Phillip Knightley

Nel mondo dei Condor

 

Introduzione a: Phillip Knightley, Nel mondo dei Condor, Mondadori, 1988 [quando c'era ancora l'URSS]

Il mestiere della spia è antico quanto la storia dell'uomo, ma i servizi segreti sono una novità. Dalila era un agente segreto dei filistei, ma non aveva dovuto firmare l'impegno a rispettare i segreti di stato o giurare di non pubblicare le sue memorie senza l'approvazione del capo. Il Vecchio Testamento nomina le dodici spie che Mosè mandò nella terra di Canaan; ma erano dilettanti. Alfredo il Grande teneva nel dovuto conto la minaccia dei danesi, ma quando si trattò di valutarne la forza non trovò di meglio che recarsi personalmente, travestito da bardo, nell'accampamento nemico.
I re, specialmente quelli con i troni vacillanti, si sono sempre serviti delle spie, ma più per la sicurezza interna che per carpire informazioni all'estero. Akbar, il grande sovrano Moghul dell'India, aveva al suo soldo 4000 agenti che gli facevano ogni sera un rapporto tramite una specie di Consiglio nazionale per la sicurezza. Sìr Francis Walsingham gestiva un servizio di sicurezza, un FBI o un MI5 ante litteram, per proteggere il regno di Elisabetta dai gesuiti. Inoltre mandò varie spie all'estero per raccogliere notizie sull'Armada spagnola; ma fu un'iniziativa privata finanziata dallo stesso Walsingham.
In tempo di guerra c'è sempre stata una fioritura di spie per rastrellare informazioni di carattere militare; ma di solito appassivano quando arrivava la pace. Sebbene esse funzionassero in modo eccellente durante la Guerra d'indipendenza (un agente americano che faceva il doppio gioco per i britannici rubò i segreti di Beniamino Franklin dall'ambasciata americana in Francia), Lincoln si trovò senza un servizio segreto allo scoppio della Guerra di secessione. Per rimediare fu costretto a rivolgersi all'agenzia investigativa di Alan Pinkerton.
Wilhelm Stieber, il famoso organizzatore dello spionaggio prussiano, a quel tempo si diceva che impiegasse 40.000 agenti. Ma era un fanfarone e comunque le spie di cui si serviva raccoglievano informazioni rivolte ai fini della sicurezza interna.
Perciò fu soltanto nel 1909, in Gran Bretagna, che venne istituito il primo servizio segreto: un dipartimento del governo, finanziato con fondi statali, con dipendenti quasi tutti civili. Era stato creato per rubare i segreti delle altre nazioni e per tutelare i propri, autorizzato a operare sia in tempo di pace che di guerra. Una volta inventato, il servizio segreto risultò essere l'ideale per i burocrati.
Non appena una nazione ebbe il servizio segreto, lo vollero anche tutte le altre. La Germania seguì l'esempio della Gran Bretagna nel 1913, la Russia nel 1917, la Francia nel 1935, e gli Stati Uniti soltanto nel 1947. Oggigiorno anche il governo di un paese del Terzo mondo non è contento se non ha il proprio servizio segreto. Dal suo umile inizio del 1909 (una stanza e un budget di 7000 sterline all'anno) il business dello spionaggio è diventato una delle industrie più fiorenti del XX secolo, e si espande con tale rapidità da essere praticamente incontrollabile. Oggi nessuno (neppure i governi che li finanziano) conosce esattamente quanto costi mantenere i servizi segreti e neppure quante persone vi siano impiegate.
Questa è in parte la ragione per cui i servizi segreti usano metodi di contabilità che se fossero adottati da una grossa azienda la porterebbero dritto dritto a una incriminazione. E in parte è dovuto al fatto che essi collaborano con altri servizi segreti amici e si inter-scambiano il personale, il che rende impossibile il calcolo esatto delle persone impiegate.
Le spese della Central Intelligence Agency (CIA) ammontano a 1.500.000.000 dollari all'anno, più dell'intero bilancio di molti paesi del Terzo mondo. Ma questo è solo il servizio segreto americano più conosciuto. La National Security Agency (NSA), che rappresenta il lato tecnologico del business dello spionaggio americano, probabilmente spende 3.500.000.000 dollari in un anno. Tenendo conto dei servizi di sicurezza militari e dei servizi segreti di altri dipartimenti governativi, la spesa della comunità spionistica degli Stati Uniti deve essere superiore ai 7.500.000.000 dollari all'anno.
Il budget del KGB * è un segreto di stato sovietico, ma è stimato nell'ordine di 1.650.000.000 dollari per anno. D'altronde se includiamo il servizio di spionaggio militare e le sezioni spionistiche interne del KGB, la comunità dei servizi segreti dell'URSS deve costare al cittadino sovietico almeno quanto costa la comunità spionistica americana al contribuente statunitense.
La Gran Bretagna spende ufficialmente all'incirca 92 milioni di sterline all'anno per il suo Secret Intelligence Service (SIS) e per il Security Service (MI5). Ma dati non ufficiali portano la cifra sui 300 milioni di sterline. Aggiungete il costo del Government Communications Headquarters (GCHQ) e le varie commissioni dalle quali dipendono diversi organismi, e il costo della comunità dei servizi segreti britannici deve ammontare almeno a 600 milioni di sterline per anno.

