inizio rosso e giallo


Patricia Highsmith


Il suo inizio fu molto strano: nel 1950 scrive Sconosciuti in treno e ottiene un modestissimo successo, ma il libro piacque addirittura a Hitchcock che ne fece un film. E, naturalmente, da quel giorno per Patricia Highsmith (pseudonimo di Mary Patricia Plaugman, 1921 - 1995) le cose andarono per il verso giusto almeno dal punto di vista letterario).
In realtà negli Stati Uniti gli apprezzamenti furono comunque contenuti (malgrado l'Edgar Poe Award per l'opera di esordio), tanto che Highsmisth decise di stabilirsi in Europa, dove visse dal 1963 fino alla morte.

Il suo personaggio principale è Tom Ripley, inquietante figura di truffatore e assassino, e certamente gli americani - critici e pubblico - non potevano amare troppo un "eroe" così negativo. Ma è proprio nel dipingere situazioni ambigue, sfumate fino al surreale, in cui la violenza sembra venir praticata indifferentemente dai "buoni" e dai "cattivi", che Highsmith trova la sua originalissima cifra narrativa: non ricorre mai a toni consolatori, a effetti rassicuranti, a concessioni romantiche, senza per questo poter essere assimilata ai duri dell'hard boiled: nelle vicende narrate, anzi, è la "normalità" l'elemento principale, che però vediamo spesso come in uno specchio deformante.


Salvo il fatto che Highsmith, con sobria freddezza, o con tranquilla crudeltà, a un qualche punto della storia - ma ce ne accorgiamo solo "dopo" - ci svela il reale mistero: la "normalità" vera è quella apparentemente distorta, fatta di compromessi e bassezze, ed è invece quella che consideriamo la "normale" quotidianità il buco nero in agguato.


E sono proprio queste lancinanti dissonanze, queste situazioni - trappola, che piacquero a tanti cineasti, tra cui:



  • Sconosciuti in treno (Strangers on a Train, 1950), Bompiani, 1954, 1980; Mondadori, 1978, 2001, 2016; La nave di Teseo, 2020
  • Carol (The Price of Salt / Carol, 1952 - pseud. Claire Morgan), Bompiani, 1995, 2012; La nave di Teseo, 2020
  • Vicolo cieco (The Blunderer / Lament for Lover, 1954), Sonzogno, 1985; Bompiani, 1988, 2007; La nave di Teseo, 2019
  • Il talento di mister Ripley (The Talented Mr. Ripley, 1955), Sonzogno, 1980; Bompiani, 2002, 2016; La nave di Teseo, 2017
  • Acque profonde (Deep Water, 1957), Sonzogno, 1985; Bompiani, 1986, 2007
  • Gioco per la vita (A Game for the Living, 1958), Bompiani, 2005
  • Per amore di Annabelle (This Sweet Sickness, 1960), Corriere della Sera, 1960; o Quella dolce follia, Bompiani, 1988, 2000; Rizzoli, 2012
  • I due volti di gennaio (The Two Faces of January, 1961), Bompiani, 2000, 2014; La nave di Teseo, 2021
  • Il grido della civetta (The Cry of the Owl, 1962), Sonzogno, 1979; Bompiani, 1986, 2001
  • L'alibi di cristallo (The Glass Cell, 1965), Bompiani, 1983, 2000
  • Senza pietà (A Suspension of Mercy / The Story-teller, 1965), Bompiani, 1994, 2007
  • Inseguimento (Those Who Walk Away, 1967), Bompiani, 1991, 2012
  • La spiaggia del dubbio (The Tremor of Forgery, 1969), Bompiani, 1982, 2002; Rizzoli, 2012
  • Il sepolto vivo (Ripley Under Ground, 1970), Bompiani, 1990, 2012; La nave di Teseo, 2018
  • Urla d'amore (Eleven / The Snail-Watcher and Other Stories), Bompiani, 1997, 2002 - raccolta di racconti
  • Il riscatto di un cane (A Dog's Ransom, 1972), Bompiani, 1992, 2012
  • Piccoli racconti di misoginia (Little Tales of Misogyny), 1974), La tartaruga, 1984; Bompiani, 1999, 2012 - raccolta di racconti
  • L'amico americano (Ripley's Game, 1974), Sonzogno, 1978; Bompiani, 1980, 2000; La nave di Teseo, 2018
  • Delitti bestiali ( (The Animal Lover's Book of Beastly Murder), Sonzogno, 1975; Bompiani, 1987, 2000 - raccolta di racconti
  • Diario di Edith (Edith's Diary, 1977), Bompiani, 1979, 2000, 2012; Fabbri, 1994; La nave di Teseo, 2017
  • Il ragazzo di Tom Ripley (The Boy Who Followed Ripley), Sonzogno, 1982; Bompiani, 2009; La nave di Teseo, 2019
  • Schegge di vetro (Slowly, Slowly in the Wind, 1979), Bompiani, 1998, 2003 - raccolta di racconti
  • La follia delle sirene (Mermaids on the Golf Course, 1985), Bompiani, 2007; La nave di Teseo, 2020 - raccolta di racconti
  • La casa nera (The Black House, 1981), Sellerio, 1989, 1996; Ed. Riuniti, 1997
  • Gente che bussa alla porta (People Who Knock on the Door, 1983), Bompiani, 1990, 2012
  • Catastrofi più o meno naturali (Tales of Natural and Unnatural Catastrophes, 1986), Bompiani, 1989, 1991, 1999, 2002 - raccolta di racconti
  • Il piacere di Elsie (Found in the Street, 1986), Bompiani, 1987, 2002
  • Ripley sott'acqua (Ripley Under Water, 1991), Bompiani, 1993; La nave di Teseo, 2021
  • Idilli d'estate (Small g: A Summer Idyll, 1995), Bompiani, 1996, 2013
  • Uccelli sul punto di volare (Nothing That Meets the Eye: The Uncollected Stories), Bompiani, 2002, 2013 - raccolta postuma di racconti
  • Gli occhi di Mrs. Blynn (Postumous Short Stories), Bompiani, 2003 - raccolta postuma di racconti

