Noam Chomsky


[le posizioni espresse da Chomsky sul marxismo e su Lenin non sono condivisibili, ma testimoniano comunque la serietà e il non conformismo di uno degli intellettuali più importanti del '900]


Qui varie indicazioni bibliografiche

Anarchismo

Fui attratto dall’anarchismo da giovane teenager e da allora non ho avuto molte ragioni per rivedere quelle prime attitudini. Trovo sensato scoprire e identificare le strutture di autorità, gerarchia e dominazione in ogni aspetto della vita, e sfidarle; a meno che non possa essere data una giustificazione, esse sono strutture illegittime, e dovrebbero essere demolite, per incrementare la libertà umana. Queste strutture includono il potere politico, la proprietà, l’amministrazione, le relazioni tra uomini e donne, tra genitori e figli, il nostro controllo sul destino delle generazioni future e molto altro ancora. Naturalmente queste rimandano alle enormi istituzioni di coercizione e controllo: lo stato, le irresponsabili tirannie private che controllano la maggior parte dell’economia domestica e internazionale, e così via. Ma non solo questo. Ciò che io ho sempre compreso come l’essenza dell’anarchismo è la convinzione che l’onere della prova deve essere a carico dell’autorità, e che essa dovrebbe essere demolita se quell’onere non può essere affrontato.

La cultura intellettuale generale associa anarchismo con caos, violenza, bombe, disgregazione, e così via. Così la gente è spesso sorpresa quando io parlo positivamente dell’anarchismo e identifico me stesso nelle sue tradizioni portanti. Ma la mia impressione è che anche fra il pubblico generale le idee base diventino ragionevoli, quando le nuvole si allontanano. Naturalmente, quando poi parliamo di materie specifiche (tipo la natura delle famiglie, o nel modo in cui un’economia funzionerebbe in una società più libera e giusta) sorgono le domande e le controversie. Ma è così che deve essere. La fisica non può realmente spiegare come l’acqua scorra dal rubinetto al lavandino. Quando noi ci giriamo verso più complesse e vaste questioni che riguardano il significato dell’umano, la comprensione è molto fievole, e c’è sempre abbondanza di spazio sia per il disaccordo e la sperimentazione, sia per l’esplorazione reale e intellettuale di possibilità che ci aiutino a capire di più.

Un elemento importante è ciò che viene tradizionalmente chiamato “socialismo libertario”. Ho provato a definire ciò che io intendo con questo termine, sottolineando che esso è molto originale. Io ho preso le idee dagli individui trascinanti del movimento anarchico, che si definiscono socialisti, e che condannano duramente la “nuova classe” di intellettuali radicali che cercano di raggiungere il potere dello stato nel corso della lotta popolare, e diventare così la viziosa “burocrazia rossa” della quale Bakunin ci avvertì. Anche questo è spesso chiamato socialismo, ma io concordo piuttosto con le percezioni di Rudolf Rucker che le tendenze (centrali) nell’anarchismo si ricavano dal meglio dell’Illuminismo e dal pensiero liberale classico. Infatti, ho provato a dimostrare che le dottrine libertarie, che sono particolarmente alla moda negli Stati Uniti e in UK, contrastano distintamente con la dottrina e la pratica marxista-leninista e altre ideologie contemporanee, che mi sembra si riducano tutte ad una difesa dell’una o dell’altra forma di autorità illegittima, abbastanza spesso la reale tirannia.

Se l’anarchismo potrebbe portare alla dittatura? Prima di tutto distinguiamo anarchismo da anarchia; io non sono a favore di quelli che vogliono fare tutto quello che sentono di fare. L’anarchismo, come io lo concepisco, è un sistema altamente democratico, è un sistema ed è organizzato e strutturato dal basso verso l’alto. Esso è organizzato attraverso l’associazione volontaria, l’accordo, la federazione - dovrebbe essere un sistema altamente strutturato. Ma deve sorgere dal coinvolgimento popolare. Dovrebbe essere un sistema in cui la gente è veramente responsabile.

