 3.5.45, morto a Borovnica.
10. ANZELMO Giuseppe, carabiniere, dep. 2.5.45.
11. ARDIZZONE Alberto, ferroviere, dep. da Sesana, disperso a Postumia.
12. AURINO Avelardo, Ispettorato P.S., dep. 2.5.45.
13. AURINO Luigi, sergente C.R.I., dep. 2.5.45.
14. AURINO Vittorio, M.D.T. portuale, dep. 2.5.45.
15. BACCHI Augusto, G.D.F., dep. 2.5.45, morto a Borovnica 26.6.45.
16. BAGORDO Oronzo, sorvegliante M.D.T. ferroviaria, dep. a Lubiana, forse fucilato 23.12.45.
17. BARBERINI Pompeo, G.D.F., dep. 25.45.
18. BAREZZA Salvatore, cuoco all’Ispettorato di P.S., dep. 1.5.45.
19. BARICCHIO Gregorio, esattore, già segretario P.F.R. a Rovigno, dep. 3.5.45.
20. BASTIANINI Armido, Guardia Civica, dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
21. BATTAGLIA Giovanni, G.D.F., dep. 1.5.45.
22. BATTISTA Giovanni, P.S., dep. Lubiana, forse fucilato 23.12.45.
23. BAUCON Giuseppe, domobranec, deportato a Lubiana.
24. BAUS Mario, domobranec, dep. maggio ‘45.
25. BELLAVIA Giovanni, G.D.F., dep. a Lubiana.
26. BENEDETTO Giuseppe, telefonista del Genio, dep. a Lubiana.
27. BENUSSI Vittorio, brigadiere di P.S., dep. 3.5.45.
28. BERTI Luigi, Guardia Civica, fucilato a Sesana 2.5.45.
29. BIAGI Longino, M.D.T., dep. maggio ‘45.
30. BIGAZZI Angelo, capo degli agenti di custodia al Coroneo, infoibato nella Plutone.
31. BILATO Massimo, Ispettorato di P.S., dep. 1.5.45.
32. BILLARDELLO Antonio, G.D.F., dep. 2.5.45.
33. BINETTI Corrado, Ispettorato P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
34. BLASINA Rodolfo, infoibato a Monrupina perché rubava.
35. BLASOVICH Antonio, civile, dep. 7.5.45.
36. BLOTTA Armando, già colonnello del Tribunale militare, dep. Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
37. BOATO Argante, Ispettorato P.S., dep. 4.5.45.
38. BOATO Riccardo, P.S., dep. 4.5.45.
39. BOI Olindo, G.D.F., dep. 1.5.45.
40. BOLDRIN Menotti, sindacalista, P.N.F., dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
41. BONADUCE Antonio, G.D.F., dep. 4.5.45.
42. BONANNO Carmelo, carabiniere, dep. 15.5.45.
43. BONARA Dario, segretario della Banca d’Italia, dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
44. BONETTO Giulio, G.D.F., dep. 2.5.45.
45. BONGIOVANNI Emanuele, G.D.F., dep. 2.5.45.
46. BONIFACIO Giorgio, M.D.T., disperso 25.5.45.
47. BORDON Giovanni, Polizia Economica, dep. 12.5.45.
48. BOTTIGLIERI Domenico, Ispettorato P.S., dep. 1.5.45.
49. BRACCINI Augusto, Ispettorato P.S., dep. 21.5.45.
50. BRANCA Elvio, rappresentante, dep. 5.5.45 a Prestrane o Borovnica.
51. BRUNEO Antonio, Ispettorato P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
52. BRUNI Enrico, Maresciallo Maggiore di fanteria, dep. 1.5.45.
53. BURZACHECHI Giovanni, Ispettorato P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
54. BUSCEMI Cesare, Guardia Civica poi C.V.L., dep. a Lubiana, morto in carcere 16.3.46.
55. BUZZAI Federico, Guardia Civica, dep. 2.5.45, morto in tentativo di fuga 19.6.45.
56. CALLEGARIS Ermanno, S.S., dep. a Lubiana, morto in prigionia.
57. CAMMINITI Santo, Ispettorato P.S., infoibato nella Plutone.
58. CAMPANA Gerardo, G.D.F., morto a Skofja Loka 13.7.45.
59. CAMPUS Costantino, G.D.F., dep. 2.5.45.
60. CANNAVO’ Carmelo, G.D.F., dep. 2.5.45.
61. CANTARONE Luigi, M.D.T. confinaria, dep. 30.5.45.
62. CARAMBELLA Michele, Militare R.S.I., dep. a Borovnica.
63. CARBONINI Antonio, Ispettorato P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
64. CARLINI Mario, X MAS, dep. 14.5.45.
65. CARUSO Francesco, G.D.F., dep. 2.5.45.
66. CARVANA Gaspare, X MAS, dep. 2.5.45.
67. CASADIO Alfredo, Militare, dep. a Lubiana 4.5.45.
68. CASALE Armando, G.D.F., dep. 2.5.45.
69. CASSANEGO Giovanni, industriale, avvocato, P.N.F., dep. Lubiana.
70. CASSIANI Francesco, M.D.T. portuale, dep. 17.5.45.
71. CASSINADRI Vasco, M.D.T. portuale, disperso a Borovnica.
72. CASTAGNA Antonio, Ispettorato P.S., arrestato 31.5.45.
73. CASTIGLIONI Stefano, G.D.F., dep. 2.5.45.
74. CASUCCI Ivo, sorvegliante Fabbrica Macchine, arrestato 3.5.45.
75. CATTAI Mario, P.S., arrestato 31.5.45.
76. CATTANI Roberto, P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
77. CAVALIERI Giorgio, impiegato al silurificio di Pola, arrestato 21.5.45.
78. CECCANTI Anselmo, Maresciallo Marina R.S.I., disperso a Borovnica.
79. CECCHI Gastone, autista, dep. 2.5.45.
80. CECCHI Mario, domobranec, disperso a Sesana
81. CENTOLANZE Pompeo, Brigate Nere, dep. 2.5.45.
82. CERQUENI Alberto, collaborazionista, arrestato 6.5.45 (ma si veda la nota nell’elenco – n° 191).
83. CERULLI Mario, G.D.F., dep.2.5.45.
84. CHEBAT Arrigo, squadrista, infoibato nella Plutone.
85. CHIANURA Ciro, G.D.F., dep. 2.5.45.
86. CHIRONI Antonio, G.D.F., dep. 2.5.45.
87. CIACCHI Giuseppe, M.D.T., arrestato 24.5.45.
88. CIARLANTE Nicola, G.D.F., dep. 2.5.45.
89. CIMA Vittorio, infoibato a Monrupino perche rubava.
90. CIPOLLA Raffaele, G.D.F., dep. 1.5.45.
91. CIPOLLI Aldo, Ispettorato P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 23.12.45.
92. CIPRIANI Otello, Salvatore P.S., arrestato 19.5.45.
93. CITTER Armando, M.D.T., prelevato a Trieste, disperso a Pirano
94. CIVARDI Giuseppe, guardiano alla Gaslini, dep. 11.5.45.
95. CIVRAN Nicolò, operaio dell’Arrigoni, arrestato 4.5.45.
96. COBISI Francesco, G.D.F., dep. 2.5.45.
97. COCCIMIGLIO Salvatore, G.D.F., dep.2.5.45.
98. COGHE Giuseppe, G.D.F., dep. 1.5.45.
99. Cok Dora, collaboraziollista, infoibata a Gropada.
100. COLANGIULO Giovanni, M.D.T. ferroviaria, dep. a Lubiana.
101. COLETTA Francesco, G.D.F., dep. 2.5.45.
102. CONTE Agostino, usciere al Comune di Trieste, dep. 3.5.45.
103. CONTE Mario, P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 30.12.45.
104. CONTENTO Mariano, P.N .F., dep, a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
105 .CONTESSO Vincenzo, impiegato al silurificio di Fiume, dep. a Fiume da Trieste, morto 29.4.47