Natalia Aspesi

Attrazioni molto fatali

Patricia Highsmith non incontrò mai l'anima gemella, eppure sin da ragazzina l'aveva angosciosamente cercata: non voleva avventure, solo drammatiche, sconvolgenti passioni, e ogni volta era certa che il suo nuovo incontro sarebbe stato quello fatale, totale, eterno; invece in pochi anni, o pochi mesi, si spegneva sempre nell'insoddisfazione, nella sofferenza e nel ripudio.
L'elenco delle sue anime ogni volta angosciosamente gemelle, è un susseguirsi di fiammate senza tregua, che, talvolta solo immaginate, si incrociavano o accumulavano senza sosta: esagerate forse anche per un tradizionale Don Giovanni, lo erano soprattutto per una donna schiva, segreta, misantropa e persino misogina come lei, che amò ardentemente le donne, disprezzandole, e tentò persino di amare gli uomini, ammirandoli soprattutto se gay.
Andrew Wilson, autore della prima immensa biografia della scrittrice americana molto cult in Europa, offre alla fine un indice opulento che facilita la ricerca anche gossip. Sotto la voce: Relazioni e Amori, indica una vera folla di signore, più tre signori, (il primo a 16 anni, per curiosità e nessun gusto), che furono sue volatili e intermittenti anime gemelle. Beautiful Shadow (editore Bloomsbury, pagg. 534, euro 54,30) è il titolo del libro, che ricorda il nome dato alla casa acquistata illegalmente in Francia, Belle Ombre, dall'erudito e affascinante assassino Tom Ripley, creatura-specchio dell'autrice, eroe nero senza rimorsi e senza castigo, di cinque dei suoi ventidue romanzi (più sette raccolte di racconti), che sullo schermo ha avuto di volta in volta il volto bellissimo del giovane Alain Delon, crudele di John Malkovich, odioso di Dennis Hopper, patata di Matt Damon.
La ricca serie di fotografie del libro, che la ritraggono dall'infanzia sino al 1994, anno precedente la sua morte a 74 anni, conferma l'ovvio disastro degli anni, particolarmente rapace con Highsmith: a vent'anni era deliziosa, sottile, morbidamente androgina, di carnagione luminosa, ridente, gli occhi a mandorla e i folti capelli neri, come appare anche nei nudi scattati da Rolf Tietgens, un bel fotografo gay con il quale finì a letto un paio di volte, per mutua, forte, inaspettata e ovviamente inconcludente attrazione.
Dopo i sessanta, il suo aspetto assunse una devastazione desolata, carica di infelicità e rifiuto, e anch'io ne rimasi intristita, quando nel maggio del 1987 la incontrai nel suo casolare buio e punitivo, dalle finestrine con le sbarre, una specie di prigione o di antro dell'orco, ad Aurigeno; un paesino svizzero nella profondità della val Maggia, senza sole per molti mesi all'anno, dove viveva con bottiglioni di birra sul tavolo e due gattini siamesi con la diarrea. Come sempre intervistarla era un'impresa titanica, cominciando dalla difficoltà di farsi aprire la porta dopo aver invano bussato per mezz'ora; ma poi bisognava pazientemente resistere ai suoi mutismi, alla sua estraneità e sospettosità, maestra nel mettere a disagio e nel far sentire l'interlocutore in colpa per imperscrutabili suoi delitti. Aveva sempre rifiutato con chiunque di parlare di eventuali tracce autobiografiche nei suoi romanzi, e mai qualcuno riuscì a strapparle una sola frase sulla sua vita privata. Ma intanto prendeva ossessivamente appunti, riempiva migliaia di pagine di diario, scriveva centinaia di lettere, di poemi d'amore, senza reticenza, senza pudore.