Democrazia

La critica della democrazia fra gli anarchici è stata spesso una critica della democrazia parlamentare, come essa è sorta all’interno di società con caratteristiche profondamente repressive. Prendi gli Stati Uniti: la democrazia americana fu fondata sul principio, sottolineato da James Madison nella Constitutional Convention nel 1787, che la prima funzione del governo è difendere la minoranza degli opulenti dalla maggioranza. Egli avvertì che in Inghilterra, in cui c’era l’unico modello quasi democratico di governo a quei tempi, se alla popolazione veniva permessa una opinione negli affari pubblici, il governo avrebbe dovuto implementare la riforma agraria o altre atrocità; e che il sistema americano doveva essere attentamente astuto ad evitare tali crimini contro il diritto di proprietà, che deve essere difeso (infatti deve prevalere). La democrazia parlamentare all’interno di questa infrastruttura merita una chiara critica da parte dei genuini libertari, tralasciando molte altre ingegnose caratteristiche di questo tipo di democrazia - la schiavitù, per menzionarne una, o la schiavitù del lavoro salariato, che fu amaramente condannata dai lavoratori che nemmeno sentirono parlare di anarchismo o comunismo fino al 19° secolo, ed anche più in là.



Marxismo

Se si intende la sinistra come includente il bolscevismo, allora io vorrei nettamente dissociarmi dalla sinistra. Secondo la mia opinione, Lenin è stato uno dei più grandi nemici del socialismo, per le ragioni che ho discusso.

Gli avvertimenti di Bakunin riguardo la rossa democrazia che avrebbe istituto il peggiore di tutti i governi dispotici furono detti molto prima di Lenin e furono diretti contro i seguaci di Mr. Marx. C’erano, tuttavia, seguaci di molti differenti tipi; Pannekoek, Luxemburg, Mattick e altri erano davvero lontani da Lenin, e le loro vedute convergevano spesso con elementi di anarco-sindacalismo. Infatti Korsch ed altri scrissero con simpatia della rivoluzione anarchica in Spagna. Ci sono continuità da Marx a Lenin, ma ci sono anche continuità con i marxisti che criticarono aspramente Lenin e il bolscevismo. Il lavoro di Teodor Shanin, negli anni passati, sulle ultime attitudini di Marx riguardo la rivoluzione dei contadini, è molto rilevante. Sono lontano dall’essere uno scolaro di Marx, e preferirei non avventurarmi su nessun giudizio serio sulle continuità che riflettono il “Marx reale”. La mia impressione, per ciò che conta, è che il primo Marx era davvero una figura del tardo Illuminismo, e che l’ultimo Marx era davvero un attivista altamente autoritario, ed un analista critico del capitalismo, che aveva poco da dire sulle alternative socialiste. Ma queste sono solo mie impressioni.

Il futuro

La mia risposta alla fine della tirannia sovietica fu simile alla mia reazione alla disfatta di Hitler e Mussolini. In tutti i casi è una vittoria per lo spirito umano. Dovrebbe essere particolarmente benvenuta ai socialisti, visto che un grande nemico del socialismo è finalmente collassato. Anch’io sono rimasto incuriosito nel vedere come la gente - compresa gente che si considerava anti-stalinista e anti-leninista - rimase demoralizzata per il collasso della tirannia. Ciò rivela che essi erano profondamente legati al leninismo più di quanto credevano.

Capitalismo

Ciò che è chiamato capitalismo è basilarmente un sistema di mercantilismo corporativo, con grandi e incalcolabili tirannie private che esercitano un vasto controllo sull’economia, il sistema politico, la vita sociale e culturale, e che operano in cooperazione con potenti stati che intervengono massivamente nell’economia domestica e nella società internazionale. Questo è drammaticamente vero per gli Stati Uniti, contrariamente alle illusioni. I ricchi ed i privilegiati non hanno più la volontà per fronteggiare la disciplina del mercato come hanno fatto in passato, sebbene essi la considerino giusta per la popolazione generale. Meramente per citare poche illustrazioni, l’amministrazione Reagan, la quale si dilettò nella retorica del libero mercato, si vantò anche con la comunità affaristica di essere l’amministrazione più protezionistica del dopoguerra negli Stati uniti - attualmente più di tutte le altre messe insieme. Newt Gingrich, che porta avanti la corrente crociata, rappresenta un distretto super ricco che riceve più sussidi federali di ogni altre regione suburbana nel paese, fuori delle stesso sistema federale. I conservatori che stanno chiedendo la sospensione dei pasti nelle scuole per gli studenti, stanno anche domandando un incremento del budget per il Pentagono, che fu stabilito nella sua forma corrente alla fine degli anni ’40, perché l’industria dell’alta tecnologia non può sopravvivere in una economia della libera impresa pura, competitiva e non sovvenzionata, e il governo deve essere il suo salvatore. Senza il salvatore, i costituenti di Gingrich sarebbero povera gente lavoratrice (se fossero fortunati). Non ci sarebbero computer, elettronica generale, industria dell’aviazione, metallurgia, automazione, eccetera.

