inizio rosso e giallo


Emma Orczy


La cercan qui, la cercan là,
dove si trovi nessun lo sa.
Che catturar mai non si possa
quella dannata Primula Rossa?


Forse più d'uno ricorderà questo ritornello che accompagnava le avventure della Primula Rossa (le Mouron Rouge in francese, the Scarlet Pimpernel in inglese), l'inafferabile eroe inglese che nella Francia giacobina strappava alla ghigliottina i poveri aristocratici francesi che non avevano fatto nulla di male.
Un po' reazionario l'impianto, vero?, ma i romanzi scritti ai primi del '900 dalla baronessa Emma Magdalena Rosalia Maria Josefa Barbara Orczy, Emmuska per gli intimi, inglese di origine ungherese (1865 - 1947), conservano un loro fascino, e, anche se si sono persi di vista i tratti specifici del personaggio, "Primula Rossa" è diventato un logo dal significato ben preciso.
Un po' come quando parlando di agenti segreti si usa tout court "007".
Già, e in qualche modo va riconosciuto alla baronessa il ruolo di ispiratrice delle spy stories moderne, oltre che di varie trovate narrative: Superman si nasconde dietro i timidi occhiali di Clark Kent esattamente come la Primula Rossa si celava nei vestiti profumati dello smidollato sir Percy Blakeney.
Ma Emma Orczy (reazionaria, sì, ma british, tanto che dopo aver passato molte estati nella sua villa ligure, a Lerici, l'abbandonò negli anni '30 disgustata dal regime fascista) ha dato un contributo anche alla narrativa poliziesca in senso stretto: romanzi caduti nell'oblio, ma con alcune figure interessanti: Molly Robertson Kirk, una delle prime donne con un ruolo di primo piano a Scotand Yard, e soprattutto il Vecchio dell'angolo, un anziano signore che passa le sue giornate al pub e risolve i casi che gli sottopone un amico giornalista semplicemente esaminando i fatti seduto al proprio tavolo, senza cioè interrogare nessuno nè tantomeno esaminare la scena del crimine. Una sorta di discepolo delle teorie analitiche di Dupin e di S.H., e un precursore dei vari Poirot e Vance (che però il luogo del delitto lo osservavano eccome) e in particolare di Nero Wolfe, che, appunto, non si muoveva mai dal suo studio, e di don Isidro Parodi, rinchiuso in cella.
Purtroppo i libri della Orczy sono da tempo esauriti, ma nella mai troppo lodata collana La memoria Sellerio ha ripubblicato Il vecchio nell'angolo.