106. CONTESSO Laura nata Jurinovich, moglie del precedente.
107. CORSALE Salvatore, G.D.F., dep. 2.5.45.
108. CORSI Accorsio, caposquadra M.D.T., arrestato 28.5.45, disperso a Zagabria.
109. COSSU Pasquale, M.D.T., arrestato a Sistiana.
110. COSTA Giovanni, P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
111. COSTANZO Mario, meccanico per i tedeschi, dep. a Borovnica.
112. CRISA Ottocaro, S.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 23.12.45.
113. CRISTOFOLI Giordano, M.D.T., impiegato del Fascio a Lubiana, morto in prigione a Lubiana 12.12.45.
114. CUMO Mario, Guardia Civica, C.V.L., dep. a Lubiana, forse fucilato il 30.12.45.
115. CUNSOLO Angelo, G.D.F., dep. 2.5.45.
116. CUSUMANO Giovanni, P.S., dep. 2.5.45.
117. DALCANTON Mario, G.D.F., dep. 2.5.45.
118. D’AMATO Giuseppe, G.D.F., dep. 2.5.45.
119. D’ARCANGELO Mario, G.D.F., dep. a Borovnica e morto 10.7.45.
120. D’ARGENZIO Angelo, barbiere, dep. a Prestrane.
121. DE DOMENICO Giovanni, M.D.T., dep. 31.5.45.
122. DE FILIPPI Francesco, G.D.F., dep. 1.5.45.
123. DE FRANCESCHI Antonio, Guardia Civica, dep. a Lubiana, forse fucilato 30.12.45.
124. DE FURLANI Licia, maestra di piano, arrestata 2.5.45.
125. DE GIORGIS Renzo, G.D.F., dep. 1.5.45.
126. DE MARCO Ferruccio, Militare, prelevato 15.5.45.
127. DE MISTURA Camillo, farmacista, prelevato 21.5.45.
128. DE NINNO Vincenzo, G.D.F., dep. 2.5.45.
129. DE PONTE Ammirabile, Guardia Civica, arrestato a Trieste e fucilato a Koper-Capodistria.
130. DE SARIO Emanuele, fruttivendolo, arrestato 26.5.45.
131. DE SARTO Giacomo, squadrista, arrestato 17.5.45.
132. DE SIMONE Mario, Ispettorato P.S., dep. 1.5.45.
133. DE VINCENZO Alessandro, militare, deportato a Borovnica.
134. DEANCOVICH Miranda, prelevata con la famiglia, morta a Spalato 7.12.45.
135. DEL PAPA Filippo, agente di custodia, Ispettorato P.S., infoibato nella Plutone.
136. DELLA FAVERA Ferruccio, P.S., arrestato 1.5.45.
137. DELL’ANTONIO Carlo, militare, prelevato 2.5.45.
138. DEPETRIS Zaccaria, civile, prelevato 5.5.45.
139. DESILANI Dante, G.D.F., dep. 2.5.45.
140. D’ESTE Antonio, squadrista, federale a Gorizia, prelevato 19.5.45.
141. DI BELLO Angelo, XMas, arrestato 1.5.45.
142. DI DONATO Casimiro, G.D.F., prel. 1.5.45.
143. DI GENNARO Nicola, G.D.F., dep. 1.5.45.
144. DI GREGORTO Gioacchino, G.D.F., dep. 2.5.45.
145. DI MATTEO Italo, Todt, dep. a S. Vito di Vipacco 1.5.45.
146. DI PUMPO Emilio, Capitano R.S.I., fucilato e infoibato a Sesana 24.5.45.
147. DI ROSA Sebastiano, G.D.F, dep. 2.5.45.
148. DI SERIO Antonio, G.D.F., dep. 1.5.45.
149. DRAGAN Gisella coniugata Cian, infoibata a Padriciano col convivente Savi Marcello.
150. DRAGONETTO Angelo, vicecommissario P.S., dep. 1.5.45.
151. DRUZEICH Vincenzo, M.D.T., fucilato in Jugoslavia nell’ottobre 1945.
152. DUBENKO Sergio, agricoltore o impiegato, prelevato 26.5.45.
153. ELLERO Aldo, militare coi tedeschi, prelevato 17.5.45.
154. ELSI Renato, M.D.T., dep. a Lubiana, forse fucilato 23.12.45.
155. ELSI Vincenzo, Brigate Nere, dep. a Lubiana, forse fucilato 23.12.45.
156. ENSTE Guglielmo, sorvegliante Fabbrica Macchine, arrestato 4.5.45.
157. ERMANI Mario, impiegato comunale, arrestato 3.5.45.
158. ESPOSITO Carmine, Ispettorato P.S., infoibato a Gropada.
159. FABAZ Aurelio, P.S., dep. 1.5.45.
160. FABBRINI Attilio, M.D.T., arrestato 24.5.45.
161. FABIAN Mario, Ispettorato P.S., infoibato Šoht (Basovizza).
162. FADDA Giovanni, G.D.F., dep. 1.5.45.
163. FASULO Salvatore, P.S., arrestato 1.5.45. in via Cologna.
104. FAVALLI Virgilio, G.D.F, dcp. 2.5.45.
165. FEGITZ Umberto, cassiere presso le Assicurazioni Generali, dep. 29.5.45.
166. FENEROLLA Giuseppe, G.D.F., dep. 2.5.45.
167. FERNANDO Franco, G.D.F., dep. maggio ‘45.
168. FERRANTE Concetto Guglielmo, P.S., già XMas, dep. 8.5.45.
169. FIABETTI Stelio, Guardia Civica, dep. a Lubiana, forse fucilato 23.12.45.
170. FIAMENGO Pietro, ferroviere, dep. 27.5.45.
171. FIDANZA Giordano, Ispettorato P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 23.12.45.
172. FINIZIO Giorgio, commercialista, dep. 3.5.45.
173. FINOTTO Bruno, C.V.L., già XMas, dep. 2.5.45.
174. FIORENZA Celestino, G.D.F., dep. 1.5.45.
175. FISCHER Giacomo, impiegato, dep. 2.5.45.
176. FOGLIO Carlo, G.D.F., dep. Borovnica, morto 14.7.45.
177. FORNASIR Luigi, G.D.F., dep. 1.5.45.
178. FORTI Marcello. squadrista, infoibato a Basovizza.
179. FRABONI Emilio, operaio al cantiere S. Rocco, arrestato 20.5.45.