Ora più che mai le idee socialiste libertarie sono rilevanti, e la popolazione è molto aperta verso di esse. A dispetto della enorme massa di propaganda, al di fuori dei circoli colti, la gente mantiene abbastanza la propria tradizionale attitudine. Negli Stati Uniti, ad esempio, l’80% della gente vede il sistema economico come innatamente ingiusto e il sistema politico come una frode, che favorisce gli interessi speciali, non la gente. La maggioranza schiacciante della popolazione pensa che i lavoratori hanno troppa poca voce negli affari pubblici (la stessa cosa è vera anche per l’Inghilterra), che il governo ha la responsabilità di assistere la gente nei loro bisogni, che spendere per l’educazione e la salute ha la precedenza sui tagli al budget e alle tasse, che gli attuali propositi repubblicani che stanno navigando attraverso il congresso beneficiano il ricco e danneggiano la popolazione generale, e così via. Gli intellettuali possono raccontare una storia differente, ma non è molto difficile scoprire i fatti.

Federico Capitoni

Noam Chomsky: Quello che siamo e facciamo è soltanto linguaggio

Non penso che ci sia un politico che abbia mai prestato una qualche attenzione a ciò che scrivo, dico o faccio.

A 85 anni, Noam Chomsky si rende bene conto che pure essere uno degli intellettuali più ascoltati del pianeta, non cambia la direzione che il mondo ha preso. Il grande linguista americano, a partire dagli anni Settanta, ha scelto seriamente la strada del pensiero e dell'attivismo politico che lo ha portato oggi a essere l'interlocutore privilegiato nei dialoghi sui problemi di ordine mondiale. Una raccolta dei suoi saggi politici, I padroni dell'umanità (Ponte alle Grazie, 2014), mette ora in fila tutte le sue risposte, generalmente volte a condannare i sistemi neoliberisti e neocolonialisti.

Nel frattempo la sua idea di una grammatica universale (facoltà mentale comune a tutti gli individui) e la teoria della grammatica generativa (l'insieme, finito, delle regole che danno luogo alle potenzialmente infinite formulazioni delle frasi) hanno iniziato a camminare da sole:
La grammatica generativa è ormai una scienza,  -  dice  -  e come tale raccoglie i risultati prodotti dalla partecipazione collettiva di tanti studiosi. Il 25 gennaio 2014 a Roma, all'interno del Festival delle Scienze, Chomsky terrà una lezione magistrale in cui parlerà del linguaggio e della mente. Ma il pubblico italiano potrà incontrarlo anche la sera prima in un curioso spettacolo musicale, Conversazioni con Chomsky, una talk-opera multimedialedel compositore Emanuele Casale, ove il linguista parteciperà a una sessione di domande sugli argomenti della linguistica, dell'economia e della politica, anche italiana...

Professor Chomsky, lei parteciperà a un'opera musicale. Si dice spesso che la musica sia un linguaggio universale. Ma, innanzi tutto, la musica è un linguaggio?
Il concetto di linguaggio nell'uso comune è vago e informale. È comunque possibile formulare almeno alcune chiare domande. Per esempio quali relazioni ci sono tra musica e linguaggio umano? Ci sono studi su questo e molte idee interessanti ma la domanda generale non ha risposta. È come domandarsi se gli aeroplani volino (certo, ma non come le aquile) o se i sottomarini nuotino (non proprio come delfini). Sono faccende che hanno a che fare con le metafore che scegliamo di accettare, non sono questioni fattuali.