A questo immenso archivio privato, Wilson ha potuto attingere, ricostruendo così, anche con molte interviste, ogni attimo della sua vita, ogni pensiero, e paura, e malattia, e depressione e follia, ogni sentimento, e amore, e rancore; ogni preferenza letteraria o sociopolitica (dal comunismo a Perrot, antifascista e razzista, liberale, anarchica e socialdemocratica, un po' antisemita, molto antifemminista, e come membro di Amnesty International, pro Palestina contro Israele), e il suo viaggiare continuo, instancabile e ansioso, da Fort Knox nel Texas dove era nata, a New York, ad Acapulco, a ogni angolo d'Europa, Parigi e Positano, Deauville e Londra, Berlino (dove fu presidente della giuria del festival del cinema nel 1978) e Roma, Istanbul e Monaco, Venezia e Cannes, Ginevra e Firenze, comprando case in Francia e in Svizzera, ultima a Tegna, dove si è spenta nel 1995.
Una vita itinerante, e a ogni tappa si dilaniava per la lontananza dalla compagna del momento, o l'accompagnavano donne soggiogate oppure furenti, o delirava per nuove passioni. Quando si legge la biografia, o l'autobiografia di un omosessuale, si entra in un mondo segretamente isolato e parallelo, invisibile ai più, abitato quasi esclusivamente da una multitudine di gay, in cui gli incontri, le passioni, i riti, le amicizie, avvengono solo tra gay, o tra gay ed eterosessuali, o presunti tali, che soccombono anche solo temporaneamente all'imperio irresistibile della seduzione omosessuale.
A Monaco, nell'agosto del 1951, Patricia aveva appena scritto sul suo diario, «Sono viva! Ho avuto abbastanza esperienze sessuali da eccitare il mio appetito, senza soddisfarlo che a metà» e subito incontra la sua ennesima, e più scocciante, dannazione: la scrittrice aveva già pubblicato con successo Sconosciuti in treno, aveva 30 anni, la sua nuova rovinosa passione si chiamava Ellen Hill, una sociologa di 42 anni particolarmente rovinosa. Per quattro anni vagarono insieme, lasciandosi, inseguendosi, litigando, offendendosi, odiandosi, disprezzandosi, trovandosi reciprocamente repellenti, avvinghiandosi ogni notte in ogni letto, folli d'amore. «Credo sia pazza», scrisse Pat, che giudicava l'amante un'arpia che le sabotava il lavoro. «è peggio che essere sposata». Delle sue tendenze sessuali si era accorta l'odiata-amata madre che, lei quattordicenne, le aveva chiesto, facendola soffrire ancora una volta, «non sarai lesbica per caso, cominci a dare troppo nell'occhio». La ricerca dell'anima gemella si fece più tormentosa al Barnard, elegante collegio per signorine, dove si buttava irrefrenabile sulle compagne non sempre strabiliate.
Da quel momento non ci fu tregua per lei, diventando, a ogni incontro, a ogni rottura, a ogni fuoco sessuale, a ogni delusione, sempre più instabile, sempre più tormentata, sempre più affamata, sempre più dannata.
Tra le sue impossibili anime gemelle si alternarono le studentesse Virginia e Helen, la bionda Rosalind Constable che lavorava a Fortune, la pittrice Allela Cornell, bruttissima, subito sostituita dalla modella sposata Chloe. Poi arrivò la sua musa più importante, l'aristocratica Virginia Kent Catherwood, il cui nome era stato legato a quello di Franklin Roosvelt Jr, moglie di un potente banchiere, poi la bella dottoressa Kathryn Cohen, moglie dell'editore inglese dei primi romanzi di Highsmith, finita anni dopo suicida. E ancora, la cameriera Daisy, la disegnatrice Ann, la francese Jacqueline, la scrittrice Marijane, l'insegnante Monique, la traduttrice Marion, l'illustratrice Mary, l'aspirante attrice Lynn, l'attrice produttrice di film d'avanguardia Tabea, l'innominata X: l'affascinante moglie di un uomo d'affari inglese, con cui Pat iniziò a 41 anni una accecante relazione segreta durata quattro anni.
