Oleg Antonoviç Gordievskij

Oleg Gordievskij è stato uno dei più importanti doppi agenti della Guerra Fredda.

Nato a Mosca nel 1938, entrò nel KGB seguendo le orme del padre. Negli anni ’60 iniziò a lavorare all’estero, sviluppando una crescente disillusione verso il regime sovietico, in particolare dopo l'invasione della Cecoslovacchia (agosto 1968).

Nel 1974, mentre era di stanza a Copenaghen, fu reclutato dall’MI6, diventando un informatore chiave per l’Occidente. Fornì informazioni cruciali sulle operazioni del KGB e sulle intenzioni dell’Unione Sovietica.
Trasferito a Londra nei primi anni ’80 come capo della residenza KGB, Gordievsky divenne una fonte ancora più preziosa. Informò gli inglesi e gli americani della crescente paranoia sovietica riguardo a un possibile attacco nucleare della NATO.

Le sue rivelazioni contribuirono a ridurre le tensioni durante momenti critici della Guerra Fredda, in particolare durante l’operazione Able Archer del 1983.
Aiutò anche a identificare agenti sovietici in Occidente.

Nel 1985 fu richiamato a Mosca e sospettato di tradimento. Drogato e interrogato dal KGB, riuscì però a evitare una confessione.
Con l’aiuto dell’MI6, organizzò una fuga rocambolesca attraverso il confine finlandese, nascosto nel bagagliaio di un’auto diplomatica.

Una volta in Gran Bretagna, ricevette asilo politico e continuò a collaborare con i servizi occidentali.
Condannato a morte in contumacia dall’Unione Sovietica, visse sotto protezione nel Regno Unito.

La sua attività è considerata una delle più importanti operazioni di spionaggio del XX secolo.