180. FRANCESCHINEL Mario, macellaio, dep. maggio 45.
181. FRATTE Antonio, M.D.T., Camicia nera, dep, 5.5.45.
182. FREGNAN Emilio, Ispettorato P.S., dep. 2.5.45.
183. FURNO Salvatore, insegnante, dep. a Capodistria 25.5.45.
184. GAETANI Angelo, guardiano fabbrica Dreher, dep. 2.5.45.
185. GALLI Vincenzo, G.D.F., dep. 2.5.45.
186. GANDINI Arturo, G.D.F., dep. 2.5.45.
187. GARLISI Angelo, P.S., dep. 17.5.45.
188. GATTA Vittorio, Ispettorato P.S., infoibato a Basovizza.
189. GEI Giovanni, tipografo, squadrista, dep. 13.5.45.
190. GENNARO Francesco, P.S., scomparso 1.5.45.
191. GERACI Giovanni, Ispettorato P.S., dep. a Lubiana forse fucilato 30.12.45.
192. GERINI Mario, insegnante, dep. 15.5.45.
193. GERMANI Alfredo, insegnante, dep. a Lubiana, forse fucilato 23.12.45.
194. GIACCA Giovanni, M.D.T., dep. 2.5.45.
195. GIACCA Matteo, M.D.T., dep. 2.5.45.
196. GIACCA Michele, militare, arrestato 1.5.45. a Sistiana.
197. GIANNINI Enrico, militare, arrestato 23.5.45.
198. GIANOLLA Marcello, meccanico, dep. 2.5.45.
199. GIOENI Giovanni, tramviere, arrestato 4.5.45.
200. GIOMBI Emilio, operaio ACEGAT, arrestato 30.5.45.
201. GIOMO Aldo, meccanico presso la questura, arrestato 15.5.45.
202. GIUFFRIDA Francesco, Ispettorato P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 30.12.45.
203. GIULIANO Isidoro, G.D.F., dep. 2.5.45.
204. GORELLI Benito, P.S., arrestato 1.5.45.
205. GRATTAROLA Teresio, M.D.T., disperso 24.5.45 a Sesana.
206. GRECO Matteo, Ispettorato P.S., infoibato nella Plutone.
207. GREGORI Vincenzo, P.S., arrestato 1.5.45.
208. GRIBALDO Roberto, G.D.F., dep. 2.5.45.
209. GRIECO Pasquale, Ispettorato P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
210. GUGLIELMOTTI Cesare, Ispettore delle ferrovie, dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
211. IAFELICE Giovanni, P.S., dep. 1.5.45 a Postumia.
212. IANNARONE Alfredo, calzolaio, arrestato 10.5.45.
213. IMBESI Giuseppe, G.D.F., dep. 2.5.45.
214. IMPERATO Giuseppe, militare R.S.I., arrestato 2.5.45.
215. IMPERLINI Giovanni, carabiniere, arrestato a Trieste e fucilato a Pisino.
216. INGRAVALLE Mauro, Ispettorato P.S., dep. a Dekani-Villa Decani.
217. ITALIANO Prospero, P.S., catturato 1.5.45.
218. JURMAN Antonio, collaboratore di Radio Litorale, arrestato 26.5.45.
219. KRALJ Rosandra Irena, ausiliaria, infoibata a Temenizza.
220. LA SPADA Tommaso, G.D.F., dep. 2.5.45.
221. LABATE Pasquale, falegname, scomparso da Trieste 4.5.45.
222. LADIANA Francesco, P.N.F., dep. maggio ‘45.
223. LAGHI Pietro, impiegato RAS, deportato a Prestrane.
224. LATINO Carlo, militare, arrestato 11.5.45.
225. LAZZARI Guglielmo, impiegato ACEGAT, dep. 4.5.45.
226. LAZZARINI Sergio, P.S., dep. 2.5.45.
227. LE ROSE Francesco, G.D.F., dep. 2.5.45.
228. LEBAN Vittorio, Ispettorato P.S., dep. 1.5.45.
229. LECCE Mario, G.D.F., dep. 2.5.45.
230. LEO Emilio, P.S., arrestato a Sistiana 10.5.45.
231. LERISCHI Enrico, G.D.F., dep. 2.5.45.
232. LIBANTI Alberto, G.D.F, dep. 2.5.45.
233. LIBERATORE Corradino, M.D.T., catturato maggio ‘45
234. LICCIARDELLI Antonio, G.D.F., dep. 1.5.45.
235. LIEGGI Angelo Paolo, G.D.F., dep. 1.5.45.
236. LIGATO Antonino, G.D.F., dep. 1.5.45.
237. LOMBARDO Gaetano, P.S., dep. 5.5.45.
238. LOMBRONI Remo, maresciallo degli Alpini, P.N.F., dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
239. LONGO Salvatore, militare, dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
240. LUBIANA Bruno, Brigate Nere, guardia del federale Sambo, dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
241. LUCCARDI Giulio, ex podestà di Postumia, dep. maggio ‘45.
242. LUCIANI Bruno, P.S., dep. 21.5.45.
243. LUPI Lea, ausiliaria R.S.I., dep. a Lubiana, morta in carcere nel ‘46.
244. MACKIEWYCZ Danilo, oste, dep. 5.5.45.
245. MALATESTA Angelo, G.D.F., dep. 2.5.45.
246. MANERA Giovanni, G.D.F., dep. 2.5.45.
247. MANOS Francesco, G.D.F., dep.2.5.45.
248. MANZETTI Bruno, P.S., dep. 2.5.45.
249. MANZIN Luciano, infoibato a Monrupino perche rubava.
250. MANZO Giovanni, P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
251. MAREGA Alberto, squadrista, M.D.T., infoibato a Gropada.
252. MARGUTTI Luigi, M.D.T., dep. 1.5.45.
253. MARI Ernesto, P.S., agente di custodia, infoibato nella Plutone.
254. MARINELLI Alfio, G.D.F., dep. 2.5.46.
255. MARINI Guglielmo, XMas, dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
256. MARINO Antonio, G.D.F., dep. 27.5.45.