Quanta gente lavora per tutti questi servizi segreti? È difficile dirlo. Dobbiamo includere solo i 20.000 dipendenti diretti della NSA o anche i 100.000 militari americani che lavorano in varie parti del globo per l'agenzia? Dobbiamo solo calcolare i dipendenti del KGB impegnati nella raccolta d'informazioni relative ai paesi stranieri, o anche quelli che si curano della sicurezza interna? E cosa dobbiamo dire dei servizi dei paesi satelliti sotto il controllo del KGB? Se includiamo tutti coloro che sono utilizzati nello spionaggio, nel controspionaggio e nella sicurezza, la forza del servizio segreto americano è almeno di 150.000 persone, quella dell'Unione Sovietica è vicina al milione, e quella della Gran Bretagna è all'incirca di 25.000.
Questo significa che la comunità spionistica mondiale consiste almeno di 1.250.000 persone, e costa in media 17.500.000.000 sterline all'anno (stima relativa alla metà degli anni ottanta e pari a circa 40.000 miliardi di lire!). Questi dati sono difficili da comprendere per chiunque, ma 1.250.000 persone formano l'intera popolazione di Monaco di Baviera e 17.500.000.000 sterline è l'intero budget del servizio sanitario britannico.

Qualunque gruppo di queste dimensioni deve essere molto potente e, come tutte le comunità specializzate, deve essere fortemente interessato alla propria sopravvivenza. Poiché prospera soprattutto in tempi di tensione internazionale, esso si sente minacciato dalla distensione. Le varie organizzazioni, che normalmente sono nemiche giurate, si rendono conto di avere molte più cose in comune tra di loro che con i governi ai quali sono subordinate. La CIA ha bisogno del KGB per giustificare la propria esistenza; e come se la passerebbe il KGB senza la minaccia di una CIA?
Perciò la comunità dei servizi segreti ha prodotto una nuova sorta di spia, che indaga su tutti, amici e nemici. Si serve dell'alta tecnologia per spazzare l'intera gamma elettromagnetica come un gigantesco aspirapolvere, e risucchia ogni informazione immaginabile che potrebbe essere utile a qualcuno da qualche parte: una conversazione telefonica a Mosca, il messaggio di una telescrivente a Washington, la fotografia di un silos missilistico o di una nave in alto mare, i verbali di una conferenza dell'OPEC a Vienna, una crisi bancaria nell'America Latina.
Edward J. Epstein incontrò alcune di queste nuove spie a una conferenza negli Stati Uniti nel 1984. Erano americani; ma poiché una delle caratteristiche più curiose degli appartenenti ai servizi segreti è che a poco a poco finiscono per assomigliarsi tutti, avrebbero potuto benissimo essere russi. Epstein rimase colpito dai loro atteggiamenti: «Non gli interessava lo spionaggio come mestiere. Non gli interessava l'Unione Sovietica [USA]. Non gli interessava il comunismo [capitalismo]. Non sono guerrieri della guerra fredda. Sono analisti dei sistemi. Sono tecnocrati. Sono burocrati. Sono abilissimi nel mettere insieme e far funzionare un'organizzazione efficiente dal punto di vista burocratico». Come è possibile che il modestissimo organismo del 1909 sia diventato un simile mostro senza che ce ne accorgessimo?