Cosa differenzia il linguaggio verbale dagli altri sistemi di segni (suoni, figure, gesti)?
È importante ricordare che il linguaggio umano non è necessariamente verbale. Può essere espresso attraverso suoni, il modo più comune, o segni grafici. Come abbiamo scoperto in anni recenti, molti linguaggi simbolici che sono nati nel mondo sono particolarmente simili ai linguaggi orali. A ogni modo il linguaggio umano differisce da altri sistemi di segni in alcuni importanti aspetti: struttura, uso, rappresentazione neuronale. È stato anche scoperto che lo stesso gesto può funzionare in maniera diversa se viene usato in un sistema di segni o se in un contesto non linguistico. Le proprietà fondamentali del linguaggio umano appaiono uniche e sono probabilmente emerse relativamente di recente rispetto alprocesso evolutivo. La facoltà del linguaggio sembra essere ampiamente dissociata da altri sistemi cognitivi umani e completamente differente dai sistemi di comunicazione animali.

Se il linguaggio è generato dalla grammatica e la grammatica fondata su strutture foniche, si potrebbe dire che il linguaggio si origina più probabilmente dal suono che dal segno?
Quello che possiamo dire è che il suono è solo una delle forme di esternalizzazione del linguaggio e non sembra essere essenziale della sua natura. Concordo con la tradizione che tende a considerare il linguaggio primariamente uno strumento del pensiero e la sua esternalizzazione, in una o un'altra modalità, un processo secondario. È tuttavia vero che i segni grafici sono cosa piuttosto recente nella storia dell'uomo, tra l'altro solo in certe culture, e che non possano essere collegati all'originedel linguaggio.

Cosa pensa delle recenti ricerche neurolinguistiche? I risultati scientifici mettono a tacere la lunga diatriba tra innatismo e comportamentismo?
Nonostante io abbia sempre trovato fuorviante parlare di dibattito tra comportamentismo e innatismo (e soprattutto su questa parola bisognerebbe accordarsi, perché non ha un significato ben definito), non si può seriamente dubitare che ci sia un alto numero di fattori innati che entrano in ogni aspetto della funzione cognitiva. L'unica alternativa è la magia. Il lavoro scientifico è determinare questi fattori: per esempio, qual è la dote biologica che rende il bambino, e non un altro organismo, in grado di sviluppare le capacità che io e lei stiamo usando ora? E così domande simili sulle facoltà mentali e non. Anche i comportamentisti ormai credono a fattori innati.

Se il linguaggio dà forma all'esperienza, quanto i problemi del mondo dipendono dal linguaggio?
Difficile pensare che esista un'attività umana in cui il linguaggio non sia direttamente coinvolto. Dire che ci sia una dipendenza dal linguaggio è plausibile ma è una questione davvero troppo seria e indefinita per esaminarla.

Il suo ultimo libro si intitola I padroni dell'umanità. Chi sono costoro?
I centri corporativi delle società industriali avanzate vogliono farsi ricordare come i padroni dell'umanità. Il termine è preso in prestito da una frase di Adam Smith: la vile massima dei padroni dell'umanità: tutto per noi, niente per gli altri. È esattamente la proprietà istituzionale delle società capitaliste.

Lei scrive che potere e verità sono in conflitto e che gli intellettuali o ricercano la verità o comandano. È dunque impossibile il governo dei filosofi sognato da Platone?
Bakunin predisse che il governo dalla classe emergente della scientific intelligentsia avrebbe portato alle peggiori e brutali autocrazie della storia umana. È risultata un'osservazione lungimirante. Non c'è dunque ragione per aspettarsi che il governo dei filosofi, o quello di una qualsiasi altra élite, sia migliore.

Tra i temi che le stanno più a cuore c'è l'ambiente. Quali rischi dobbiamo temere maggiormente?
Ci sono due ombre scure che incombono su ogni considerazione riguardo al futuro: la catastrofe ambientale e la guerra nucleare. La prima è già tristemente una realtà; l'altra è un rischio sempre presente che non accenna a dissolversi: è quasi un miracolo che siamo scappati a un disastro nucleare non così tanto tempo fa. Pessimismo e ottimismo sono questioni soggettive, non sono importanti: qualunque sia il proprio stato d'animo, le azioni da intraprendere sono essenzialmente le stesse.

grazie a: Repubblica, 18.01.2014