inizio rosso e giallo

 

 

 

 

spionaggio

 

Giallo, secondo le regole, vorrebbe dire: delitto, indagine, scoperta del colpevole.

Ma che senso ha racchiudere il mistero in un ambito così angusto e letterario? Ormai da decenni i generi non esistono praticamente più, e non solo perchè in qualche modo si va esaurendo la materia stessa delle possibili varianti dell'investigazione criminale, ma, soprattutto, perchè è la realtà che non fa distinzioni e che intreccia implacabilmente situazioni e avvenimenti.

Del resto ci avevano già pensato autorevolissimi maestri del giallo classico (Christie, Doyle, Simenon, Stout, Hitchcock) o grandi tessitori di trame spionistiche (Greene, Le Carré, Orczy), oltre che scrittori non di genere (Conrad, Kipling, Maugham): troppe volte un delitto è parte integrante di una vicenda che ha a che vedere con lo spionaggio, e, specularmente, molto spesso un intrigo internazionale ha risvolti inevitabilmente polizieschi.
Certo - Deighton versus Fleming - le vere spie non si muovono negli scenari brillanti e avventurosi tipici di certo cinema anche divertente ma irreale, tuttavia segreti, nascondigli, dissimulazioni, codici, ecc., sono davvero la sostanza dello spionaggio, e dunque mescoliamo allegramente le carte.

Ma partendo da fatti reali, e nella fattispecie dalle spie rosse, o, più in generale, dal mondo dei condor.


Ray Charles, Eleanor Rigby (Lennon-McCartney, 1966), RCA, 1968