Questa panoramica sullo sviluppo delle rivendicazioni operaie è sintetica e molto parziale: innumerevoli sono state le esperienze di lotta, in tempi e in modalità diverse, e qui ne ricorderemo solo alcune, a partire dai movimenti in vario modo legati alle nuove prospettive aperte dal Manifesto di Marx - Engels.
Le prime grandi lotte non poterono che svolgersi nei principali centri industriali del Regno Unito e degli Stati Uniti, anche se la Comune di Parigi era stato un momento fondamentale, come pure, ovviamente, la rivoluzione russa, che, nel 1905, iniziò proprio con una serie di scioperi di carattere rivendicativo. Qui ci riferiamo ad un numero limitato di situazioni, ma i territori in cui si realizzarono significative esperienze di lotta furono assai più ampi, dalla Cina all'Australia, dal Sud America all'India.
Fu il Fronte popolare francese che, vinte le elezioni del 1936, promulgò alcune leggi che regolamentarono in modo innovativo le condizioni di lavoro in fabbrica, dal diritto alla rappresentanza sindacale alle ferie (parzialmente) pagate, dai salari al lavoro femminile e dei minori, e soprattutto introducendo orari più umani.
Le 8 ore, appunto, furono al centro delle mobilitazioni che per decenni si susseguirono, e che, pur tra mille difficoltà, divennero il fulcro dell'unità delle classi lavoratrici, nelle officine, nelle miniere, nelle campagne, nei trasporti.
In molte occasioni le lotte sindacali
si intrecciarono con quelle di carattere strettamente politico e per i diritti civili, in particolare il movimento per il voto alle donne.
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