C'è qualcosa da dire a difesa dei servizi segreti in tempo di guerra sebbene, nonostante la leggenda, anche in questo caso i loro risultati siano discutibili. Tuttavia è molto difficile sbarazzarsi dei servizi segreti dopo averli creati... Nel 1945 il governo americano non ce la fece a chiudere l'Office of Strategie Services (OSS), il precursore della CIA; i britannici hanno tentato invano più volte di ridurre al minimo il SIS in tempo di pace o di sbarazzarsene completamente.
I servizi segreti giustificano la loro esistenza in tempo di pace promettendo di fornire un preavviso tempestivo di ogni minaccia alla sicurezza nazionale. Non è importante per loro se la minaccia è vera o immaginaria; si sono dimostrati capaci di inventarsi un pericolo quando non ne esisteva alcuno. Non è importante che il servizio segreto riesca a dare un avvertimento tempestivo o no. Attraverso gli anni i servizi hanno condizionato i governi affinchè accettassero i tre punti che garantiscono loro sopravvivenza ed espansione.
II primo è che nel mondo dello spionaggio può essere impossibile distinguere il successo dal fallimento. Un tempestivo avvertimento di un attacco permette alla vittima destinata di prepararsi e questo induce l'aggressore a cambiare idea, e allora l'avvertimento sembra sbagliato.
Il secondo punto è che il fallimento può essere dovuto a un'analisi inesatta delle informazioni date dal servizio segreto... l'avvertimento era stato dato ma il governo non gli aveva dato retta. (Questa è la spiegazione della comunità spionistica britannica per la débàcle delle Falkland.)
Il terzo punto è che il servizio segreto avrebbe potuto dare un avvertimento tempestivo se non fosse stato a corto di fondi. Sommati insieme, questi tre punti possono essere usati per contrastare ogni analisi razionale dei risultati del servizio segreto, e permettono di usare una giustificazione per le richieste di ulteriori fondi e di ulteriore potenziamento.
I servizi segreti si sono isolati dalle reazioni pratiche che questa specie di pensiero a doppio taglio potrebbe produrre tra il pubblico circondandosi di un solido muro di segretezza. Ciò ha permesso loro di confutare le critiche con un espediente semplice e incontestabile: «Avete torto perché non sapete cosa è accaduto veramente e noi non potremo mai dirvelo perché è un segreto». La possibilità che un dissenziente nelle file dell'organizzazione riveli tutto sono ridotte al minimo dalla rigorosa applicazione della Legge sui segreti di stato del 1911 (Gran Bretagna) e dalla Legge sullo spionaggio del 1917, dal contratto d'assunzione della CIA (Stati Uniti) o dal timore di finire in carcere (Unione Sovietica).
Occasionalmente, quando sono minacciate da un governo poco arrendevole o da un cambiamento dell'atmosfera internazionale, le agenzie emergono dal velo di segretezza per manipolare i media e condizionare l'opinione pubblica. Il capo dell'OSS, William J. Donovan, aiutato da Allen Dulles che successivamente divenne capo della CIA, dimostrò come potevano essere efficaci queste manipolazioni quando riuscì a ribaltare la decisione presidenziale che si prefiggeva l'abolizione dei servizi segreti negli Stati Uniti in tempo di pace.
C'è, infatti, una visibile correlazione tra l'attenuarsi di una tensione internazionale e la disponibilità di servizi segreti di ogni colore a «darsi in pasto al pubblico». La comunità spionistica è direttamente interessata alla continuazione della guerra fredda. Carriera, promozioni, pensioni, viaggi, spese e un tenore di vita piacevole e stimolante dipendono da questo. Così, quando si profila la minaccia della distensione, i servizi segreti spalancano le porte per mostrare al pubblico che il pericolo esiste ancora, che non è finita la necessità di un preavviso tempestivo e che loro, efficienti, fidati e patriottici, sono pronti a servire la nazione.