257. MAROTTA Paolo, G.D.F., dep. 1.5.45.
258. MARSILLI Eridanio, meccanico per la P.S., dep. 16.5.45.
259. MARTIGNON Giuseppe, P.S., dep. 5.5.45.
260. MAUGERI Luigi, P.S., disperso 1.5.45.
261. MAURI Mario, infoibato a Monrupino perche rubava.
262. MAZZONI Guerrino, M.D.T., arrestato 5.5.45.
263. MELOTTI Ivo, contraerea Flak, dep. maggio ‘45.
264. MENEGHELLO Romano, C.V.L., dep. a Lubiana, forse fucilato 30.12.45.
265. MERCIARI Giorgio, C.V.L., dep. a Lubiana, forse fucilato 30.12.45.
266. MERLANI Cesare, G.D.F., dep. 2.5.45, morto a Borovnica luglio ‘45.
267. MESSINA Giuseppe, G.D.F., scomparso maggio ‘45.
268. MICHIELI Ermenegildo, agente di custodia, dep. 14.5.45.
269. MICOLINI Antonio, S.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
270. MIGNACCA Alessio, Ispettorato P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 30.12.45
271. MILANO Gaetano, Ispettorato P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
272. MINAS Giuseppe, P.N.F., dep. a Lubiana, morto 22.9.45.
273. MINEO Giuseppe Bruno, Guardia Civica, fucilato a Sesana maggio ‘45.
274. MINETTI Giuseppe, Ispettorato P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
275. MION Arturo, cassiere alla Banca d’Italia, dep. 4.5.45.
276. MOLEA Domenico, G.D.F., dep. 3.5.45.
277. MONAFO’ Giovanni, G.D.F., dep. 3.5.45.
278. MONFALCON Silvio, Guardia Civica, arrestato 2.5.45.
279. MONFERRINI Bruno, G.D.F., morto a Prestrane in un tentativo di fuga.
280. MONTAGNA Mauro, P.S., arrestato 5.5.45.
281. MONTANARI Stellio, XMas poi Guardia Civica, dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
282. MORANDINI Angelo, P.S., infoibato a Gropada.
283. MORANDlNI Antonio, responsabile del Fascio di Cattinara, infoibato a Gropada.
284. MOSETTI Rodolfo, militare C.R.I., arrestato
285. MOTKA Carlo, P.N.F., dep. a Lubiana, morto 28.8.45.
286. MOTTA Cosimo, P.S., arrestato 2.5.45.
287. MUIESAN Domenico, squadrista, arrestato 11.5.45.
288. MUIESAN Vittorio, Vigile del fuoco, arrestato 9.5.45.
289. MUNGHERLI Giuseppe, maresciallo M.D.T., arrestato 2.5.45.
290. MUNZONE Vincenzo, P.S., arrestato 11.5.45.
291. MURGIA Giovanni, G.D.F., dep. 2.5.45.
292. MUSCOLINO Giovanni, P.S., dep. 1.5.45.
293. NALON Giovanni, Guardia Civica, dep. a Borovnica e morto 1.7.45.
294. NANNUCCI Carlo, civile, arrestato 1.5.45, morto a Borovnica.
295. NARDELLA Giuseppe, Brigate Nere, dep. a Lubiana, forse fucilato 7.1.46.
296. NARDELLI Mario, M.D.T. portuale, catturato e ucciso a Sistiana 12.5.45.
297. NARDINI Mario, M.D.T., arrestato 4.5.45.
298. NAVETTA Antonio, G.D.F., dep. 2.5.45.
299. NELLI Lanciotto, Ispettorato P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 23.12.45.
300. NICOLETTI Alessandro, G.D.F., dep. 2.5.45.
301. NICOLETTI Cesidio, Ispettorato P.S., dep. 2.5.45.
302. NIGRO Alfredo, P.S., arrestato 1.5.45.
303. NOCENTINI Emesto, M.D.T., dep. Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
304. NOLFO Antonio Aldo, P.S., dep. 2.5.45.
305. NOLFO Emesto, impiegato presso la questura, dep. 1.5.45.
306. NOTARI Renato, ispettore doganale, arrestato 2.5.45.
307. NUMIS Filippo, commissario di P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
308. NUSSAK Silvano, Ispettorato P.S., dep. 1.5.45.
309. OBERTI Francesco, fattorino, dep. a Lubiana, morto 30.3.47.
310. OREL Giuseppe, impiegato, dep. 3.5.45.
311. ORENGO Antonio, G.D.F., dep. 2.5.45.
312. ORSINI Vladimiro, maresciallo P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 23.12.45.
313. OTA Valentino, ucciso da partigiani a Borst con PETAROS e RODICA il 28.4.45.
314. OTTOLINI Enrico, XMas, dep. a Lubiana, morto 30.7.45.
315. PALA Giuseppe, G.D.F., dep. 2.5.45.
316. PALLARI Giuseppe, Brigate Nere, dep. 2.5.45.
317. PANGONI Riccardo, cassiere, dep. a Lubiana.
318. PANTALENA Luigi, G.D.F., dep. 2.5.45.
319. PAOLONE Francesco, M.D.T., dep. a Lubiana, forse fucilato 23.12.45.
320. PARACUOLLO Gustavo, P.S., arrestato a Hrpelje-Erpelle 1.5.45.
321. PARISI Giovanni, P.S., dep. 2.5.45.
322. PARISI Giuseppe, M.D.T., arrestato 29.5.45.
323. PASTORE Paolo, Ispettorato P.S., dep. a Prestrane 4.5.45.
324. PASUTTO Giovanni, Ispettorato P.S., arrestato 6.5.45, morto a Lubiana il 30 agosto ‘45.
325. PATTI Egidio, squadrista, direttore colonia di Banne, infoibato a Sesana.
326. PAUSICH Maria, casalinga, dep. 10.5.45.
327. PECENCO Alberto, S.S. o Wehrmacht, arrestato 8.5.45.
328. PELIZON Giuseppe, infermiere, spia, infoibato nella Plutone.