Giovani e meno giovani, lesbiche ed etero, pazze e sagge, le donne cadevano ai piedi della focosissima Pat, malgrado il suo pessimo carattere, la sua avarizia, la sua ferocia. Quando trovasse il tempo di scrivere, in questo turbinio di passioni ogni volta estreme, non si sa. Eppure sembra che non facesse altro, tenendo conto non solo dei suoi romanzi, ma anche della mole oceanica del suo archivio personale. Tutte le sue esperienze, le sue donne, i suoi incubi, il suo erotismo, creavano la traccia più angosciosa, i personaggi più sgradevoli, le nere atmosfere più inquiete dei suoi romanzi e racconti. In cui serpeggia sempre, ambigua e lacerante, una sensibilità omoerotica.
«Il lavoro di tutta la mia vita sarà un monumento, senza dedica, a una donna», aveva scritto nel suo diario, a vent'anni. E anni dopo: «Chi sono io? Solo un riflesso negli occhi di chi mi ama». Eppure in un solo romanzo ha raccontato l'amore tra due donne, il suo amore per le donne, una sua esperienza d' amore. questa volta immaginaria, con una donna appena intravista e mai davvero conosciuta.
Nel dicembre del 1948 la giovane e affascinante Pat lavorava temporaneamente come commessa nel reparto giocattoli di Blomingdale a New York, e al suo banco si avvicinò una donna bionda, elegante, di gran classe, avvolta in una pelliccia di visone, per comprare una bambolina per una delle sue bambine, lasciando il suo indirizzo per la consegna. Pat ne rimase folgorata, «prossima allo svenimento». Poco tempo prima aveva cominciato a sottoporsi a sedute di psicanalisi sperando di "guarire" dalla sua passione per le donne: «Vorrei mettermi nella condizione di sposarmi», avrebbe scritto poi in una lettera: ce la metteva tutta, e in quel periodo aveva persino temuto di essere incinta del fidanzato, lo scrittore Marc Brandel. Da quell'incontro senza seguito, nacque la prima stesura di The price of salt: era la storia della giovane Therese, commessa nel reparto giocattoli di un grande magazzino, che si innamora, riamata, di una cliente, Carol, sposata e madre. Negli Stati Uniti erano gli anni drammatici della caccia alle streghe, non solo contro i supposti comunisti, ma anche contro intellettuali e omosessuali, che "mettevano a rischio la sicurezza del paese".
I gay, come i comunisti, venivano cacciati dai posti di lavoro e in un clima di fanatismo collettivo, gli omosessuali furono dichiarati "una minaccia alla salute mentale e fisica della nazione, portati al delitto, al crimine e alla droga".
L'autrice non ebbe il coraggio di firmare il romanzo, che fu pubblicato nel 1952 con lo pseudonimo di Claire Morgan. Nel 1990 fu ripubblicato, prima in Germania, poi in Inghilterra (nel '95 in italiano da Bompiani, come gli altri suoi libri), con il suo vero nome: ma la scrittrice, ancora, a 68 anni, si rifiutò di discutere con chiunque fino a che punto quella storia di donne, l'amore per le donne, avesse segnato tutta la sua vita e la sua opera.

la Repubblica, 18 agosto 2003

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