Ma dato che controllano le notizie da loro stesse emanate, e ne assicurano la disseminazione acritica tramite le persone di loro fidueia nel mondo dei media, tutte le spy stories andrebbero trattate con estremo scetticismo. E anche quando le spie, dopo un silenzio di quarant'anni, si decidono a svelare la dinamica delle passate «operazioni», se esaminiamo attentamente tali rivelazioni esse risultano, nel migliore dei casi, costellate di esagerazioni e, nel peggiore, di miti e leggende.
Ma c'è una speranza. La comunità spionistica potrebbe avere finalmente esagerato. Oltre a essere sfuggita al controllo del governo, forse si è espansa al di là del proprio controllo. Adesso produce così tante informazioni, una tale sovrabbondanza di parole, immagini e dati elettronici provenienti da tutte le fonti, che sta diminuendo rapidamente il numero di specialisti in grado di capire tutto e di vedere il quadro complessivo. Ben presto anche i servizi segreti potrebbero finire per annegare nella marea d'informazioni da loro stessi fornite. E il computer non può assumersi questo lavoro. La NSA ha già incontrato difficoltà a ricavare dai suoi computer il materiale richiesto dai clienti.
Venti anni fa, un lungimirante funzionario della CIA lo aveva previsto. Thomas W. Braden, che aveva lavorato per l'agenzia quando era «piccola», disse: La comunità [spionistica] si è sviluppata in un'enorme industria che spende circa 2 miliardi e mezzo di dollari all'anno, impiega più di 60.000 persone e produce una quantità di scartoffie che Dio stesso avrebbe difficoltà a digerire nel caso non sapesse già che cosa stanno combinando i russi... Come possiamo essere certi che tutte queste persone e queste carte possano essere al sicuro? Assumendo altro personale per sorvegliare i documenti e la gente.
Braden non era in grado di realizzare una soluzione per questo problema. Infatti, dal 1909 nessuno è riuscito a sventare il bluff dei servizi segreti. Molti presidenti americani al momento di assumere la loro carica erano scettici sul valore di tali servizi, solo per poi cambiare rapidamente opinione. Alcuni dirigenti sovietici hanno provato a sfidare il KGB, ma senza successo. Quando Harold Wilson era Primo ministro della Gran Bretagna affrontò il servizio segreto; ma perse la partita.
Il problema è che i servizi segreti sono diventati fonte di potere nella nostra società, club riservati per l'elite e i privilegiati. E oltre a essere molto abili nell'uso di questo potere, hanno potuto fare assegnamento sul fascino che hanno esercitato su molti leader mondiali, da Winston Churchill a John F. Kennedy, un fascino basato in parte sui molti romanzi che hanno fatto della spia una delle figure più sensazionali dei nostri tempi.
Questa incapacità di distinguere tra finzione e realtà nel mondo dello spionaggio è ironicamente appropriato, perché tutto cominciò... nel mondo della fantasia.

 


* II servizio segreto russo ha avuto molti nomi: Ceka, GPU, OGPU, NKVD, eccetera. Qui viene chiamato Ceka (per il periodo della rivoluzione bolscevica), poi, per semplicità, KGB.