329. PELLEGRINA Giacomo alias Nino D’ARTENA, attore, collaborazionista, infoibato nella Plutone.
330. PERALTA Giovanni, G.D.F., dep. 2.5.45.
331. PERINI Antonio, G.D.F., dep. 2.5.45, morto a Skofja Loka 20.7.45.
332. PERINI Bruno, inserviente all’ospedale psichiatrico, dep. 2.5.45.
333. PETAROS Andreanna, uccisa da partigiani a Borst 28.4.45
334. PETERNELLI Umberto, P.S., dep. 1.5.45.
335. PETRUZZI Giampaolo, Vigile del fuoco, arrestato a Muggia 7.5.45.
336. PEZZOLI Elena, cassiera C.V.L., arrestata 20.5.45.
337. PIANI Mario, Ispettorato P.S., arrestato 1.5.45.
338. PIANIGIANI Guido, P.S., dep. 1.5.45.
339. PIAZZA Calogero, P.S., dep. 3.5.45.
340. PICCININI Pietro, P.S., infoibato nella Plutone.
341. PICCOLI Sergio, interprete al comando tedesco di Monfalcone, arrestato a Trieste 5.5.45.
342. PICOZZA Antonio, Ispettorato P.S., infoibato nella Plutone.
343. PIERAMICO Antonio, G.D.F., dep. 2.5.45.
344. PIGATTI Bruno, G.D.F., dep. 2.5.45.
345. PILLITTERI Salvatore, militare, dep. 1.5.45 a Borovnica.
346. PILOT Marino, ferroviere, dep. 3.5.45.
347. PIN Mario, P.S., dep. 1.5.45.
348. PIRNETTI Steno, Guardia civica, dep. 2.5.45.
349. PISCIOTTA Salvatore, P.S., dep. 1.5.45.
350. PISETTA Luigi, Ispettorato P.S., dep. 5.5.45.
351. PITACCO Dario, Guardia Civica, arrestato 2.5.45 nel Municipio di Trieste.
352. PIUCCA Eugenio, G.D.F., dep. 2.5.45.
353. PIUZZA Giuseppe, G.D.F., dep. 2.5.45.
354. PIZZUTI Emilio Ennio, P.S., dep. 5.5.45.
355. PIZZUTTO Vincenzo, maresciallo di P.S., dep. 9.5.45.
356. POGGIOLI Gualtiero G.D.F. dep. 1.5.45.
357. POLI Giusto, vicecaposquadra M.D.T., dep. a Lubiana, forse fucilato il 6 gennaio ‘46.
358. POLIDORO Edmondo, Ispettorato P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato il 6 gennaio ‘46.
359. POLINI Arturo, civile, dep. 4.5.45.
360. POLITO Francesco o Filippo, P.S., dep. 2.5.45.
361. POLLI Carlo, impiegato o agente, infoibato nella Plutone.
362. POMARA Filippo, P.S., dep. 2.5.45.
363. PONZO Mario, C.V.L., già colonnello del Genio militare, dep. 2.5.45.
364. PORCEDDA Alessio, G.D.F., dep. 2.5.45.
365. PORCU Giuseppe, M.D.T., dep. a Lubiana, forse fucilato 23.12.45.
366. POROPAT Antonio, Marina Militare, catturato 1.5.45.
367. POROPAT Giuseppe, torturatore, infoibato nella Plutone.
368. PORRO Alfonso, brigadiere M.D.T., arrestato 1.5.45.
369. POZNIK Rosalia, forse S.S., dep. a Lubiana.
370. POZZO Antonio, G.D.F., dep. 2.5.45.
371. PRESTI Rosario, G.D.F., dep. 1.5.45, morto a Skofja Loka.
372. PROIETTI Orlando, M.D.T., dep. 4.5.45.
373. PUNIS Ettore, M.D.T., dep. 6.5.45.
374. PUNIS Francesco, Marina Militare, dep. 2.5.45.
375. RADETTI Arturo, P.S., alTestato a Hrpelje-Erpelle 3.5.45.
376. RADOVCICH Anna, civile, arrestata maggio 1945.
377. RAELLI Pietro, Ispettorato P.S., morto a Lubiana.
378. RAINERI Bruno, Guardia Civica, dep. a Lubiana, forse fucilato 23.12.45.
379. RANIERI Giorgio, Guardia Civica, arrestato nel municipio di Trieste il 2 maggio ‘45.
380. RANIERI Salvatore, P.S., dep. maggio ‘45.
381. RANIOLO Gaetano, G.D.F., dep.2.5.45.
382. RAPISARDA Salvatore, P.S., arrestato 2.5.45.
383. RATHOFER Giovanni, civile, dep. 9.5.45, morto a Fiume.
384. RAVELLI Claudio, P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 23.12.45.
385. REBULLA Edoardo Luigi, Guardia Civica, arrestato nel municipio di Trieste 2.5.45.
386. REPEK Milan, militare R.S.I., arrestato 7.6.45.
387. RESSIG Antonio, commerciante o militare, dep. a Maribor ove deceduto.
388. RESTUCCIA Silvestro, Marina Militare, arrestato a Sistiana 10.5.45.
389. RICCA Aldo, M.D.T., dep. 10.5.45.
390. RIGATTI Giuseppe, tramviere, dep. 3.5.45.
391. RINAUDO Salvatore, P.S., dep. 2.5.45.
392. RIZZI Ernesto, falegname, dep. 31.5.45.
393. RIZZI Pietro Antonio, maresciallo di P.S., dep. 1.5.45.
394. ROBBA Luigi, civile, arrestato 6.5.45.
395. RODICA Giuseppina, uccisa da partigiani a Borst 28.4.45.
396. RONDI Giuseppe, vigile urbano, arrestato 10.5.45.
397. ROSSETTI Angelo, P.S. o S.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
398. ROSSI Dario, ingegnere, dep. 10.5.45.
399. ROSSI Riccardo, capitano d’artiglieria, arrestato maggio ‘45.
400. ROSSITTI Guerrino, operaio ACEGAT, dep. 2.5.45.
401. RUBINO Italo, Ispettorato P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
402. RUFINI Giuseppe, P.S., dep. 4.5.45.
403. RUGGI Ciro, Commissario P.S., dep. a Lubiana, morto 3.6.46.
404. RUNCE Giuseppe, P.S., arrestato 1.5.45.
405. RUSSO Vincenzo, maresciallo P.S., dep. 1.5.45.
406. RUTIGLIANO Tommaso, vicecommissario P.S., dep. 1.5.45.
407. SABBATINI Bruno, Ispettorato P.S., arrestato 6.5.45, fucilato ad Ospo.
408. SACCONE Pancrazio, G.D.F., dep. 2.5.45.
409. SALVI Bruno, esattore delle imposte, arrestato 10.5.45, disperso Ajdovscina.
410. SALVI Ettore, agente daziario, dep. 4.5.45.
411. SALVI Stanislao, civile, arrestato maggio ‘45, morto a Fiume.
412. SALVO Giovanni, contraerea M.D.T., dep. 5.5.45.
413. SAN GIORGI Leopoldo, Ispettorato P.S., arrestato 2.5.45.
414. SANTINI Bruno, P.S., catturato 1.5.45.
415. SANTINI Mario, P.S., dep. 1.5.45, disperso a Hrpelje-Erpelle 7.5.45.
416. SARACENI Tommaso Giovanni, G.D.F., fucilato a Roditi 2.5.45.
417. SARDO Salvatore, G.D.F., dep. 1.5.45.
418. SAU Antonio Mario, P.S., dep. 1.5.45, disperso a Hrpelje-Erpelle 7.5.45.
419. SAULLE Virgilio, G.D.F., dep. 2.5.45.
420. SAVI Marcello, negoziante, ma anche addetto trasporto prigionieri politici, infoibato a Padrice-Padriciano.
421. SCAGLIONE Giuseppe, G.D.F., dep. 2.5.45.
422. SCHIAVON Bruno, Brigate Nere, dep. a Lubiana, forse fucilato 23.12.45.
423. SCHIENA Pietro, militare R.S.I., arrestato a Barcola 12.5.45.
424. SCIALPI Gregorio, G.D.F., dep. 2.5.45.
425. SCIMONE Francesco, P.S., dep. 1.5.45.
426. SCIONTI Giuseppe, P.S., dep. 1.5.45.
427. SCISCIOLI Gaspero, Ispettorato P.S., infoibato nella Plutone.
428. SCUKA Antonio, già imputato con Cermelj ed altri, deportato a Prestrane.
429. SELVAGGI Raimondo, P.S., infoibato nella Plutone.
430. SEMERARO Andrea, fuochista, arrestato 15.5.45.
431. SEPPINI Antonio, squadrista, dep. 1.5.45, disperso a Lubiana.
432. SERGI Saverio, P.S., dep. 1.5.45.
433. SERRA Andrea, G.D.F., dep. 2.5.45.
434. SERRENTINO Vincenzo, ex prefetto di Zara, catturato 8.5.45, fucilato a Sebenico.
435. SERSINI Tullio, Brigate Mussolini, catturato a Trieste, morto 4.10.45 in ospedale in Croazia.
436. SFREGOLA Cosimo Damiano, Ispettorato P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
437. SICUSO Biagio, P.S., dep. 5.5.45.
438. SIDDU Giuseppe, G.D.F., dep. 5.5.45.
439. SIGNORETTO Giuseppe, orologiaio, dep. 3.5.45.
440. SILLI Bruno, P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 30.12.45.
441. SORRENTINO Antonio, G.D.F., dep. maggio ‘45, morto a Borovnica.
442. SPADINO PIPPA Michele, G.D.F., dep. 2.5.45.
443. SPINELLA Giovanni, Ispettorato P.S., infoibato nella Plutone.
444. SPINELLI Domenico, G.D.F., dep. 2.5.45.
445. SPOSTA Mario, P.S., arrestato maggio ‘45, dep. a Maribor ove morto il 28 maggio ‘47.
446. STANCAMPIANO Giuseppe, C.V.L., dep. a Lubiana forse fucilato il 23 dicembre ‘45.
447. STASSI Gaspare, G.D.F., dep. 2.5.45.
448. STEFANIN Giuseppe, Guardia Civica, dep. a Lubiana, forse fucilato il 30 dicembre ‘45.
449. STIC Ottone, aviere, dep. 2.5.45.
450. STIRBOCK Luigi, operaio ILVA, dep, 19.5.45.
451. STOLFA Ezechiele, cameriere, dep. 2.5.45.
452. STOLFA Renato, bracciante, disperso maggio ‘45.
453. STOPPA Mario Giorgio, P.S., infoibato nella Plutone.
454. SUCCI Milano, G.D.F., dep. a Borovnica, morto 23.7.45.
455. SUPPANI Mario, Ispettorato di P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato il 23 dicembre ‘45.
456. TALE’ Pasquale, militare R.S.I., dep. 1.5.45.
457. TARNOLD Celestino, P.S., dep. 2.5.45.
458. TASSAN GURLE Luigi, cassiere ILVA, dep 4.5.45.
459. TAVOLATO Pietro, P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
460. TERRANINO Pietro, P.S., dep. 3.5.45.
461. TESTI Aldo, G.D.F., dep. 2.5.45.
462. TESTORE Ettore, collaborazionista, spia S.S., dep. a Lubiana, forse fucilato il 6 gennaio ‘46.
463. TILOCA Luigi, G.D.F., dep, 2.5.45, morto a Skofja Loka agosto ‘45.
464. TINTA Tullio Astro, militare, dep. 5.5.45.
465. TOFFETTI Domenico, interprete, infoibato nella Plutone.
466. TOLARDO Francesco, G.D.F., dep. 1.5.45.
467. TOMICICH Giorgio, Ispettorato P.S., dep. 1.5.45.
468. TOMMASI Donato, G.D.F., dep. a Lubiana, morto 10.6.45 durante sminamento
469. TONON Pietro, squadrista, dep. 6.5.45.
470. TORBELLI Emilio, P.S., ucciso da partigiani presso Duino 4.5.45.
471. TORCHIO Nicola, carabiniere, dep. maggio ‘45.
472. TORRE Giulio, M.D.T., dep. maggio ‘45.
473. TOSCANO Bruno, tecnico ACEGAT, dep. 5.5.45.
474. TOSETTO Alberto, G.D.F., dep. 2.5.45.
475. TRADA Alfredo, Brigate Nere, infoibato nella Plutone.
476. TRAMONTANO Giovanni, P.S., dep. 5.5.45.
477. TREVISANUTTO Guerrino, P.S., dep. 5.5.45.
478. TRICARICO Luigi C.V.L. dep. a Lubiana, forse fucilato 30.12.45.
479. TROSSARELLO Giobatta, M.D.T., dep. 7.5.45.
480. TRODEN Giovanni, militare, dep. 4.5.45.
481. TORCI Umberto, Polizia economica, dep. 1.5.45.
482. ULLRICH Alfredo, S.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 23.12.45.
4S3. UROGALLO Marco, G.D.F., dep. 2.5.45.
484. URSINI Rodolfo, militare, dep. 7.5.45.
485. VACCA Giacomo, G.D.F., dep. 2.5.45.
486. VACCARO Vito, daziere, dep. 4.5.45.
487. VALCINI Eugenio, S.S., arrestato 30.4.45 a Sistiana.
488. VALENTINO Antonio, sindacalista del Fascio, responsabile sezione censura di guerra a Fiume, arrestato 22.5.45, forse fucilato a Koper.
489. VALSANIA Vittorio, G.D.F., dep. 2.5.45.
490. VALTRIANI Vezio, linotipista, dep. a Lubiana, forse fucilato 30.12.45.
491. VANELLA Ignazio, P.S., dep. 2.5.45.
492. VARDANEGA Angelo, militare R.S.I., dep. 11.5.45.
493. VARICCHIO Mario, P.S., dep. 1.5.45.
494. VATTA Nicolò, M.D.T., arrestato 22.5.45.
495. VECCHIET Enzo, Guardia Civica, dep. a Lubiana, forse fucilato 30.12.45.
496. VENDOLA Rosa, maestra, dispersa maggio ‘45.
497. VENTRELLA Michele, capo operaio al cantiere S. Rocco, dep. 6.5.45.
498. VERANI Pietro, civile, disperso 1.5.45.
499. VERONESE Paolo, P.N.F., dep. Lubiana, forse fucilato 6.1.46.
500. VESCERA Vincenzo, P.S., dep. 2.5.45.
501. VICINI Emilio, M.D.T., disperso maggio ‘45.
502. VIRGADAMO Francesco, P.S., dep. 1.5.45.
503. VISCONTI Romolo, M.D.T., dep. 5.5.45.
504. WINDISCHGRÄTZ Amedeo, possidente, dep. a Lubiana 13.5.45.
505. ZACCARIA Francesco, impiegato, dep. 26.5.45.
506. ZACCARIA Nicolò, carpentiere, dep. 26.5.45.
507. ZACCHIGNA Mario, G.D.F.. dep. 1.5.45.
508. ZAMPOLINI Giuseppe, G.D.F., dep. 2.5.45, disperso a Borovnica.
509. ZANOTTI Fortunato, insegnante, dep. 1.5.45.
510. ZAPPONE Antonio, G.D.F., dep. 2.5.45.
511. ZARDONI Aldo, P.S., dep. 1.5.45.
512. ZAROTTI Adriano, Ispettorato P.S., infoibato a Gropada.
513. ZERIAL Luigi, agricoltore, infoibato a Gropada
514. ZERIALI Giorgio, bracciante, arrestato 28.4.45 a Dolina S. Dorligo.
515. ZIAN Gustavo Ispettorato, P.S., dep. a Lubiana, forse fucilato 23.12.45.
516. ZITO Carmine, bancario, dep. 4.5.45.
517. ZOCCALI Angelo, arrestato, 31.5.45.


LA STORIA DEL BUNKER DI LONGERA VISTA DA UNA DIRETTA TESTIMONE ED ATTRAVERSO I RAPPORTI DI POLIZIA



Testimonianza di Milka Cok (Ljuba) di Longera.

«Il primo bunker venne costruito nell’estate del ‘44 sotto casa nostra, che si trovava proprio dietro quello che adesso è l’asilo di Longera, una vecchia osteria dove allora si erano insediati i tedeschi. La gente entrava davanti ed usciva dietro, sulla campagna, era in una posizione ideale per quel tipo di movimenti. Poi ci accorgemmo di essere spiati, ed un altro bunker venne costruito più su, dove ora c’è il monumento. Consisteva in una piccolissima stanza, dove potevano stare da 4 a 6 persone, ed un piccolissimo cunicolo che portava sul monte. Il bunker serviva come base per partigiani che stavano lì nascosti di giorno e che uscivano la notte per compiere le loro missioni.
Allora avevo sedici anni, facevo parte dello S.K.O.J. ; noi ragazzi avevamo ognuno una zona della città dove andavamo di notte a scrivere con vernice e pennello; la mattina, invece di andare a scuola, nascondevamo tra i libri, nelle borse, i volantini che venivano da Gropada e li portavamo in città. Poi accompagnavamo in Carso i giovani che volevano unirsi ai partigiani: davamo loro degli attrezzi agricoli e li portavamo attraverso Monte Spaccato, dove lavoravano quelli della Todt [il servizio obbligatorio istituito dai nazisti, n.d.a.] a fare fortificazioni, dicendo a questi che i ragazzi andavano a lavorare in campagna. Passavamo oltre, dopo un poco abbandonavamo gli arnesi ed i giovani andavano fino a Gropada, da dove poi si sarebbero uniti ai partigiani.

Il giorno del rastrellamento e del massacro (21.3.1945, n.d.a.) venne su a Longera la “banda Collotti” con Collotti in persona. La gente sospetta e schedata venne prelevata e condotta al centro del dopolavoro che si trovava in fondo al paese. C’ero anch’io con la mia famiglia, avevo due fratelli partigiani, eravamo “sospetti”. Verso le 11 sentimmo i primi spari, mitraglie, bombe a mano. Capii subito che si trattava del bunker: qualcuno aveva fatto la spia. Mi disse poi proprio uno della “banda Collotti” che c’era in paese uno spione che andava di notte ad origliare sotto le finestre dei compaesani.
Quelli della “banda Collotti” portarono tre compagni incatenati, tra cui anche il padre di Danilo, che aveva il figlio nel bunker. Volevano che lo aprisse, ma lui si rifiutò e lo uccisero. Danilo mi raccontò poi che loro, nel bunker, avevano deciso, se fossero stati attaccati, di attaccare a loro volta e di non lasciarsi prendere vivi dai fascisti. Durante l’attacco al bunker morirono Pavel, che era il comandante, Stojan e Radivoj . Gli altri tre si salvarono nascondendosi dietro la nostra casa e si rifugiarono a Gropada.
Al dopolavoro chiamarono fuori la mia famiglia e ci portarono tutti fino al bunker, dov’erano stati messi in fila i quattro morti, anche il papà di Danilo. Volevano che dicessi i nomi dei morti, ma mi rifiutai, allora mi fecero andare tra i corpi e mi minacciarono di uccidermi. Credetti davvero che sarei morta, ma spararono solo una raffica che non mi colpì e svenni. Mi riportarono poi a casa e di nuovo al bunker e poi ancora di nuovo al dopolavoro. Lì vidi anche i loro feriti (della P.S., n.d.a.), che vennero portati via subito.

Al pomeriggio mi chiamò Collotti in persona; io non volevo andare perché avevo visto Slavko (uno dei costruttori del bunker) che era stato torturato ed era ancora fuori di sé, diceva che non aveva potuto sopportare le torture, era irriconoscibile.
Collotti mi disse che sapeva tutto di me, di quello che avevo fatto, del cibo che portavo nel bunker, di ciò che facevo a Borst e a Gropada. Io negai di essere la figlia di Rodolfo Cok, lui fece per picchiarmi ma si fece male da solo... allora mi fecero ruzzolare giù per un piano di scale. La sera poi ci portarono in via Cologna.
Fu proprio il giorno delle Palme che mi portarono nella stanza della tortura: mi legarono ad una sedia, mi torturarono con l’elettricità, mi bruciarono con le sigarette, mi picchiarono, mi tirarono su con una corda legata alle spalle torcendomi le braccia... una ragazza ebbe le braccia spezzate, un compagno morì poco dopo. Nonostante tutto non parlai e dopo dieci giorni ci portarono al Coroneo dove ci passarono alle S.S.; là vennero anche mia madre ed altri di Longera. Sentivamo di notte i camion che venivano a prendere la gente per portarla in Risiera, ma anche al Coroneo riuscivano a girare i fogli partigiani e questo ci dava coraggio.
Erano gli ultimi giorni di guerra e ci dissero che ci avrebbero portato in Germania. Ci condussero a piedi fino a Roiano: lì gli uomini vennero caricati su un camion mentre noi aspettammo tutto il giorno che venissero altri camion per portarci via, ma non venne nessuno, perche a nord le strade erano già bloccate. Così ci riportarono al Coroneo e dopo ci rimandarono a casa.

A Longera la nostra casa era distrutta: una notte che pioveva e non potevamo dormire ci eravamo messi di guardia contro i tedeschi: ma ad un certo punto vedemmo arrivare i partigiani, da tutte le parti venivano fuori i partigiani e questa è stata una gioia così grande che non la posso descrivere».

Dopo questo racconto fattoci da chi ha vissuto come vittima il rastrellamento della “banda Collotti”, ecco come l’Ispettore Generale di Polizia Gueli descrive burocraticamente la vicenda nel rapporto inviato alle autorità:

Dal fascicolo processuale Gueli e soci.

«Ministero dell’Interno. Ispettorato Speciale di P.S. per la Venezia Giulia.
Trieste, 22 marzo 1945.
Repressione del movimento terroristico slavo-comunista
Azione contro l’O.F. e il V.D.V.
Ieri mattina all’alba, continuando l’azione intrapresa il 13 marzo di cui alla (omissis), la squadra speciale politica di questo organismo, agli ordini del V. Commissario dott. Collotti, iniziava una operazione di rastrellamento in località strada per Longera, segnalata quale covo di altra pericolosissima banda del V.D.V. (polizia partigiana). Accerchiata la località, veniva iniziato il rastrellamento, nel corso del quale veniva individuato un bunker ove si rinvenivano solamente parti di armi, effetti di vestiario, documenti di corrispondenza varia della V.D.V. in parte bruciata.
Poi venne individuato un secondo bunker sul cui ingresso si accendeva un violento conflitto fra gli agenti e i banditi asserragliati all'interno. Pertot Andrea (1901 di Longera) padre del bandito Danilo Pertot, che aveva guidato gli agenti alla scoperta del bunker restava ucciso sul colpo da una raffica di mitra dei banditi.
Il collaboratore di questo organismo Soranzio Ferruccio, classe
1927 da Ronchi dei Legionari, veniva ferito da due colpi di proiettile all’emitorace sinistro e l'agente di polizia Sica Giuseppe dallo scoppio di bombe a mano lanciate dall’interno del bunker.
I banditi cercarono col fuoco di rompere l’accerchiamento degli agenti che uccidevano tre banditi mentre altri due riuscivano a sottrarsi alla cattura dandosi alla fuga.
Sono ancora in corso le indagini per la completa identificazione dei tre banditi uccisi, ma si è già accertato trattarsi del noto e pericoloso bandito Paulo comandante del 1° gruppo V.D.V. responsabile di numerosi efferati delitti tra cui l’uccisione dell'agente di polizia Pastorin Bruno della locale Questura, l’attentato terroristico della funivia Trieste-Villa Opicina, del pericoloso bandito Stojan comandante il 2° gruppo V.D.V. e di Mikulic Dušan alias Boris, comandante del V.D.V. della città.
Nel bunker è stato sequestrato abbondantissimo materiale di ogni specie.
Reputo, da ultimo, doveroso segnalare all’Ecc. Vostra il comportamento coraggioso e risoluto del V. commissario dott. Collotti e di tutti gli uomini alle sue dipendenze in particolare modo l’agente Sica e del collaboratore Soranzio Ferruccio, i quali benché feriti rifiutavano ogni soccorso per non distrarre i propri camerati dalla lotta.
Per ognuno di essi mi riservo di riferire con separato rapporto proponendo per una giusta ricompensa i più meritevoli
».

[...]



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* Come già specificato, quanto qui è omesso è leggibile nella versione integrale scaricabile.